Le grandi tavole del mondoPerché entrare a far parte di un’associazione di settore può (ancora) avere senso?

La nuova parabola di Les Grandes Tables du Monde riparte dal dialogo, dalla collaborazione e dalle relazioni personali

Sono numerose le realtà internazionali a livello gastronomico e di ospitalità che propongono modelli di associazionismo a uno specifico network di professionisti. Così come titolari di ristoranti e hotel si trovano presi dall’imbarazzo della scelta, è altrettanto vero che valutare l’efficacia di un’adesione a questo o quel “partito” è un’impresa ardua. Si fa spesso riferimento a supporti come siti internet, guide cartacee (le ennesime guide), newsletter dedicate, contenuti social, networking con key opinion leaders e critica. Nobili attività, conosciute ai più e oggi come oggi di dubbia efficacia.

Troppo spesso quello che penalizza questo genere di associazioni sono la loro aura apparentemente intoccabile, una direzione poco propensa al cambiamento e all’innovazione, una retroguardia spesso biograficamente datata e non sempre aperta di mentalità e visione. Proprio per questo, il percorso che Betty Marais – attuale delegato generale in carica di Les Grandes Tables du Monde – e tutto il suo team (al femminile) stanno portando avanti merita un plauso. Il tentativo di svecchiare una realtà senza farle perdere identità e credibilità, la concezione e creazione di nuovi contenuti per i partners, un’immagine coordinata che porta un po’ di rock and roll nelle maglie del fine dining europeo non possono che essere buoni motivi per seguirle e supportarle.

Les Grandes Tables du Monde nascono a Parigi nel 1954 con il nome di Tradition et Qualité per mano di cinque ristoratori iconici del momento: Jean Barnagaud (Prunier), André Vrinat (Taillevent), René Lasserre (Lasserre), Claude Terrail (La Tour d’Argent), Raymond Oliver (Le Grand Véfour) e Louis Vaudable (Maxim’s). Qualche anno più tardi, nel ristorante Grand Véfour, lo chef Jean Cocteau disegna quello che ancora oggi è il simbolo dell’associazione, un gallo bianco e rosso. Le Coq! Solo nel 1990 l’associazione viene ribattezzata con il nome attuale, allargando i suoi Paesi di competenza oltre i confini europei. Attualmente si contano 194 ristoranti associati in cinque diversi continenti.

Un grande congresso annuale – come appuntamento istituzionale che richiama a gran voce tutti i membri dell’associazione – e Les Rencontres, una formula più snella che cade nel corso dell’anno come appuntamento più ristretto ma non per questo meno significativo. È quello che è successo a Monaco qualche giorno fa, l’11 e 12 maggio, dove il team LGTDM hanno riunito nella cittadina tedesca alcuni dei maggiori e più importanti chef della nazione, professionisti di settore, giornalisti, appassionati di gastronomia, enologia, caffè, per una due giorni ricca di stimoli e contenuti. «Sono convinta che invitare i nostri partner a questo genere di incontri per parlare delle loro realtà, per raccontare quello che stanno facendo e come lo stanno portando avanti, li aiuti in primo luogo ad avere fiducia nei propri progetti e trovare colleghi e professionisti con cui confrontarsi.

Il team, tutto al femminile, di Les Grandes Tables du Monde

Chi vuole crescere, cambiare, migliorarsi, cerchiamo di mettere in relazione persone di contesti, formazione ed esperienza differenti perché tutti possano instaurare dei legami costruttivi e diversi dalla propria comfort zone» racconta Betty Marais. Ad ospitare due serate memorabili, il ristorante Tantris, luogo storico per la città e oggi due stelle Michelin sotto la guida di Benjamin Chmura. Sabine Eichbauer è stata una magnifica padrona di casa, sottolineando non a caso l’importanza per i cuochi coinvolti di trovare finalmente un’occasione di sinergia e fare sistema. «Mi sono proposta io stessa per ospitare l’appuntamento annuale di Les Grandes Tables du Monde perché volevo rilanciare la percezione della cucina tedesca tra i nostri colleghi e verso il pubblico ed essere in prima linea per sostenere il lavoro di Betty e tutto il suo team».

Nella giornata di incontri si è parlato di nuove tendenze nel mondo della ristorazione, analisi dei dati, scontri generazionali in cucina, creatività e formazione, nuovi orizzonti per il no/lo alcool e la progressiva crescita di importanza dell’offerta beverage nella gastronomia contemporanea. Il prossimo appuntamento è previsto in autunno, restate in ascolto!

Cover image courtesy website Les Grandes Tables du Monde

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