Tiny retreatNella natura sì, ma in mini cabane: da oggi detox non è la spa ma 72 ore in rifugi per due

In Giappone li chiamano Shinrin Yoku, o “bagni di foresta”. Per depurare mente e corpo dai troppi stimoli digitali o, perché no, trovare la chiarezza necessaria per prendere una decisione, l'immersione nel bosco funziona, meglio se fatto in piccoli rifugi tra laghetti alpini o coste marine

Raus Cabins, front view. Reiterhof cabin. Courtesy of Raus/Franz Gruenewald

Se anche star come Renzo Piano, Terunobu Fujimo e Tom Kundig si sono divertiti a progettarne almeno una, un motivo ci sarà. La risposta è nei monoterpeni, composti organici naturali volatili emessi dalle piante che, come hanno iniziato a studiare già quarant’anni fa i ricercatori della Nippon Medical School di Tokyo, contribuiscono ad abbassare i livelli di pressione sanguigna e cortisolo e rafforzano il nostro sistema immunitario. È il principio che ha portato a teorizzare la pratica wellness dello Shinrin Yoku, o “bagno di foresta”, una prolungata (quanto benefica) full immersion nella natura. E, negli ultimi anni, a una nuova formula di ospitalità, quella dei Mini-Chalet o Tiny House, essenziali casette in legno, vetro e pietra in grado di accogliere una o due persone al massimo, ma accoglienti, autonome dal punto di vista idrico ed energetico e – soprattutto – lontanissime da contesti urbanizzati, calate in suggestivi scenari naturali tra boschi, laghetti alpini, coste marine o scenografiche campagne inglesi.

Passo Pura, Friuli

Bastano 72 ore. Uno studio di David Strayer, psicologo cognitivo dell’Università dello Utah, qualche anno fa ha dimostrato che bastano tre giorni nella natura senza smartphone o pc per aumentare le prestazioni cognitive del cinquanta per cento, dormire meglio e sentirsi più felici. In una parola, per combattere la Brain Rot, letteralmente  “cervello in poltiglia” (parola dell’anno nel 2024 secondo la Oxford University), cioè quel mix di stanchezza mentale, perdita di attenzione, apatia e smarrimento causato dall’abuso di stimoli e contenuti digitali. La terapia giusta consiste nel trascorrere tre giorni completamente disconnessi da mail, chat e telefonate, ma anche appuntamenti sociali e obblighi famigliari, per dedicarsi ad attività semplici e rigeneranti come trekking, osservazione delle stelle, lettura, yoga. Perché non provarci adesso e non regalarsi una benefica immersione nella natura in questi giorni di ponti e weekend di primavera? Basta affittare un’ecocabane creata allo scopo, essenziale ma confortevole, con grandi vetrate e verande in legno che permettono di restare connessi con l’ambiente circostante, anche mentre si dorme. Le soluzioni non mancano.

Cima Lan, Veneto

Il nuovo spiritual retreat. «Soluzioni romantiche o “alternative” per un weekend di coppia nella natura ne esistono da anni, sia in Italia sia all’estero: dalle tree house al glamping alle boat house, ma il detox è una cosa profondamente diversa» spiega Luca Ricchi, Ceo di Friland, la società fondata nel 2020 da Gabriele Venier che oggi conta quattordici casette sparse tra Veneto, Liguria e Friuli e che sta per inaugurarne altre in Sardegna, Lombardia e Trentino. «Scegliere queste mini cabane, infatti, vuol dire decidere di staccare da tutto e tutti per almeno 48-72 ore per depurare mente e corpo dai troppi stimoli digitali, disintossicarsi dai ritmi frenetici o, perché no, trovare la chiarezza necessaria per prendere una decisione o superare un momento difficile. Isolarsi due o tre giorni nella natura, rinunciando al telefonino (nessuna coercizione, però il consiglio è di chiuderlo nell’apposito box che si trova all’ingresso per riprenderlo solo alla partenza) permette di riarmonizzarsi sui ritmi circadiani, ma anche sui suoni e profumi naturali. L’idea è venuta a Gabriele Venier, fondatore di Friland, dopo l’esperienza di una vacanza del genere fatta in Canada: in Italia non c’era ancora niente del genere, noi siamo stati i primi a creare una rete di alloggi di questo tipo».

Mont di Prat, Friuli Venezia Giulia

Tante opportunità. In rete con Friland (e in sintonia con la sua filosofia) ci sono diverse realtà internazionali. Come, tra le più qualificate, la tedesca Raus che propone accoglienti chalet immersi nella natura e, allo stesso tempo, a poca distanza (da quaranta minuti a due ore al massimo di viaggio) da città come Berlino, Amburgo, Heidelberg, Dortmund o Colonia. E che, su richiesta, offre anche il cestino della colazione e della cena con i prodotti locali delle fattorie dei dintorni. Regole più severe nelle tiny house del circuito Unplugged, Regno Unito, a un paio d’ore al massimo da città come Londra, Manchester o Birmingham, oppure tra le colline del Davon o in Cornovaglia: all’arrivo gli ospiti devono chiudere i cellulari in una cassetta con tanto di lucchetto e ricevono in cambio una scatola piena di libri, carta, penna e candele. Un’esperienza da fare anche negli Usa: si può viaggiare dalla East alla West Coast dormendo in un delle milleduecento Postcard Cabins distribuite in tutto il territorio che, per location mozzafiato e comfort promettono di godere di un autentico “vibe shift”. Ma, per un’esperienza ancora più estrema, si può scegliere di trovare la natura selvaggia proprio fuori dalla porta delle casette del circuito Unyoked (www.unyoked.co), tra Australia e Nuova Zelanda (un progetto che ha conquistato perfino Matthew McConaughey).

Unplugged, Inghilterra. Courtesy of Unplugged

Sei un detox traveller? Qual è l’identikit di chi sceglie di isolarsi nella natura per due o tre giorni? La gran parte lo fa in coppia, e diventa l’occasione per condividere con il partner riflessioni profonde, senza più distrazioni, ma c’è anche chi decide di partire da solo. Infine non mancano padri e madri che decidono di ritagliarsi due giorni nella natura insieme al figlio o alla figlia adolescente. «La maggior parte dei nostri clienti però appartiene soprattutto alla fascia d’età dai venticinque ai quarant’anni, con un picco attorno ai trenta, e si tratta di una clientela generalmente molto informata, consapevole e attenta ai bisogni del nostro pianeta, oltre che al proprio benessere». Insomma, da oggi detox non vuol più dire soltanto “andare in una spa”.

Postcard Cabins, Usa. Courtesy of Postcard Cabins

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