Verso una consapevolezza alimentareTra falsi miti, social media e fake news

Il mondo della rete ci riporta una situazione pericolosa in cui vengono diffuse informazioni errate su cibo e diete. Tra i falsi miti c’è anche quello che il prosciutto crudo faccia male, ma in realtà è un alimento naturale, ricco di nutrienti e sicuro, anche in gravidanza grazie alla stagionatura. La promozione di un’educazione alimentare corretta e sostenibile, insieme a una maggiore responsabilità dei consumatori, rappresentano le principali vie per combattere la disinformazione e fare scelte più consapevoli

Se, dall’avvento di Internet, i più ipocondriaci si sono sempre rivolti al Dott. Google per trovare soluzioni sulla propria salute, oggi è la rete stessa che viene a bussare sullo schermo per promettere diete miracolose, avvertire su questo o quell’altro cibo da eliminare dalla propria alimentazione o spiegare cosa mangiare per ottenere i risultati sperati. Lo scorso mese L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori e la Fondazione Isscon (Istituto studi sui consumi) hanno pubblicato un’indagine proprio sul fenomeno che coinvolge il modo dei social media in relazione a tutto ciò che coinvolge il mondo cibo, diete e fitness. 

Quel che è emerso è inquietante. Tantissimi i profili di pseudo – nutrizionisti che non hanno titolo di studio per operare: nessuna iscrizione obbligatoria all’Albo dei Biologi, per intenderci. A essi si uniscono una quantità impressionante di influencer che danno consigli, partendo dalla propria esperienza personale o da studi scientifici letti senza averne capacità di farlo. Senza contare poi tutto il flusso di life coach o mental coach, che affrontano tematiche sui disturbi alimentari e il rapporto con il cibo, rischiando di provocare seri danni su persone fragili e manipolabili. 

Ecco, se fino a qualche anno fa la rivoluzione della comunicazione passava per i social, oggi forse il vero cambiamento sta nel fare un passo indietro per riappropriarsi di un’informazione sana e consapevole, soprattutto quando parliamo di cibo. Da qui siamo partiti per una riflessione, infatti, sul mondo del prosciutto crudo, troppo spesso protagonista di una narrazione errata, dovuta proprio alla mancanza di conoscenza adeguata e di falsi miti, che degradano uno dei prodotti più importanti per l’economia e la cultura gastronomica del nostro paese. 

«Il prosciutto crudo fa male, quel grasso non lo voglio, sono incinta non posso mangiarlo»: false credenze che ci privano, oltre che di momenti di gioiosa bontà, anche di un alimento che potremmo e dovremmo inserire nella nostra dieta. Abbiamo per questo chiesto maggiori informazioni al Consorzio del Prosciutto di San Daniele, impegnato anche a diffondere una cultura profonda sul settore. 

Tante infatti sono le notizie forvianti che arrivano dalla rete e le persone meno attente possono diventare consumatori distratti e mal informati. Chi l’ha detto che il prosciutto crudo fa male? Quello di San Daniele, ad esempio, è realizzato esclusivamente con cosce di suino italiano e sale marino. Non ha additivi e conservanti, è ricco di proteine nobili facilmente digeribili, grazie all’azione di enzimi che, durante la stagionatura, operano una vera propria predigestione del prodotto. Dal punto di vista dei lipidi, si contraddistingue per la presenza di acidi grassi essenziali come omega-3 e omega-6. A livello di micronutrienti, è una buona fonte di vitamine del gruppo B, in particolare B1, B2 e B6, oltre a sali minerali essenziali quali sodio, fosforo, potassio, zinco, ferro, magnesio e rame. Così come stiamo parlando di un prodotto che contiene alcuni aminoacidi essenziali, fondamentali per la sintesi muscolare e la riduzione dell’affaticamento, perfetti per chi, ad esempio, pratica sporta, anche a livello professionale. O ancora, altro mito da sfatare, il prosciutto crudo è un alimento che può essere consumato anche in gravidanza, senza preoccuparsi per la toxoplasmosi: grazie al suo lungo processo di stagionatura, viene eliminato praticamente il rischio di contaminazione, offrendo sicurezza e mantenendo comunque alti gli standard qualitativi. Siamo ancora sicuri che il prosciutto non possa far parte di una sana alimentazione? 

Bastano questi pochi elementi per comprendere nell’immediato quanta strada dobbiamo ancora fare per avere una consapevolezza alimentare basata sul pensiero critico e sulla buona e corretta informazione. Per questo, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha sempre scelto una strada puntando anche a promuovere un consumo alimentare sostenibile e riducendo l’impatto ambientale nelle fasi di lavorazioni e degli sprechi alimentari. Ecco il perché della scelta di dare maggior attenzione alla comunicazione con i consumatori, partendo innanzitutto dalla trasparenza del prodotto e alle etichette, e passando poi per iniziative formative rivolte sia ai consumatori sia ai professionisti del settore, in modo da veicolare i flussi di informazione nella maniera più giusta possibile. 

Possono bastare queste azioni per combattere i fenomeni di cattiva comunicazione, come quelli dell’epoca in cui viviamo? Forse, per lo meno, è un piccolo passo. C’è che farebbe davvero la differenza sarebbe cominciare ad avere un comportamento più responsabile dal lato di chi acquista e consuma. Perché ciò che portiamo a tavola è una nostra scelta. Scelta che va incidere su tante cose. Incide sulla nostra salute, sul nostro benessere fisico e mentale e anche sull’economia. Perché dietro un prodotto valido, ricordiamocelo sempre, ci sono tanti uomini e donne che mettono un impegno quotidiano e costante in quello che poi noi decidiamo di mangiare. E qui sta la vera rivoluzione: nel saper scegliere con consapevolezza. 

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