Profumo edibileIl nuovo peccato di gola? Le fragranze che sanno di dessert, vaniglia e zucchero caramellato

Sentori di cioccolata spalmabile, biscotti appena sfornati e torte francesi sono le note distintive delle creazioni di Jimmy Bodin, naso e founder di Jousset Parfums. Lo abbiamo raggiunto al telefono per scoprire di più sui suoi profumi

Collage Linkiesta Etc

Li chiamano foodie fragrances e stanno rivoluzionando la profumeria di nicchia indipendente. Sanno di vaniglia, cioccolato, crema chantilly, caramello, gelato e creme brûlé. Sono i profumi che ci trasportano immediatamente a dolci memorie risalenti a quel periodo spensierato che è l’infanzia, ci avvolgono come un caldo abbraccio e ci trasmettono da subito gioia e felicità. La gourmandise olfattiva continua a essere la vera tendenza sui social network, ma se prima le note di latte, cremose e zuccherine, la facevano da padrone, oggi cocco, fragola, biscotto e pistacchio vivono un momento d’oro tanto che i Maître Parfumeur hanno coniato il neologismo edible fragrances.

Un termine ampio che oggi, oltre a comprendere tutte le essenze ispirate ai dolci tipici della pasticceria internazionale, viene utilizzato anche per quelle fragranze che si possono letteralmente mangiare. Sono solo due i marchi di profumeria artistica che creano veri e propri parfum à manger: Haute Sauce Beauty che propone “Vanillian Dream”, un jus vegano privo di alcol, e Amorecco con il “Late Night Gelato”, un lickable scent ai sentori di vaniglia e cocco. Il primo a dare vita a una linea di profumi ultra-gourmand dalle note golose, ma non per questo commestibili, è stato Jimmy Bodin, naso e founder di Jousset Parfums, un brand di nicchia nato nel 2020 in Svizzera e diventato famoso tra gli addetti ai lavori e non, grazie al passaparola.

“Le Gourmand”. Courtesy of Jousset Parfums

Una collezione di parfum e extrait genderless realizzati a mano oggi nell’atelier di Rennes, in Francia, in cui vengono utilizzati solo le migliori materie prime dagli accenti golosi, che seducono come un peccato di gola, grazie alla loro intensità e persistenza. Profumiere autodidatta Bodin, con le sue creazioni, vuole trasmettere ricordi ed emozioni facendo dialogare pochi ingredienti, la vaniglia ad esempio è una costante, sempre con la voglia di sperimentare attraverso accordi e sinfonie inaspettati. Nato in Francia, ma cresciuto in Svizzera, Bodin scopre la magia dei profumi da piccolo grazie a sua madre Jousset, scomparsa qualche anno fa, il marchio è un tributo proprio a lei, ma è solo quando non riesce a trovare sul mercato una fragranza che gli piace veramente che decide di crearne una tutta sua.

Complice un viaggio in Turchia e una serie di estratti acquistati sul posto. Da lì, il resto è storia. «Le persone mi fermavano per strada e mi chiedevano che profumo indossassi e quando dicevo che l’avevo creato io, loro mi chiedevano di realizzargliene uno», dice Bodin, che raggiungo via telefono per questa intervista.

«È iniziato tutto così, quasi per gioco. Mi sono ispirato ai dessert e alle torte francesi. Ho studiato le materie e i loro odori, le possibili combinazioni, e ho deciso di dare vita a scent golosi che fossero delle vere e proprie esperienze olfattive». Il passato da cuoco e una ricerca continua di nuovi ingredienti da utilizzare non solo in cucina, l’hanno portato nel 2020 a dare vita a “Gourmand Bakhoor”, una creazione complessa e vellutata ricca di sfumature lattee, incenso e zucchero caramellato che evoca la nostalgia dell’infanzia e una raffinatezza senza tempo.

Profumo “Ciao Bello Pistachio”. Courtesy of Jousset Parfums

Attuale best seller del marchio, insieme a Le Gourmand, un extrait dai sentori di cioccolata spalmabile, biscotti appena sfornati e nocciole tostate e a “Ciao Bello Pistachio”, ultimo nato, che con il suo aroma di gelato, vaniglia e brioche è un tributo alla pasticceria italiana e a “Accident à La Vanille”, una versione multisfaccettata di questo prezioso ingrediente.

Qual è il tuo primo ricordo olfattivo?
La prima volta che ho capito il potere evocativo di un odore avevo dodici anni. Mi ricordo che ogni giorno mi piaceva andare nella
pasticceria accanto alla scuola. Quell’aroma di pane, dolci e biscotti appena sfornati, che usciva dal negozio mi riempiva le narici e il cuore e mi infondeva una sensazione di tranquillità e felicità che cerco di trasmettere ancora oggi attraverso le mie essenze.

Qual è la prima creazione che ha portato il marchio al successo e ad essere oggi così amato dalle nuove generazioni?
“Accident à La Vanille” è strato creato nel 2021 ed è subito diventato uno dei profumi gourmand più conosciuti e apprezzati non solo dai giovani. Nasce da un errore, da un incidente: mentre lo creavo ho abbondato con questa spezia dal sapore intenso e versatile. Il risultato però mi è piaciuto così ho deciso di proporlo ai miei clienti. Alla base c’è una nuova interpretazione della vaniglia scaldata da note di sandalo e styrax, mentre “Madleine de Proust Accident à La Vanille”, nato un anno dopo, ha una formulazione simile stemperata però dalle note succose e zuccherine di albicocca e pesca e da quelle lattoniche di burro e biscotto.

Le fragranze hanno tutti nomi evocativi, da dove nascono?
Dal mio passato, dai miei ricordi d’infanzia e dalle emozioni che alcuni odori ancora mi trasmettono. “Madeleine de Proust Accident à La Vanille”, ad esempio, è esattamente questo: l’aroma di una madeleine cosparsa di burro e marmellata da mangiare la mattina a colazione.

“Accident à la vanille”. Collage di Jousset Parfums

Gli ingredienti che vengono utilizzati sono tutti naturali?
Non tutti, a volte per ragioni di reperibilità e quindi di sostenibilità mi servo anche di ingredienti di sintesi. Ogni fragranza è
realizzata a mano e vanta una concentrazione altissima di materie prime, per alcuni extrait arriviamo addirittura al 33,5%, questo è l’unico modo per renderla unica, intensa e dal sillage persistente.

C’è una creazione a cui sei particolarmente legato?
“Le Gourmand”, uno dei primi nati e che indosso ancora oggi. È il nostro Statement e poi è una base perfetta per fare layering con
tutti gli altri profumi Jousset Parfums.

Le foodie fragrances continueranno a essere di moda o prima poi dovranno lasciare il posto a nuove scie olfattive?
Ho fondato Jousset Parfums, perché ero convinto che le fragranze gourmand non erano valorizzate abbastanza e volevo dare loro il riconoscimento che meritano. Oggi dopo cinque anni ne sono ancora più convinto, per questo continuo a dare vita a profumi
straordinari, raffinati e audaci.

Cosa c’è nel futuro di Jousset Parfums?
A ottobre presenteremo una nuova reinterpretazione di un nostro bestseller che sarà venduto in edizione limitata. Un modo per
celebrare l’anniversario del brand, ma al momento non posso rivelare troppo.

X