
Ci sarà l’Ucraina al centro delle conversazioni tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, che si incontreranno oggi pomeriggio alle 18 a Palazzo Chigi. Si parlerà delle recenti divisioni sul ruolo dei volenterosi, culminate con la mancata partecipazione della Presidente del Consiglio al vertice di Tirana – e quello precedente a Kyjiv, dove Meloni si è limitata a un videocollegamento. Oggi le divergenze sembrano appianate: «Non c’è assolutamente alcun ostracismo nei confronti di Meloni. L’Italia è un partner importante per noi e deve svolgere appieno il suo ruolo al fianco dei partner europei», si legge in una nota dell’Eliseo rilasciata alla vigilia del viaggio di Macron.
Un incontro, in ogni caso, è necessario, per porre fine o attenuare le tensioni, e per evitare nuove frizioni – anche per questo non saranno rilasciate dichiarazioni congiunte alla stampa dopo l’incontro.
Oltre all’Ucraina, sul tavolo c’è anche la «necessità di portare avanti istanze comuni a Bruxelles», scrive il Sole 24 Ore, «anche in vista dell’avvio del negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, il reperimento delle ingenti risorse necessarie a finanziare le priorità strategiche europee, attraverso un mix di investimenti privati e risorse comuni». Su questo tema, Italia e Francia scontano la difficoltà di avere uno spazio di manovra finanziario molto limitato (a differenza della Germania) e questo le rende alleate naturali.
Si dovrebbero affrontare anche nuove integrazioni tra le due economie. «Ma si guarderà anche alle comuni sfide europee, a partire dall’automotive, capitolo su cui Roma confida in una triangolazione con Parigi e Berlino», si legge ancora sul quotidiano economico.