Il riferimento potrebbe essere idealmente la pappa informe che viene mangiata dall’equipaggio del Nabucodonosor nel primo “Matrix”, un mix anonimo e un po’ ripugnante di proteine monocellulari arricchite con aminoacidi, vitamine e minerali. O anche, banalmente, la ciotola del proprio cane. Fatto è che sui social ultimamente ci si interroga seriamente sulla possibilità di nutrirsi di “mangime per umani”, intendendo un unico cibo che contenga tutto il necessario per la sussistenza.
C’è chi suggerisce l’edamame, fagioli di soia molto usati in Giappone e particolarmente ricchi di principi nutritivi, chi una dieta di patate (ma potrebbe alla lunga dare alcune carenze, ammette), chi propone una ricetta di crocchette da usare in viaggio e già sperimentata, a base di noci, parmigiano, basilico, spinaci, datteri e proteine di soia. Ma la maggior parte di questa discussione si trova su TikTok sotto l’hashtag #myfoodisme. Un influencer spiega, e mostra, come mescolare vari tipi di verdure crude, legumi, riso, quinoa, petto di pollo e tofu in una sorta di insalatona che garantisce deliziosa, ed è solo uno dei tanti video da milioni di visualizzazioni del ricco filone Human Kibble Tutorial che illustrano passo dopo passo il procedimento, spiegando cosa aggiungere e perché.
@myfoodisme2 @myfoodisme
I più estremi frullano il tutto, lo versano in appositi stampi, lo passano in forno e concludono mangiando le crocchette così ottenute in una vera ciotola per cani. Quelli ancora più estremi sostengono non ci sia poi troppa differenza tra il cibo proteico per i bodybuilders e il vero cibo per cani, che è anche meno costoso.
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L’idea comune è riunire i principali macronutrienti necessari alla sopravvivenza – vitamine, proteine, carboidrati – in un unico prodotto pratico, pronto all’uso e che possa durare diversi giorni. Nei commenti molti sottolineano come, grazie a questa scelta, riescano a consumare alimenti ricchi di fibre, come verdure o legumi, che altrimenti non mangerebbero mai, e c’è chi sostiene di aver abbandonato ogni altro cibo. Al pastone mancano, ma è voluto, ingredienti che possano dargli un qualche sapore, come il sale e le spezie.
Negli Stati Uniti la tendenza si sta diffondendo e la dietologa Emma Laing, dell’Università della Georgia, la trova tutto sommato positiva perché, in una nazione dove dilaga il cibo spazzatura, potrebbe essere una buona scelta per chi non ha mai tempo di cucinare, riuscire a seguire una dieta equilibrata e salutare, usando prodotti pronti ricchi di tutti i principi nutritivi fondamentali.
C’è una controindicazione non banale, forse la stessa che ci segnalerebbero cani e gatti, se avessero il dono della parola: la noia. Mangiare tutti i giorni la stessa cosa non è divertente perché la varietà, l’aspetto dei piatti, la convivialità sono parte essenziale dell’alimentazione e appagano il gusto, l’odorato e la vista. E, anche se alcuni assicurano di seguire questa dieta da anni senza stancarsi o avere alcun problema, non è nemmeno così sano.
Quindi, dovendo decidere per le crocchette, bisogna assicurarsi di variarne spesso la preparazione e gli ingredienti, inserendo spezie, cereali, olio e sali minerali, sodio, soprattutto, fondamentale per reintegrare i sali minerali che si perdono sudando, e di prestare attenzione alle calorie in base all’età, al peso della persona, al sesso, e alla quantità e tipologia di attività fisica.
Anche la conservazione, non essendo un prodotto industriale a cui sono stati aggiunti dei conservanti, è da calibrare e gli esperti suggeriscono di non superare i quattro giorni, pena la perdita di molti degli aspetti nutrizionali.