Bambini kamikazeLa Russia sta reclutando giovani ucraini per compiere attentati terroristici

I servizi segreti di Mosca stanno pagando civili ignari, spesso giovani e persone vulnerabili, per trasportare esplosivi che vengono fatti esplodere a distanza

AP/Lapresse

La Russia sta reclutando civili innocenti per compiere attentati in Ucraina. Spesso sono giovani, adolescenti e bambini, a essere contattati dai servizi segreti di Mosca. Diverse fonti ucraine e occidentali hanno raccontato episodi drammatici, operazioni di guerra ibrida che partono da Telegram e altre piattaforme e diventano storie che intrecciano propaganda, terrorismo e manipolazione psicologica.

Lo scorso San Valentino, intorno all’ora di pranzo, a Mykolaiv una donna di mezza età con un cappotto rosso si era avvicinata a un gruppo di soldati ucraini rilassati all’esterno di un bar. Non avevano fatto troppo caso a quella persona, nessuno aveva badato al borsone che aveva lasciato a terra: la donna aveva trasportato a sua insaputa una bomba nascosta, poi fatta esplodere con un radiocomando uccidendo lei e i tre soldati ucraini. L’attentatrice era una madre di quarantadue anni reclutata su Telegram. Il suo contatto dell’intelligence russa le aveva semplicemente detto che doveva consegnare una grossa somma di denaro in un certo luogo. Non poteva immaginare che il borsone conteneva un ordigno preparato da un gruppo di adolescenti dell’oblast di Poltava.

L’11 marzo, invece, due ragazzi ucraini stavano per piazzare un ordigno esplosivo improvvisato a Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale, quando agenti russi hanno fatto esplodere la bomba a distanza, uccidendo uno dei due e ferendo gravemente l’altro. Le autorità ucraine hanno poi fatto sapere che i ragazzi erano stati reclutati da Mosca tramite Telegram, dopo essere stati attirati con promesse di pagamenti in denaro.

La prima delle due storie è stata raccontata da Michael Weiss e James Rushton sul magazine New Lines, la seconda da David Kirichenko sul sito del Center for European Policy Analysis (Cepa). E ce ne sono molte altre disseminate in tutta l’Ucraina.

È una tattica sempre più usata dall’intelligence russa in Ucraina: trasformare civili ignari in armi umane. Metodi da organizzazione terroristica, né più né meno. «Sono tattiche da al-Qaeda o Isis», ha detto Ed Bogan, ex agente della Cia che ha lavorato sia su dossier riguardanti la Russia sia gruppi jihadisti internazionali. «Non ci sono limiti a ciò che i russi sono disposti a fare».

Per i servizi segreti russi le persone reclutate sono risorse usa e getta, non hanno alcun valore, non sono asset, vengono convocate per un incarico che è sempre il primo e l’ultimo. Purtroppo molto spesso le vittime di questo schema sono adolescenti, a cui viene presentato un piano che somiglia a una specie di gioco.

Negli ultimi mesi queste operazioni si sono diffuse al punto che il servizio di sicurezza interno dell’Ucraina (Sbu) e la Polizia Nazionale hanno iniziato a girare le scuole per fare lezioni agli studenti ucraini sui pericoli del reclutamento straniero sotto il nome “Brucia l’agente dell’Fsb” (dal nome del servizio di sicurezza russo). «Le autorità ucraine ritengono che la scelta degli obiettivi, di solito strutture militari e centri di reclutamento, sia in parte studiata per sfruttare le tensioni interne in Ucraina, dove i reclutatori militari sono criticati per i loro metodi aggressivi nel garantire l’arruolamento degli uomini in età militare», scrive New Lines.

Nel suo articolo per il Cepa, David Kirichenko scrive che queste operazioni «sono falsamente presentate dalla propaganda del Cremlino come atti di resistenza interna, in un momento in cui Kyjiv fatica a mobilitare più uomini per il fronte». Poi aggiunge che le indagini delle forze dell’ordine ucraine dimostrano che la maggior parte di quattrocentocinquanta possibili attentatori arrestati nel 2024 era motivata da interessi economici piuttosto che dal sostegno a Mosca. Più di un quinto delle reclute della Russia erano bambini.

Questi attacchi il più delle volte si possono insabbiare facilmente – è difficile risalire al mandante diretto – e spesso sono al di sotto della soglia di ciò che comunemente viene considerato un atto di guerra. Solo che per la Russia questo è esattamente il piano di guerra. Le operazioni ibride di questo tipo servono per destabilizzare il fronte occidentale dall’interno, in modo da ridurre la determinazione dei Paesi alleati a sostenere l’Ucraina.

Un problema connesso a queste forme di reclutamento in stile Isis è che sono difficili da tracciare, da prevedere e quindi da intercettare prima che le operazioni arrivino a compimento. Oltre agli attentati, in alcuni casi gli adolescenti vengono pagati piccole somme di denaro per compiere atti di sabotaggio, come incendiare veicoli militari e uffici di reclutamento in Ucraina. Tramite Telegram e i forum sul Dark Web, la Russia sta coinvolgendo molti bambini e adolescenti ucraini per compiere questi attacchi in cambio di criptovalute – anche se secondo Dmytro Shumeyko, capo della polizia di Kyjiv, nessuno ha mai ricevuto i pagamenti promessi, che di solito sono compresi tra seicento e i mille dollari. Quando non sono giovanissimi, i bersagli sono persone ai margini della società, quelle più facilmente manipolabili grazie alla prospettiva di guadagni facili: poveri, disoccupati, tossicodipendenti.

Anche l’uso dell’app Telegram non è casuale. Circa il settanta per cento degli ucraini si affida a Telegram come principale fonte di notizie e lo usa per aggiornamenti in tempo reale durante i raid aerei. Kyjiv la usa anche per condividere avvisi e raccogliere informazioni dalle zone occupate dai russi.

Negli ultimi giorni è emerso come certe operazioni terroristiche della Russia siano andate ben oltre i confini dell’Ucraina e si stiano diffondendo in tutta Europa. I metodi cambiano, i bersagli nella popolazione civile possono variare in base al tessuto sociale del Paese, ma gli obiettivi si somigliano. «In Lituania, un negozio Ikea è stato dato alle fiamme; nel Regno Unito, sette persone sono state incriminate per un incendio doloso ai danni di un’azienda con legami con l’Ucraina; in Francia, cinque bare con la scritta “Soldati francesi in Ucraina” sono state lasciate sotto la Torre Eiffel; in Estonia, i finestrini delle auto del ministro degli Interni e di un giornalista locale sono stati distrutti; in Polonia si sono verificati numerosi incendi sospetti, tra cui uno che ha distrutto un enorme centro commerciale a Varsavia», scrive il Guardian. «Nel complesso, questi incidenti evidenziano come i servizi segreti russi si siano orientati verso un nuovo tipo di attacco contro l’Occidente, pericoloso e violento, ma anche frammentario e difficile da provare».

Dietro gran parte di queste operazioni si nasconde l’Unità 29155 del Gru, un gruppo d’élite delle operazioni nere, responsabile dell’avvelenamento di Sergey e Yulia Skripal a Salisbury nel 2018, così come di una serie di attentati a depositi di armi e munizioni in Bulgaria e nella Repubblica Ceca risalenti a oltre dieci anni fa. L’Unità 29155 è stata anche coinvolta nel reclutamento di afghani per pagare combattenti talebani affinché prendessero di mira le forze statunitensi e della coalizione in Afghanistan, prima del ritiro americano del 2022.

La strategia russa è germogliata sotto la coltre di nebbia della guerra al fronte, aprendo ramificazioni del conflitto che non si combattono solo con armi convenzionali. In questo caso, gli strumenti più importanti sono il corpo e la mente delle fasce più vulnerabili della popolazione ucraina. Secondo Kirichenko, anche il resto d’Europa deve prestare attenzione a ciò che accade all’interno del suo territorio. «Con l’espansione della guerra ibrida e l’aumento del coinvolgimento civile – scrive nella conclusione del suo articolo – i metodi attualmente sperimentati in Ucraina saranno sempre più utilizzati in tutto il continente. Gli adolescenti dell’Europa occidentale potrebbero presto essere quelli che piazzano le bombe. E un pessimo accordo di pace in Ucraina darebbe la possibilità a molti agenti terroristici russi di esportare la loro campagna di sabotaggio e sovversione ancora più in profondità in Europa».

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