L’ingrediente del mese Il latte, re dell’estate

Spesso trascurato e quasi demonizzato, è in realtà alla base di molte preparazioni e acquisisce status di protagonista proprio nella stagione più calda, con il suo derivato più amato: il gelato

C’è una materia prima che, sotto la scorza rassicurante del quotidiano, cela un mondo stratificato e in costante fermento. No, non è il solito superfood o il nuovo ingrediente di tendenza. È il latte. Usiamo questa parola ogni giorno, spesso distrattamente, senza pensare a quante forme e significati può assumere: alimento, base per trasformazioni gastronomiche complesse, indicatore economico, simbolo culturale. E oggi, più che mai, è al centro di uno scenario dinamico e in trasformazione.

Le tante facce del latte
Cominciamo con un po’ di chiarezza: non esiste un solo latte, ma si tratta di una famiglia nutrita, con identità diverse a seconda della destinazione d’uso. C’è il latte per il consumo umano diretto – quello che troviamo fresco o Uht sugli scaffali, vaccino per lo più, ma non solo. Poi c’è il latte a uso caseario, la materia prima che dà vita a formaggi, yogurt, burro e via dicendo: un mondo parallelo dove la chimica incontra la tradizione. E infine, un terzo comparto meno noto ma fondamentale per la filiera: il latte destinato all’alimentazione animale, un tassello essenziale della zootecnia moderna. Tre destini diversi per un’unica sostanza, ognuno con le sue regole, i suoi mercati, le sue vulnerabilità.

I numeri di un mercato che cambia
A guardare i dati, il mercato del latte oggi è una fotografia in chiaroscuro, fatta di segnali di ripresa e tensioni internazionali. A maggio 2025, in Europa, il prezzo medio del latte bovino ha registrato un +0,57 per cento rispetto ad aprile e un +16,03 per cento rispetto a un anno fa. Un balzo notevole, anche se in Italia l’aumento si è assestato su un +15,16 per cento su base annua, mantenendo una relativa stabilità. Il latte ovino, invece, resta su livelli stabili, ovvero 149,37 euro per 100 litri ad aprile, con leggere flessioni solo in Sicilia.

Le previsioni per il 2025-26 raccontano un mercato in lieve assestamento, con aumenti di produzione previsti negli Stati Uniti e, probabilmente, anche in Europa. E se le vendite di latte tradizionale negli Usa sono cresciute del 3,5 per cento in valore, in Italia il prezzo del latte spot ha toccato 55,75 euro al quintale a maggio (+3 per cento in una settimana, +9,3 per cento rispetto al 2024). Ma attenzione: il latte importato da Francia e Germania costa meno, e questo potrebbe frenare ulteriori aumenti interni.

Il contesto è reso ancora più complesso dalla questione sanitaria. Da marzo 2025 sono in vigore nuove regole sul controllo dell’aflatossina M1, una tossina che può contaminare il latte. Più controlli, più sicurezza, ma anche più oneri per i produttori, che devono garantire una filiera sempre più trasparente e tracciabile.

Nel frattempo, il 1° giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Latte, con un occhio di riguardo, in Italia, per la Lombardia: nella regione si produce il 46 per cento del latte italiano, un colosso da 2,5 miliardi di euro l’anno. La regione si conferma motore della filiera nazionale, con una produzione in crescita costante nonostante i venti contrari del mercato.

Il latte “estivo”
Ma è d’estate che il latte cambia pelle e diventa il protagonista, sia tra le corsie della grande distribuzione che per quelle pasticcerie che hanno ampliato il proprio business grazie al gelato. Secondo l’Osservatorio Sigep World, la stagione 2025 sarà all’insegna della crescita. Le previsioni parlano di un +4 per cento nelle vendite in Italia, trainate da un rinnovato entusiasmo dei consumatori e dalla voglia di esperienze golose anche in tempi incerti.

Nel 2024, il nostro Paese ha sfondato quota 600 milioni di porzioni vendute, consolidando il suo primato europeo davanti a Germania e Spagna. Il comparto ha toccato quasi 3 miliardi di euro di fatturato, e le prospettive per quest’anno sono rosee, a patto che si risolva il cronico problema della mancanza di personale: secondo l’Associazione Italiana Gelatieri, mancano all’appello quindici-ventimila addetti al banco.

Per quanto riguarda le tendenze ambito gelato di questa estate ormai già alle porte, Taila Semerano, che proprio al Sigep World di Rimini è stata incoronata miglior gelatiere emergente dell’anno 2024, spiega che «stiamo tornando ai gusti classici, con ingredienti semplici lavorati in modo artigianale. Tra le novità dell’anno c’è la stracciatella inversa, con base al cioccolato fondente e scaglie di cioccolato bianco. Inoltre, la gelateria si avvicina sempre più alla pasticceria e così cresce anche l’interesse per gusti che includono biscotti e croccanti».

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