Il settanta per cento della popolazione globale sarà concentrato nelle aree urbane entro il 2050. È una stima che torna spesso nelle discussioni sul futuro del pianeta, perché spiega puntualmente il ruolo sempre più centrale delle città nella sfida climatica (ma anche demografica) globale.
L’ondata di calore di questi giorni – siamo già alla seconda da quando è iniziata l’estate meteorologica – conferma l’urgenza di ripensare gli spazi urbani come ecosistemi sostenibili, interconnessi e democratici: per le fasce più fragili della popolazione è, senza esagerare, una questione di vita o di morte, anche perché – come conferma uno studio pubblicato nel 2023 su Nature Medicine – l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di decessi legati al caldo.
Partirà anche da questi fatti d’attualità la quindicesima edizione del Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio, che animerà le strade, le piazze e i luoghi della cultura di Bergamo dal 5 al 21 settembre. Non a caso, il tema cardine di quest’anno è New Urban Ecosystem. Il richiamo è alle città del futuro e al ruolo della progettazione del paesaggio in un’ottica di adattamento climatico fondato sulle Nature based solutions (Nbs) come la depavimentazione, i tetti verdi o i sistemi di drenaggio urbano sostenibile.
Urbanisti e architetti di tutto il mondo sono d’accordo: a una natura sempre più sregolata e violenta a causa del cambiamento climatico, bisogna rispondere con la stessa moneta, ossia con altro verde e altro blu. Solo così possiamo pensare di ridurre gli impatti di un’emergenza priva di margini di miglioramento nel breve-medio periodo.
Si tratta di un concetto centrale all’interno del processo artistico di Sarah Price, una delle landscape designer più note al mondo, che in occasione dell’evento realizzerà – con il sostegno dell’Accademia Carrara – un’installazione a piazza Vecchia, cuore pulsante della quindicesima edizione dei Maestri del Paesaggio.
L’opera di Price creerà una sinergia tra bellezza estetica e funzione ecologica, traendo ispirazione dai mostri sacri del Rinascimento. La designer britannica, che in passato ha co-progettato i giardini olimpici di Londra 2012 e firmato il progetto del New York Botanical Garden, ha scelto di incorniciare all’interno di pennellate di colore degli affioramenti legnosi di piante, erbe, tronchi, rami e fiori, mettendo la natura al centro di un contesto – la città – in cui la figura umana domina spesso incontrastata.

«Per noi è un onore che Sarah Price abbia mostrato la voglia di conoscere davvero la città; di viverla e di sentirla con quel tipo di coinvolgimento», dice Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, che sul verde urbano (ma non solo) sta portando avanti politiche in continuità rispetto ai dieci anni di Giorgio Gori.
«Anche grazie al lavoro di Arketipos (l’associazione culturale che organizza l’evento, ndr), Bergamo negli ultimi quindici anni è cresciuta a livello internazionale puntando sul binomio tra architettura e paesaggio. Questo evento è frutto di un grande lavoro fatto da persone volontarie che ormai hanno acquisito una consolidata formazione scientifica. Per Bergamo, affrontare questa sfida significa allo stesso tempo mantenere la propria identità e guardare all’innovazione», prosegue Carnevali durante la presentazione dell’evento alla stampa.
Tramite workshop, seminari, talk e installazioni, la quindicesima edizione di Landscape Festival fornirà costanti spunti per attuare i princìpi dell’urbanizzazione responsabile: «Il paesaggio va custodito e valorizzato, sempre nell’ottica di consumare meno risorse, abbattere le isole di calore, migliorare la qualità della vita di tutte le persone», racconta la sindaca di Bergamo.
Gli incontri di quest’anno si rivolgono a chiunque abbia a cuore la sostenibilità (non solo ambientale) delle città, con un’attenzione particolare ai campi di interesse di architetti, agronomi, dottori forestali, geometri, ingegneri e periti agrari, ai quasi saranno riconosciuti crediti formativi professionali.
Sostenuta da Pedrali, Mapei, Italtrans e Bellavista, la quindicesima edizione di Landscape Festival si pone la sfida di risultare attrattiva e stimolante per ben tre settimane. Lo farà puntando sulla varietà e sulla multidisciplinarietà, tramite appuntamenti come l’International Meeting del 19-20 settembre. Si tratta di un simposio dedicato al ruolo della natura all’interno delle città e al nuovo equilibrio tra urbanizzazione, ecologia, economia e socialità. La riflessione verrà portata avanti da nomi del calibro di Jon Hazelwood, Mariana Siqueira, Aniket Bhagwat, Gioia Gibelli, Florian Strauss, James Hitchmough, Kathryn Gustafson, Apiary Studio, Kamal Aberkani e Katerina Gkoltsiou, oltre alla già citata Sarah Price.
«Il nostro obiettivo è quello di contribuire, con visione e competenza, alla creazione di vere e proprie “città natura”, luoghi in cui il paesaggio torni a essere elemento fondante della qualità della vita. Negli anni abbiamo consolidato una rete di collaborazioni preziose, a partire dal legame con le istituzioni e, in particolare, con il Comune di Bergamo, che continua a credere e investire nel valore culturale e progettuale del Festival. È grazie a queste sinergie che possiamo guardare al futuro con entusiasmo, forti di un’esperienza ormai riconosciuta a livello nazionale e internazionale», racconta Vittorio Rodeschini, presidente di Arketipos.
Il programma prevede anche, il 17 settembre, la Green Masterclass, un workshop sulla scelta delle piante in base al contesto e alla loro funzione, condotto da Henrik Sjöman, professore associato alla Swedish University of Agricultural. La riforestazione è fondamentale per cambiare il volto delle nostre città, ma non tutti gli alberi hanno le stesse capacità di adattarsi ai contesti urbani: servono pianificazione, strategia e manutenzione, altrimenti è solo greenwashing.