Pechino express Un giorno a tavola nella capitale cinese

Ventiquattro ore nel cuore pulsante della Cina attraverso alcuni dei locali più suggestivi dove fare piccole esperienze di gusto, dalla colazione fino alla cena con l’anatra pechinese

Foto di Maria Vittoria Caporale

Un aereo, poco più di quattordici ore da quella che ci sembra sempre grande – Milano – et voilà: Pechino. Questa sì che è veramente grande. Ventiquattro milioni e mezzo di persone abitano la capitale cinese, quarta al mondo per popolazione e seconda città più estesa per superficie. Nell’undicesimo secolo avanti Cristo, durante la dinastia Zhou, fungeva da centro commerciale e militare, poi divenne capitale dell’Impero – con la dinastia Yuan – e, infine, si arricchì di monumenti iconici come la Città Proibita, il Tempio del Cielo e la Grande Muraglia sotto le dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912). Dal 1912 al 1949 perse lo status di capitale per poi riacquisirlo con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 diventando il centro politico del Paese.

Oggi, è una metropoli moderna che conserva gelosamente il suo patrimonio storico. Ed è la città perfetta per iniziare un viaggio in questo Paese, sia dal punto di vista storico e culturale che da quello gastronomico.

Ecco alcuni indirizzi da tenere a mente per un primo giorno nella capitale, per provare le prelibatezze locali, che andranno benissimo sia per il pranzo che per la cena o, perché no, per uno spuntino, tenendo a mente, però, che in Cina si cena presto: le 19:00 è un ottimo orario per decidere di arrivare al ristorante per il pasto serale. Superato questo orario potrebbero rifiutarvi scuotendo la testa, senza darvi tante altre spiegazioni.

Potreste riscontrare difficoltà nel trovare alcuni indirizzi sulle mappe digitali che usate abitualmente. In loco provate con LingoMap o Maps.me.

Foto di Maria Vittoria Caporale

Colazione e caffè
Partiamo dal primo pasto della giornata: la colazione. In Cina è un pasto abbondante, spesso salato, costellato da congee – una sorta di porridge di riso servito con ingredienti come carne, verdure, uova centenarie o sottaceti – ravioli al vapore o alla piastra ripieni di carne o verdure e il jianbing, la variante cinese della crêpe, preparata con una pastella di farina di grano o di fagioli, farcita con uova, erba cipollina, salsa di soia, coriandolo e un cracker croccante.

Se siete amanti della classica colazione all’italiana, qui, forse, di prima mattina, apprezzerete solo il latte di soia caldo o il latte fermentato che si beve in accompagnamento ai cibi sopracitati.

La città, però, è piena di posti dove soddisfare i vostri bisogni gastronomici di prima mattina, anche se la colazione è l’unico pasto che noi italiani, per motivi culturali e di gusto, tendiamo sicuramente a consumare in maniera meno tradizionale, qui in Cina.

黑窑厂街糖油饼: risulta impossibile trovare il suo nome in versione non cinese.

Qui è facile trovare la fila (pare che abbia acquistato popolarità grazie a un’apparizione nella televisione cinese) per provare il cavallo di battaglia, lo sugar pancake: una sorta di frittella morbida dentro e croccante fuori, grazie a una crosticina di zucchero esterna, che costa 3,5 yuan (meno di cinquanta centesimi). Un impasto dolce e fritto, che può essere comprato al bancone da portare via o consumato sul posto (dove preparano anche tanti piatti salati). È la vostra colazione se prevedete una ventina di chilometri a piedi alla scoperta della città.

Xicheng District, 黑窑厂街工商银行对面(近陶然亭北门)

Con un po’ di ricerca, scoprirete diversi posticini dove si beve specialty coffee e che dentro ricordano locali del Nord Europa. Sono nettamente meno popolari e più costosi e per di più frequentati da giovani appassionati del genere o smart worker che qui passano la giornata. Uno di questi è Soloist Coffee, dove troneggia una macchina del caffè firmata La Marzocco (qui si trovano in tutti i locali dal vago sapore europeo e particolare attenzione alla bevanda caffè), potete sorseggiare un pour over coffee, ma anche un cappuccino ascoltando jazz e ammirando l’attenzione ai dettagli: dagli armadietti e le lampade americane degli anni Venti, alle sedie da cinema cinesi degli anni Ottanta, fino a un pianoforte inglese sempre degli anni Ottanta.

Soloist Coffee 39 Yangmeizhu Xiejie, Xicheng District

Foto di Maria Vittoria Caporale

Tranquillo, luminosissimo, immerso nel verde di Beiluogu Xiang, dallo stile minimale, tra muri di cemento e arredi in legno chiaro, è Voyage Coffee. Qui, caffè di diverse origini e sfogliati come il pain au chocolat o il croissant.

Voyage Cofee 80 Beiluogu Xiang, Dongcheng District

Still Water, invece, ha tutto lo stile curatissimo cinese, con bambù e bonsai: ha una vetrina a livello strada su Nanluoguxiang, ma, una volta varcata la soglia, si trasforma in una piccola siheyuan – tradizionale casa a corte quadrata cinese – con una sala a pianta quadrata, un piccolo cortile con uno stagno al piano inferiore e una terrazza con posti a sedere all’aperto al primo piano. L’offerta di caffè è ampia perché si può scegliere tra vari caffè dal mondo, tra cui il giapponese Fuglen. Filtro, iced drip, cold brew, espresso. Insieme a una piccola scelta di croissant, torte e biscotti.

Still Water 69 Gulou East Street, Dongcheng District

Piatti salati e spuntini
Non potrete lasciare la città senza aver prima provato i zha jiang mian, letteralmente: tagliatelle con salsa fritta. È un popolare piatto di noodles originario di Pechino, con una ricetta unica per ogni famiglia. La storia di questo piatto è legata alla storia politica cinese, ma sta di fatto che si tratta di un piatto semplice, equilibrato e consumato quotidianamente in città. Il piatto consiste in spesse tagliatelle di grano sormontate da una salsa ricca e saporita a base di carne di maiale macinata e pasta di fagioli di soia fermentati. Vengono poi aggiunte diverse verdure fresche o sottaceto, come cetrioli, ravanelli e germogli di soia che aggiungono freschezza e croccantezza al piatto.

Foto di Maria Vittoria Caporale

Dove mangiarli? Al Fangzhuanchang Hutong, anche quest’anno Bib Gourmand secondo la Guida Michelin. Entrerete e di default vi verranno serviti i zha jiang mian che è il piatto che i locali consumano in questo locale molto spartano, immerso nei tradizionali hutong: antichi vicoli o quartieri tradizionale di Pechino, formati da strette strade o vicoli fiancheggiati da siheyuan, le tradizionali case a corte quadrata cinesi.

Fangzhuanchang Hutong, Shichahai, Xicheng District, Beijing, 100009

Di street food ne mangerete a bizzeffe, tanto vale iniziare da quello della capitale a partire dai baozi di Niu Street Hongji Snack Bar. Niujie Street la troverete piena di ristoranti che, oltre alla sala, hanno finestre affacciate sulla strada per la vendita di cibi da consumare per strada.

Da Hongji non perdetevi d’animo per la fila – perché è lunga ma velocissima – e poi non perdetevi i baozi fumanti, ripieni di carne di manzo o montone per 2,5 yuan. Poco più di trenta centesimi. Da provare anche gli spiedini di carne di agnello speziati, da comprare al pezzo, o il roujiamo: un particolare panino chiuso di sfoglia fritta tradizionale della cucina cinese, della regione dello Shaanxi, ripieno di pancetta di maiale cotta lentamente con diverse spezie. Si può consumare tutto nei tavoli all’interno, ma la maggior parte delle persone lo fanno in piedi, sul marciapiede.

Foto di Maria Vittoria Caporale

Abbiate cura di fare un passaggio nella finestra a destra, dedicata ai dolci, per provare l’aiwowo, dolce tipico della cucina imperiale, risalente alla dinastia Ming – servito soprattutto durante il Capodanno cinese e altre festività – ma molto diffuso tra gli ambulanti e le pasticcerie. Si tratta di una pallina di riso glutinoso cotto al vapore, farcita con una miscela dolce che include, tra gli ingredienti, zucchero, sesamo, noci, pasta di fagioli rossi o jujube, i datteri cinesi. Viene cotta e poi immersa in farina di riso o cocco grattugiato per evitare che si attacchi.

Niu Street Hongji Snack Bar, China, Beijing, Xicheng District, 牛街12号

L’anatra alla pechinese
La cena è il momento adatto per concedersi lei: l’anatra alla pechinese. È in assoluto uno dei piatti più conosciuti della cucina cinese. La sua storia affonda le radici nella tradizione imperiale. La sua preparazione – e vedrete, anche il servizio al tavolo – è meticolosa.

La pelle croccante, lucida, dorata e il perfetto bilanciamento delle parti grasse con quelle magre è il risultato del perfezionamento della ricetta sotto la dinastia Ming che la rese il piatto preferito dell’imperatore Zhu Yuanzhang, entrando ufficialmente nel menu della Città Proibita.

I posti che la propongono in menu o in vetrina in bella vista sono infiniti. Due segnalazioni. Quanjude Roast Duck, fondato nel 1864 con filiali in tutto il mondo, prepara anatra alla pechinese da centosessantuno anni, che non è affatto male. La sede di Pechino ha più sale disposti su più piani, ma ogni tavolo ha il suo servizio di sporzionamento dell’anatra dedicato. Qui troverete anche altri piatti a base di anatra: il fegato salato, le zampe o il brodo di ossa.

Quanjude Roast Duck, 9 Shuaifuyuan Hu Tong, Wangfujing, Dongcheng, Beijing, Cina, 100005

Anche da Siji Minfu Roasted Duck Restaurant potete gustare un’autentica anatra alla pechinese, appena fuori dalla Città Proibita, con alcuni tavoli che offrono una splendida vista sul palazzo! Un consiglio: la prenotazione su WeChat, per evitare la fila che in media dura un paio di ore.

Siji Minfu Roasted Duck Restaurant, 11 Nanchizi Ave, 11, Dongcheng, Beijing, Cina, 100006 

Dopo cena
Se a fine giornata avete ancora energie, non può mancare – insieme a un’esperienza di KTV (come viene comunemente chiamato il karaoke in Cina) – un cocktail. Per una vista mozzafiato c’è Atmosphere all’ottantesimo piano del China World Summit Wing dello Shangri-La (con soffitto è progettato per sembrare una costellazione di stelle).

Atmosphere, Level 80, No.1 Jianguomenwai Avenue, Beijing

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