Il sabato antisionistaSe ci saranno due manifestazioni per Gaza non è per gioco né per errore

Il 6 giugno a Milano e il giorno dopo a Roma ci saranno due appuntamenti diversi. A dividere i promotori non sono solo piccole beghe e incomprensioni, ma un giudizio diverso sulla tragedia della Striscia, e sul modo per uscirne

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Non c’è dubbio che la doppia manifestazione per Gaza – quella del campo largo il 7 giugno a Roma e quella di Azione, Italia Viva, Sinistra per Israele e molti riformisti del Partito democratico il 6 giugno a Milano – sembra replicare, in modo perfino troppo prevedibile, le beghe e le incomprensioni che dividono da tempo le opposizioni alla coalizione meloniana. È però altrettanto indubbio che, al di là delle apparenze, la ragione per cui ci saranno due manifestazioni, anziché una sola, dipende dal fatto che le diverse opposizioni hanno due diversi concetti e giudizi della tragedia di Gaza.

C’è l’opposizione tendenza Antonio Guterres e Francesca Albanese, che ritiene che il 7 ottobre “non venga dal nulla”, cioè venga anch’esso da Israele, e che il pogrom di Hamas sia l’effetto collaterale inevitabile delle colpe inemendabili dell’occupazione sionista, categoria onnicomprensiva che fa di tutta l’erba un fascio e di tutte le terre tra il Giordano e il mare, dal 1948 ad oggi, una patria araba usurpata dal colonialismo ebraico.

C’è poi un’altra opposizione che, come l’opposizione israeliana al Governo Netanyahu, pensa occorra contestare la coincidenza tossica tra la sacrosanta difesa di Israele e la difesa, costi quel che costi, della premiership di Bibi e impedire che il 7 ottobre diventi il passepartout di una strategia largamente dichiarata, sotto dettatura della destra suprematista e col beneplacito del capo mandamento della Casa Bianca, per la ricolonizzazione e annessione di Gaza e della Cisgiordania e il trasferimento forzato della popolazione palestinese.

C’è una opposizione che già l’8 ottobre 2023 denunciava il rischio genocidio, e un’altra che (nuovamente: proprio come l’opposizione israeliana), dopo il marzo 2025 e la fine della prima tregua ha ritenuto che la liberazione degli ostaggi e il disarmo delle milizie di Hamas non fossero più obiettivi davvero perseguiti da Netanyahu, ma alibi per la cronicizzazione di un conflitto endemico, a cui l’occupazione di Gaza, con le disastrose conseguenze umanitarie del caso, inevitabilmente prelude.

C’è un’opposizione che ritiene una provocazione portare in una piazza per Gaza le spille con il nastro giallo per gli ostaggi di Gaza e le bandiere israeliane, che Edit Bruck ha chiesto venissero accostate a quelle palestinesi per dare un senso concreto alla strategia dei “due popoli, due stati”, e c’è un’opposizione che vuole contestare, per le stesse ragioni, tanto il razzismo anti-arabo dei clerico-fascisti israeliani (che sono un pezzo piccolo, anche se oggi determinante, negli equilibri politici di Israele) quanto il razzismo antisemita “from the river to the sea”, che è un pezzo neppure tanto piccolo e minacciosamente determinante negli equilibri politici del mondo progressista, come dimostra la negligente inerzia rispetto alla caccia all’ebreo nelle università italiane.

C’è insomma un’opposizione che vuole celebrare il suo sabato antisionista, secondo le liturgie tradizionali di una sinistra pro Pal, che attaccava il colonialismo israeliano pure quando c’erano Ben Gurion, Golda Meir, Yitzhak Rabin e Shimon Peres e non ha certo aspettato l’arrivo al governo di Bibi Netanyahu e c’è un’altra opposizione che, nell’ora più buia per Israele e per le prospettive di pace in Medioriente, tenta di tenere insieme tutte le libertà, tutte le sicurezze e tutti i destini in gioco in quel fazzoletto di terra insanguinato e in fiamme.

Insomma, se ci saranno due manifestazioni per Gaza non è per gioco, né per errore. Però è vero che, se come pare molti dei partecipanti alla manifestazione del 6 parteciperanno anche a quella del 7 (che sia per disciplina di partito, spirito ecumenico o conformismo coatto poco importa), si faranno più incerti e equivoci i confini tra le due iniziative, che appariranno due spettacoli dello stesso teatrino.

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