
Il panorama della ristorazione milanese sta definitivamente dimostrando che è possibile mangiare fuori casa combinando un approccio alimentare salutistico (e light) con la piacevolezza di piatti ben presentati, gustosi e serviti in un contesto più o meno chic, che invoglia a farsi del bene anche a tavola e restituisce al termine “dieta” il suo vero significato di attenzione quotidiana a sé stessi. Che si abbia voglia di sushi, hamburger, di un pranzo informale o di una cena fine dining, nel capoluogo lombardo si moltiplicano i locali che offrono soluzioni per tutti i gusti e le esigenze, con una particolare predilezione per il plant-based.
Voglia d’Oriente, dal sushi fine dining…
Inutile negarlo: il sushi è un’abitudine modaiola a cui i milanesi non sanno proprio rinunciare, e sebbene chi un po’ se ne intende di buona cucina tremi sentendo l’espressione all you can eat, ci sono delle eccezioni sulle quali ricredersi.
Tra le proposte più interessanti nel panorama del sushi bar c’è quella di Linfa da Visionnaire, un nuovo concept restaurant, dall’approccio cento per cento plant-based e gluten-free. Erede della sede già esistente in via Bergognone, questa nuova location, situata all’interno dello showroom del celebre brand di interior design Made in Italy, vanta il banco sushi più lungo di Milano, sul quale l’itamae coereano prepara direttamente davanti ai clienti una vasta selezione di nigiri, gunkan, uramaki (con riso italiano, alternative vegetali alla carne e al pesce ottenute dalle proteine dei piselli, e formaggi vegani a base di anacardi e mandorle) creati per essere gustati senza condimenti aggiuntivi, fatta eccezione per la salsa di soia, disponibile su richiesta. Si può ordinare alla carta oppure scegliere tra una delle tre degustazioni SushiBar Selection (24 pezzi a 39 euro, 40 pezzi a 60 euro, 64 pezzi a 88 euro). Il tutto da abbinare a cocktail d’autore.

Linfa – Da Visionnaire
Via Bergognone 24, Milano
Piazza Cavour 3, Milano
… all’all you can eat di qualità
Completamente diverso per atmosfera e tipo di proposta, Raito Fantastic Fusion, una via di mezzo tra un insolito loft urbano e una jungla pop nel cuore di Brera, che ha da poco lanciato l’ApeRaito, una nuova formula aperitivo basata su una bento box assortita in tre varianti, tra cui una completamente veg, da accompagnare a un drink a piacere (a parte da 9 euro). Ma non solo: accanto a roll, nigiri e gunkan preparati con ingredienti nostrani di pregio come gamberi di Mazara, burrata, caviale, alternative vegetali sono presenti anche nel vasto menu all you can eat (a 18 euro a pranzo e 32 euro a cena), non solo sotto le mentite spoglie di un classico sushi, bensì come veri e propri piatti gourmet (come il “Giardino d’inverno”: un mosaico di avocado, mango, ravanello, pannocchie baby, fragole e salsa all’olio d’oliva) preparati da sushiman che hanno un’esperienza ventennale negli storici ristoranti kanji di Milano e si sono avvalsi della consulenza di chef italiani per creare le giuste combinazioni di sapori.

Raito Fantastic Fusion
Via San Marco, 25 – Milano
Carne sì, ma 3D
Per i carnivori pentiti o per chi semplicemente cerca di ridurre l’apporto di proteine animali ma non vuole rinunciare al piacere di un hamburger o di una bella bistecca, una meta irrinunciabile è RosebyMary. Nella proposta di questo veg&natural bistrot – interamente basato su prodotti stagionali, biologici e a filiera corta, cotti con metodi rispettosi della materia prima, per alterare il meno possibile le proprietà nutritive, e con una grande attenzione a tutte le diete e intolleranze alimentari – spiccano le cene a base di carne 3D, realizzate in collaborazione con l’azienda Redefine Meet. Ogni giovedì sera, previa prenotazione online, i clienti di RosebyMary potranno assaporare (al costo di 40 euro bevande escluse) bistecche, tagliate, costine, straccetti e filetti ottenuti grazie a speciali stampanti in grado di riprodurre la struttura della carne a partire da un inchiostro a base di proteine cento per cento vegetali. Ad accompagnare il tutto una selezione di condimenti, purea e salse home made ottenute da prodotti a chilometro zero, più un immancabile cestino di panificati Marinoni, in omaggio alla fondatrice della storica insegna nel panorama della panificazione meneghina, nonché madre di Giuliana e Paola Mannucci, ideatrici del progetto RosebyMary.
RosebyMary Bistrot
Via Cesare Battisti, 1 – Milano
Fast food addiction, goduriosa ma lecita
Per chi invece desidera un classico e succulento hamburger, ma non vuole rinunciare all’aspetto healty, una buona opzione è Giardí, il locale che aspira a reinterpretare il fast food in chiave plant-based, salutare e trasparente, servendo un menu sostenibile, colorato e delizioso, cucinato al momento dallo chef Tommaso Coppola e basato su ingredienti ottenuti da piccole aziende che operano il più possibile secondo la logica a impatto zero.
Da poco il locale ha esteso la sua offerta inaugurando il menu dinner (disponibile dal giovedì al sabato, dalle 18:30 alle 21:30) a base di piatti sfiziosi da condividere (Tartare di pomodoro con olive e capperi, Not-ggets BBQ spicy accompagnati da cavolo bianco marinato alla senape, Focaccia calda al rosmarino con hummus di ceci e olio alle erbe mediterranee e Cevapcici, salsiccette speziate di legumi servite con tzatziki) e portate principali come il Pulled mushrooms veg (con bun, funghi sfilacciati e salsa tartara home made), il Cavolfiore arrostito (con mix di quinoa, fagioli azuki, lenticchie beluga, melanzane in salsa miso e sesamo), i Mondegreen (polpette di legumi, patate e broccoli accompagnate da scarola arrosto gazpacho di carote e maionese alle erbe) e soprattutto il Uao burger, con bun alla canapa, cheddar vegetale, salsa BBQ, cavolo viola, patate arrosto al rosmarino e maionese vegana alle erbe.

Giardí
Via Napo Torriani, 3 – Milano
Pausa pranzo light… in pasticceria!
Da sempre attenta alla salubrità della propria offerta, con dolci (e bevande) a basso contenuto di grassi e zuccheri (talvolta persino sugar free), vegani e senza lattosio, la celebre pasticceria Gelsomina ha appena inaugurato il menu special edition “Healthy & Tasty”, che coniuga benessere e gusto, adattandosi alle esigenze di una clientela trasversale. Studiato insieme alla dottoressa Giulia Ciccarelli, il nuovo menu si basa su un’attenta valutazione dei valori nutrizionali, e non è un semplice elenco di piatti salutari, bensì un vero e proprio percorso culinario pensato per accompagnare l’ospite ad acquisire maggiore consapevolezza di ciò mangia e della stagionalità degli ingredienti. Le proposte varieranno ogni tre-quattro mesi, coerentemente con l’intento di portare in tavola piatti sani e adatti a tutti i gusti (carnivori, vegani, pescetariani, amanti della pasta o dei sapori orientali).

Gelsomina
Via Carlo Tenca, 5 – Milano
…passando per le lasagne (bio e veg)
Più ricca ma ugualmente sana la proposta di Il Lughino, il ristorante-lasagneria di proprietà dello chef Paolo Sanvito che, dopo il successo registrato a Como, ha da poco aperto una sede anche a Milano. Qui tutto il menu, dal pane a lievitazione naturale con pasta madre ai dolci, si basa su ingredienti vegetali e biologici sempre freschi, accuratamente selezionati e lavorati in modo artigianale per dare vita a una proposta che può variare anche quotidianamente (se non addirittura nell’arco della stessa giornata), secondo la disponibilità delle materie prime e coerentemente con il fatto che la cucina non dispone di un congelatore né di un’impastatrice.
La specialità del ristorante (protagoniste del business lunch, ma disponibili anche nella carta serale) sono indubbiamente le lasagne, preparate sempre utilizzando esclusivamente ingredienti vegetali sostenibili e provenienti da piccoli fornitori. Lo chef le realizza in tre o quattro varianti ogni giorno (e in più di cinquanta versioni nel corso dell’anno), in un massimo di venti porzioni l’una, sempre da abbinare alle proposte di una cantina che conta circa settanta etichette italiane, tutte biologiche certificate, anche con diversi vini biodinamici, oppure a una linea completa di birre, liquori e distillati biologici nostrani.

Il Lughino
Via Solferino, 12 – Milano
Esperienze gastronomiche slow
L’approccio salutare basato sull’esaltazione dell’elemento vegetale sta diventando una costante anche nell’alta cucina, con sempre più ristoranti onnivori che includono nella loro proposta piatti o interi percorsi degustazione totalmente vegetariani e/o vegani. Un esempio è Borgia, l’elegante location in via Giorgio Washington in cui la ricca tradizione italiana si coniuga con le tendenze internazionali del momento. Qui il giovane chef Giacomo Lovato combina il rispetto per la materia prima con una visione coraggiosa e fuori dagli schemi: ogni suo piatto parla di un legame con la terra che unisce il passato al presente e racconta una storia, ancora più significativa se si opta per uno dei menu degustazione. Tra questi spicca “Natura”, un percorso vegetale di sette portate (più panificati) modellato dal calendario agricolo e realizzato con ingredienti di primissima qualità, legati alla stagionalità ed esaltati al massimo dallo chef per creare sinfonie di sapori ed emozioni in piatti da abbinare a vini che sono il frutto dell’attenta cura di piccoli vignaioli, in vitigni dove l’intervento umano è minimo.

Borgia Milano Restaurant
via Giorgio Washington, 56 – Milano
La scienza in cucina e la passione nel piatto
Unica nel suo genere è la proposta di Taverna degli Arna, non un vero e proprio ristorante ma piuttosto un ibrido tra un laboratorio creativo (e scientifico) e una cucina privata, in cui la chef Marzia Riva, in collaborazione con il biologo nutrizionista Ferdinando Giannone, realizza direttamente davanti ai suoi ospiti (massimo dodici) piatti completamente vegani, ma attentamente studiati per far sì che l’aspetto gastronomico incontri sempre quello nutrizionale. Pertanto ogni piatto non solo prevede tre colori, tre sapori e tre consistenze per appagare l’occhio, il palato e lo stomaco, ma è attentamente studiato per far sì che ogni ingrediente mantenga il più possibile le sue proprietà nutritive.
Alla base ci sono esclusivamente vegetali forniti da realtà agricole selezionate, più qualche apporto dal progetto sociale dell’Orto comunale di Niguarda, utilizzati dall’antipasto al dolce, sempre rispettando un approccio salutare che non passa solo dall’attenzione al bilanciamento delle proprietà nutritive dei piatti, ma anche dalla creazione di situazioni piacevoli, in cui rallentare (anche per questo talvolta in tavola vengono apparecchiate le bacchette) e dedicare del tempo a se stessi, gustando cose buone ma anche belle, che mettono allegria e fanno sentire meglio (anche gli onnivori).

La Taverna degli Arna
Via Vincenzo da Filicaia, 4 – Milano