Design acusticoVoce: uno spazio a Milano, dove la musica si fa opera d’arte

Triennale di Milano inaugura un nuovo spazio dedicato all’ascolto e alla sperimentazione musicale. È Voce: un luogo pensato per restituire alla musica il valore di opera d’arte, spaziando dal live ai podcast, a momenti di approfondimento teorico e culturale sul tema del suono

Voce Triennale. Photo by delfino_sl dsl__studio. Courtesy of Triennale Milano

A partire dal 13 maggio, Milano aggiungerà un nuovo tassello alla sua mappa culturale con l’apertura di Voce, il nuovo spazio di Triennale Milano dedicato all’esperienza della musica e del suono. Situato al piano parco del Palazzo dell’Arte, questo ambiente di trecento metri quadri non è solo una sala concerti, è un luogo d’ascolto, un’esperienza che restituisce centralità al suono in un contesto museale, in uno spazio che negli Anni Cinquanta è stato il punto di irradiazione dei programmi del terzo canale della Rai. Pensato come una “cassa armonica” tecnologicamente avanzata, questo nuovo spazio ospiterà live set, dj performance, installazioni sonore, incontri tematici, workshop, ma sarà anche adibito alla registrazione di podcast. 

Il concept di Voce nasce con l’intento di riportare l’ascolto al centro della fruizione artistica, come ha spiegato Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano. Un progetto nato già nel 2018 in sinergia con lo sviluppo progettuale di riqualificazione di tutto il Palazzo dell’Arte per renderlo sempre più coerente con una strategia culturale che guarda alla contaminazione continua ed evolutiva tra le discipline. «Abbiamo deciso di dedicare uno spazio all’ascolto della musica nelle condizioni acustiche e sonore tecnicamente più appropriate e meno distratte da stimoli visivi». Il progetto è stato realizzato grazie alla consulenza scientifica del giornalista e direttore artistico Carlo Antonelli, insieme a un’equipe di progettisti e sound designer di alto profilo: Giorgio Di Salvo per l’acustica, Anonima Luci per l’illuminazione, Philippe Malouin per il design degli arredi, e l’artista Marcello Maloberti per le installazioni luminose, tra cui spicca la scritta al neon “TRIENNALE VOCE” sulla facciata dell’edificio.

Voce Triennale. Photo by delfino_sl dsl__studio. Courtesy of Triennale Milano

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare Voce in uno spazio di ricerca, conservazione e sperimentazione sonora, capace di accogliere opere musicali inedite concepite per questo contesto. Come un dipinto custodito in un museo, queste composizioni sonore site-specific potranno essere ascoltate solo all’interno dello spazio Voce, restituendo alla musica un’aura di unicità e irripetibilità spesso persa nell’epoca della riproduzione digitale. «È una dimostrazione culturale e politica di protagonismo da parte di un’istituzione pubblica, che può fare cose di altissima qualità. Questo è un segno di grande speranza – ha affermato Boeri durante la presentazione dello spazio –. Ci sono moltissimi legami con la storia di Milano: abbiamo pensato che questo luogo potesse diventare uno spazio dove creare opere musicali uniche, fruibili solo in questo luogo. Una vera e propria galleria e collezione di opere molto diverse». 

La programmazione di Voce, coordinata dal curatore Damiano Gullì, è pensata per coprire l’intero arco dell’anno e include artiste e artisti italiani e internazionali, eventi speciali, collaborazioni con festival e rassegne, oltre a cicli di incontri e riflessioni sul tema dell’ascolto e della cultura sonora. Tra i primi nomi annunciati: Boosta (16 maggio), The Raveonettes (29 maggio), La Niña (11 giugno), Christian Löffler (3 luglio) e Beth Gibbons (11 luglio). Durante l’estate, l’attività si estenderà anche all’esterno, animando il Giardino di Triennale con l’ausilio di palchi all’aperto. In autunno, invece, Voce accoglierà eventi come la Milano Music Week e JAZZMI, oltre a nuovi format come When Tradition Meets Synthesizer, Musica Infinita e The Night We Met, che promuovono la contaminazione tra musica, arti visive e sperimentazione. Accanto alla musica dal vivo, Voce si propone infatti anche come polo di approfondimento teorico e curatoriale con iniziative come Orbita, dedicata al racconto attraverso il podcast, o Unexpected Matches, un format che esplora le connessioni tra cinema e suono.

Voce. Photo by Linkiesta Etc

«È uno spazio che nasce dal sostituire l’dea del mero luogo musicale con quella di una struttura che fosse in grado di modificarsi in base a come sta cambiando il modo di vivere la fruizione dell’audio, sia in entrata sia in uscita. C’è un’attenzione crescente all’audio, all’orecchio, rispetto alla vista, che è disintegrata dalle innumerevoli immagini che consumiamo quotidianamente – ha affermato Carlo Antonelli, durante la presentazione di Voce Triennale –. Qui dentro abbiamo inventato una possibilità di poter fare tutto quello che al momento è pensabile fare con l’audio. Quello che ci interessa è ristabilire la relazione anche con il corpo, restituendo frequenze forti che siano capaci di risvegliarlo. Partito da un contesto di dancing anni Trenta oggi Voce è un luogo per riscoprire e riascoltare musica in modo completamente nuovo, riacquisendo la capacità di sentire le stratificazioni musicali».

Voce Triennale sarà aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle ore 18.00 alle ore 2.00, con ingresso da Viale Camoens o dall’interno del Palazzo dell’Arte. Per il primo mese di apertura, sarà possibile visitare gratuitamente lo spazio anche durante il giorno, dalle ore 10:30, per scoprire la sequenza inaugurale di suoni e luci pensata da Carlo Antonelli insieme a Giorgio Di Salvo, Anonima Luci e Lorenzo Senni, autore anche di due brani inediti dedicati al nuovo spazio. 

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