Sensibilizz-azione Assaggi e spunti di riflessione dal Celiakè?! di Roma

Il 17 e 18 maggio si è svolto il primo festival itinerante dedicato interamente al senza glutine. La manifestazione ha animato di gusto e consapevolezza Borgo Boncompagni Ludovisi, combinando show cooking, musica, momenti divulgativi e laboratori interattivi, e registrando oltre cinquemila visitatori, celiaci e non

New Food al CeliaKè?! Festival di Roma, foto di Camilla Addati

In un sistema gastronomico davvero inclusivo, trovare opzioni senza glutine sicure in festival ed eventi dovrebbe essere la normalità, parte integrante dell’offerta. Ancora non lo è: gli stand dedicati sono pochi, spesso inesistenti, e tra gli addetti ai lavori mancano sensibilità e una preparazione reale sul tema. Celiakè?! Il Villaggio Gluten Free è nato proprio per rispondere a questa esigenza.

La missione di Valentina Pagliuso e Josè Luis Lopez Ruggiero, ideatori della manifestazione, è stata dall’inizio quella di «creare un qualcosa di inclusivo, dove i celiaci potessero rilassarsi, sorridere, mangiare e condividere in assoluta spensieratezza momenti gioiosi con i loro cari. Volevamo al contempo che ci fosse modo per i non celiaci di informarsi seriamente, ma in un clima disteso, sulla condizione dei loro parenti o amici celiaci, per dimostrar loro che la celiachia può essere affrontata senza ansie e patemi d’animo e senza rinunce o emarginazione. Celiakè?! ha dimostrato che gusto e divulgazione possono camminare insieme, offrendo al grande pubblico un’esperienza immersiva, consapevole e gioiosa».

Photo credits @Th4image

La proposta gastronomica è stata ampia e concreta: dai primi piatti della tradizione romana ai, supplì al telefono, dai cornetti e dolci di ogni tipo – anche d’ispirazione americana – al gelato, dai capisaldi dello street food alle suggestioni dal mondo. Senza glutine e, in parte, senza lattosio, naturalmente.

Una proposta col botto, verrebbe da dire: alcuni artigiani del gusto hanno dichiarato di aver venduto, in sole quarantotto ore, l’equivalente di un mese di produzione ordinaria.

Parola chiave: formazione
La formazione è il primo passo verso l’inclusione. Sembra una frase fatta, ma non è così: quella che spesso manca è la formazione degli addetti ai lavori non celiaci.

Marco Paciaroni, general manager di New Food Gluten Free e New Food Experience – punti di riferimento della scena gastronomica romana per i celiaci, il primo da ben tredici anni, il secondo lanciato un anno e mezzo fa – dice che  «a chi guida i locali spetta la parte più ardua: mettere il personale nei panni del celiaco. E, quando non si è celiaci, non è immediato. Il problema della celiachia è sociale, ed è per questo che c’è bisogno di personale preparato, sensibile alla causa».

Seguono a ruota altre due parole chiave: ricerca e voglia di imparare. Perché, continua Marco «la ricerca costa tanto tempo, tanto studio, tante conoscenze, tante prove “buttate”. Con pasticcieri, fornai e pizzaioli che hanno voglia di imparare il senza glutine sarà più facile e, fortunatamente, abbiamo notato un’inversione di marcia rispetto al passato. Tutti i professionisti che lavorano con noi, anche i non celiaci, hanno voglia di imparare».

Una macchina che, soprattutto negli ultimi anni, ha già messo la prima.

Anche la provincia c’è e si fa assaggiare
La richiesta di prodotti da forno freschi senza glutine è in aumento, non solo nelle grandi città. Le opzioni che una persona celiaca può trovare – in special modo per quanto riguarda pane e paste da colazione – restano però spesso limitate. A Celiakè?! tanti espositori sono arrivati dalla provincia e hanno deciso di partecipare per rivolgersi anche alle persone non celiache, puntando sulla qualità, prima ancora che sull’etichetta “senza glutine”.

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Marina Medori, fondatrice di Amaranto, forno senza glutine e lattosio di Montefiascone, nella Tuscia Viterbese, racconta che ha deciso di partecipare a Celiakè?! perché voleva vedere e far vedere agli altri cosa significa un festival interamente senza glutine. Non è celiaca, ma ha dovuto eliminare il glutine per un periodo di tempo e si è scontrata con la realtà, tanto da decidere di dare vita a un laboratorio che potesse soddisfare ogni esigenza alimentare.

«Al Festival partecipano persone sia celiache che non, ed è a questi ultimi che dobbiamo puntare; far capire alle persone non celiache cosa vuol dire essere inclusivi e poter mangiare tutti la stessa cosa». Continua sollevando una tematica ricorrente in questi due giorni: «quello che ho notato è che tanti addetti ai lavori non capiscono la malattia e di conseguenza non si avvicinano al problema e alle necessità».

Percezione condivisa anche da Piùbbuono Bakery, la prima bakery senza glutine di Frosinone. Silvana Longo, fondatrice celiaca, ha avviato questo progetto con l’intento di non rivolgersi soltanto a persone celiache, ma di far percepire il gusto dei “senza” come normale.

Stefano e Aureliano, i due ragazzi presenti allo stand, hanno fornito un ulteriore spunto di riflessione: a prendere i loro Sorrisi – un simil calzone aperto ripieno di polpette, parmigiana e altre sfiziosità varie – è passata una famiglia con due bambini, di cui uno celiaco. Il padre gli ha lanciato una tenera – e tutt’altro che banale – provocazione: «Che fai, non lo chiedi se puoi mangiarlo?».

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Il cibo è parte del viaggio di inclusione sociale
Celiakè?! punta dritto a un traguardo tanto semplice quanto potente: far sentire tutti parte dello stesso tavolo.

«Con questo festival stiamo dimostrando che si può includere, che la celiachia è un superpotere – dice Maya Belen Mejìas, ideatrice del food truck itinerante Maya senza glutine – e tante volte sono le famiglie le prime che escludono»

L’impatto sociale si riflette anche sul viaggio, sulle esperienze. Nascono progetti verticalizzati sui viaggi, come Essenza Food & Travel che offre viaggi senza glutine lattosio certificati per «rendere il turismo gastronomico più accessibile e piacevole per tutti, sia celiaci che accompagnatori non celiaci». La chiave di lettura, in fondo, sta anche nel vissuto del singolo e nel modo di approcciarsi alla socialità.

Sì condivisione, no contaminazione
Il tema più ostico alla fine: volutamente, perché in questi due giorni senza glutine la contaminazione è stata solo quella di idee, tra gli espositori, e di momenti, tra i visitatori. Si è trasformata in collaborazione, sfumatura che ha reso questo festival ancora più incisivo.

Roma è stata solo la prima tappa di Celiakè?!: gli organizzatori stanno già lavorando alla prossima, al momento segreta, per portare inclusione e consapevolezza in tutta Italia.

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