Tradizioni estere Paese che vai Pasqua che trovi

Non solo uova di cioccolato e colombe, a seconda della religione – ma anche della latitudine – vengono preparate e consumate alternative (dolci) e dalla forte simbologia

Capirotada messicana, credits Pati Jinich

Non ha il luccichio delle luci natalizie né la pomposità dei cenoni di fine anno, ma la Pasqua – tra spiritualità e inizi di primavera propiziatori – è un momento di tradizione (culinaria e non) che accomuna i diversi popoli e Paesi. Dalla sobrietà nordica al tripudio zuccherino delle Americhe, è nelle cucine e nei laboratori che il significato della Pasqua prende forma, lievita, si decora e viene condiviso. Perché se ogni popolo ha il suo modo di vivere la religione e il passaggio a una nuova stagione, in comune resta quasi sempre una fetta di qualcosa da assaporare con le persone più care.

Capirotada (Messico)
In Messico la religiosità incontra la golosità in un dolce di pane dal forte simbolismo. La Capirotada, una sorta di budino di pane con frutta secca, cannella e formaggio, è il dessert della Settimana Santa. Ogni ingrediente racconta qualcosa: la cannella ricorda i chiodi della croce, il pane è il corpo di Cristo, il formaggio il sudario. Una mappa del sacrificio, servita in ciotola.

Chokladägg e Påskgodis (Svezia)
In Svezia, la Pasqua è soprattutto dedicata ai bambini. Niente processioni solenni o liturgie notturne: qui si distribuiscono enormi uova di cartone piene di caramelle (påskgodis) e cioccolatini (chokladägg). Le case si decorano con piume colorate e i piccoli si travestono da “streghette di Pasqua”. La dolcezza, più che il digiuno, è la regola.

Babka (Polonia e comunità ebraico-americane)
Soffice, lievitata, arrotolata e spesso decorata con uno strato lucido di glassa: la babka è uno dei dolci più amati della Pasqua polacca, anche se oggi fa bella mostra di sé anche nelle vetrine newyorkesi delle bakery ebraico-americane. Può essere al cioccolato, alla cannella o con frutta secca. L’importante è che sia condivisa. Curiosi di assaggiarla? Anche in Italia si può, come per esempio qui e qui.

Babka, credits Serious Eats

Hot Cross Buns (Regno Unito e Australia)
Venerdì Santo, colazione. Il profumo è quello inconfondibile delle spezie e dell’uvetta, il gusto è dolce ma con un retrogusto che sa di tradizione. Gli Hot Cross Buns sono panini speziati con una croce glassata sulla superficie, che ricorda la crocifissione. Un dolce semplice, ma pieno di significati, che nelle case britanniche e australiane apre ufficialmente il weekend pasquale. Potreste trovarli anche a Milano, qui.

Hot Cross Buns, credits Say Good

Simnel Cake (Regno Unito)
Chi pensa che il marzapane sia solo da torta nuziale non ha mai assaggiato la Simnel Cake. Questo dolce, tipico del periodo pasquale britannico, è carico di frutta secca e ricoperto da uno strato spesso di marzapane. La sua firma distintiva? Undici palline di marzapane, una per ogni apostolo fedele (Giuda, ovviamente, escluso).

4 Simnel Cake, credits Sainsbury’s

Pashka e kulich per la Pasqua Ortodossa (Russia, Ucraina e Europa dell’Est)
Due dolci, due simboli dell’Ortodossia. La pashka è un dessert freddo, compatto, modellato a forma di piramide – a evocare la tomba di Cristo – a base di tvorog (formaggio russo), burro, frutta secca e canditi. Accanto, spesso compare il kulich, un soffice pane dolce alto, simile a un panettone ma benedetto prima di essere mangiato. Se la Pasqua è la festa delle feste per le chiese ortodosse (ma attenzione, la data è diversa da quella della Pasqua cristiana e cattolica), questi dolci sono le sue colonne portanti.

Pashka, credits Wine and Food Tour

Mämmi (Finlandia)
Non è un dolce da vetrina e nemmeno da Instagram. Il mämmi è un dessert denso, scuro, intenso. Fatto di farina di segale, melassa e scorza d’arancia, viene servito freddo con panna o latte. Un gusto divisivo, ma profondamente autentico: in Finlandia è l’essenza della Pasqua. Un dessert che va capito, prima di essere amato.

Mammi, credits Kotivalo, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

Tsoureki (Grecia)
Il significato della Pasqua, in Grecia, si intreccia. Letteralmente. Il tsoureki è un pane dolce intrecciato, profumato di mahlepi (una spezia aromatica derivata dal nocciolo delle ciliegie) e mastice di Chios. Le uova rosse incastonate nell’impasto simboleggiano il sangue di Cristo e la rinascita. Si mangia a colazione, dopo la liturgia della mezzanotte, oppure come merenda. Ma in realtà, ogni momento è buono.

Tsoureki, credits Carol the Cook

Pesach e i dolci della Pasqua Ebraica
La Pasqua ebraica – Pesach – è il tempo della memoria, dell’Esodo e della fuga. Niente lieviti, come prescrive la tradizione, ma questo non significa rinunciare alla dolcezza. Il matzah brei (una sorta di frittella dolce o salata a base di pane azzimo), i macaroon al cocco e le torte senza farina (mandorle, cioccolato, frutta secca) diventano protagonisti di un banchetto che rispetta le regole, ma non rinuncia al dolce.

Matzah Brei, credits Jamie Geller

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