Nel segno della couturePierpaolo Piccioli è il nuovo direttore creativo di Balenciaga

Per la maison si apre un nuovo capitolo con uno dei designer più amati e visionari del panorama contemporaneo. Dalla prima foto su Instagram all’eredità di Cristóbal, il neonominato designer dovrà scrivere un nuovo capitolo nella direzione creativa del brand

Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga. Courtesy of Lapresse

«Quello che sto ricevendo oggi è un brand pieno di possibilità che è incredibilmente affascinante»:  così Pierpaolo Piccioli ha annunciato ieri su Instagram, in un post congiunto insieme a Balenciaga, il suo nuovo ruolo di direttore creativo nella maison. Un annuncio che arriva dopo l’addio da Valentino a marzo 2024, e che va a colmare il vuoto apicale lasciato dal precedente direttore creativo, Demna, che dal 2015 sino a due mesi fa aveva guidato il brand fondato da Cristóbal Balenciaga nel 1937. Le voci di corridoio, apparse sui social qualche giorno fa, una su tutte quella del profilo di boringnotcom che aveva annunciato la notizia con anticipo, hanno trovato infine conferma.

Sotto il post Instagram ufficiale, che, mentre scriviamo ha raggiunto i novantamila like, sono in molti i colleghi e gli amici celebri che gioiscono della nomina: Silvia Venturini Fendi; Donatella Versace; Guram Gvasalia (fratello di Demna alla guida di Vetements); Craig Green; Pieter Mulier; le modelle Christy Turlington, Naomi, Iman, Bianca Balti, Maria Carla Boscono; le attrici Lily Collins e Kate Hudson; il cantante Maluma. Un profluvio di buoni auspici a testimonianza di quanto Piccioli sia sinceramente benvoluto in un mondo non esattamente noto per le dimostrazioni d’affetto.

Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga. Courtesy of Kering

E anche da Kering, tramite le dichiarazioni ufficiali, arrivano i migliori auguri per questo nuovo corso. «Non potrei essere più felice di accogliere Pierpaolo nel gruppo» ha detto Francesca Bellettini, seconda nella linea di comando solo all’amministratore delegato Pinault. «È uno dei più celebrati e talentuosi designer di oggi. La sua maestria nella couture, la sua voce e la sua passione per il savoir faire lo hanno reso la scelta ideale. Vorrei ringraziare sinceramente anche Demna per la visione coraggiosa e distintiva che ha portato a Balenciaga negli scorsi dieci anni, dando forma all’identità della Maison nella contemporaneità. Sono convinta che Pierpaolo e Gianfranco (Gianangeli, amministratore delegato del brand, ndr) condurranno Balenciaga alla perfezione attraverso questo nuovo capitolo della sua straordinaria storia». Parole che hanno trovato l’eco anche nelle dichiarazioni ufficiali di Gianangeli. «Sono entusiasta di iniziare questo nuovo percorso da Balenciaga con Pierpaolo. La sua visione creativa potrà crescere, e sarà perfettamente in grado di interpretare la nostra eredità, costruendo il suo percorso sulle basi del nostro ricco heritage. Con la competenza della nostra squadra e l’energia creativa dinamica che storicamente ha guidato Balenciaga, non vedo l’ora di costruire il futuro insieme».

E se questo futuro inizierà molto presto (Piccioli inizierà formalmente a lavorare il 10 luglio e la prima collezione da lui firmata sarà svelata durante la prossima fashion week parigina di ottobre) sui social ci si interroga già su quale potrebbe essere la sua reinterpretazione del brand, sottoposto a un trattamento shock negli scorsi dieci anni da parte di Demna. Un operato, quello dello stilista georgiano, che ha spogliato la maison da significati che storicamente le erano considerati prossimi (l’esclusività, il concetto classico di eleganza) per aprire quell’universo a interpretazioni nuove, tramite la sua ironia abrasiva, sfilate nel fango, prodotti fatti per scatenare reazioni accese (dalla trash bag in poi). A prescindere dai gusti personali, il suo lavoro ha segnato l’estetica degli scorsi dieci anni, così come ha fatto quello di Alessandro Michele da Gucci, riportando Balenciaga al centro dei discorsi e dei desideri della contemporaneità.

Haute Couture Fall/Winter 2023-24. Courtesy of Lapresse

Sul possibile intervento di Piccioli, e sulla sua storica affezione per il brand, è stato lo stesso designer, nella lettera su Instagram, a dare delle indicazioni. «Non sono un grande fan del concetto di predestinazione, ma mentre stavo sfogliando il mio profilo Ig, ho realizzato che la prima foto in assoluto che ho pubblicato è stata quella dell’abito da sposa di Balenciaga del 1967. Non so se devo considerarlo un segno, ma certo è che ora sono capace di vedere il quadro generale. Il lascito e l’eredità di Cristóbal Balenciaga è probabilmente uno dei più influenti di sempre nella moda. Ha fatto tutto prima di tutti: ha letteralmente inventato la cultura della creatività; ha infuso l’idea della couture in ogni aspetto della sua carriera, e ha mostrato, attraverso le sue creazioni, il potere dell’evoluzione dell’innovazione». E a riprova della naturale inclinazione e rispetto che Piccioli ha avuto da sempre per Balenciaga, l’account Inside the mood ha messo a confronto diversi look del designer con alcuni chiaramente ispirati al lavoro di Cristóbal.

Certo, se è possibile obiettare qualcosa con ironia – non alla singola nomina – ma all’andamento generale dello scacchiere della moda, è che le maison, in un momento di grossa crisi reputazionale ed economica, tendono ad andare sul sicuro, scegliendo nomi già riconosciuti dal sistema, invece di puntare i fari su una nuova generazione di designer (magari non solo uomini bianchi, come hanno fatto notare a suon di meme gli account di Rickdick e 1granary).

Nel frattempo Piccioli, con la cortesia che gli è connaturata, ha comunque ringraziato tutti quelli che hanno occupato quella sedia prima di lui – compreso Alexander Wang, il designer autore di un Balenciaga di cui non molti si ricordano, travolto poi dallo scandalo per l’accusa di molestie sessuali, prima negate con veemenza e poi risolte con una scusa formale e un accordo extragiudiziale. Il ringraziamento di certo più accorato è però per Demna. «Più di tutti devo ringraziare Demna: ho sempre ammirato il suo talento e la sua visione. Non potrei chiedere un passaggio del testimone migliore. Ha reso omaggio a Cristóbal a modo suo, condividendo il suo punto di vista personale ma tenendo in vita l’identità del brand. Tutto ciò mi dà l’opportunità di dare forma alla mia versione della Maison, aggiungendo un nuovo capitolo a questa storia, il mio capitolo della Maison Balenciaga». Un capitolo che il fashion system – ma pure tutti gli altri – aspettano con ansia di poter scoprire.

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