
Sette mesi, dalle prime vendemmie a settembre fino a fine marzo. Tanto dura la stagione di distillazione per il Cognac che, in maniera simile a quella della grappa, segue un andamento stagionale. Ma quegli alambicchi che nel resto dell’anno restavano spenti hanno stimolato l’ingegno di Alexandre Gabriel, master blender di Maison Ferrand. Come renderli produttivi anche nel resto dell’anno?
La soluzione, a quanto pare, profumava di ginepro e nel 1996 ha preso forma Citadelle Gin, che sarebbe poi diventato il marchio di riferimento nel panorama dei gin craft francesi, oggi importato in Italia da Compagnia dei Caraibi. Nato per necessità in un momento in cui il gin era lontano dalla cresta dell’onda, apprezzato – tra i primi – da Ferran Adrià, nel 2026 celebrerà trent’anni di distillazioni nei caratteristici alambicchi del Cognac.
Da dove viene il nome di Citadelle
Sebbene Citadelle sia prodotto a Château de Bonbonnet, a pochi chilometri dalla cittadina di Cognac, il nome trae ispirazione da una storia ambientata nell’estremo nord della Francia, a Dunkerque. Qui, nel 1775, i signori Stival e Carpeau ottennero il permesso per la costruzione di una distilleria da Re Luigi XVI, con l’obiettivo di produrre distillato al ginepro da vendere in Inghilterra. La storia vuole che per gli alambicchi si fossero rivolti a un costruttore olandese, ma che i distillatori del Paese fossero riusciti a bloccare la vendita per ostacolare il business del concorrente straniero. I due imprenditori avrebbero però inviato dei tecnici a carpire i segreti della produzione, per poi equipaggiare la distilleria di Dunkerque, che sorgeva proprio nei pressi della cittadella. La distilleria sarebbe rimasta attiva fino al 1845.
Come viene prodotto Citadelle
Oggi, esattamente come quando è nato, Citadelle Gin viene distillato nei piccoli alambicchi di tipo charentais – dal nome del dipartimento della Charente, gli alambicchi tipici del Cognac – ma la distillazione non avviene soltanto nei mesi di stop del distillato di vino. A venticinque anni dalla nascita del brand, infatti, a Château de Bonbonnet è stata costruita una nuova distilleria sperimentale dedicata a Citadelle con al proprio interno nove alambicchi storici, riscaldati con il tradizionale sistema a fiamma diretta, una delle peculiarità nella produzione di questo gin.
L’infusione da distillare viene preparata con un metodo di macerazione delle botaniche studiato, perfezionato e brevettato, impiegando alcol di grano. Tempo di macerazione e grado alcolico vengono adattati per ciascuna delle diciannove botaniche da macerare, così da estrarne al meglio gli aromi prima della distillazione (qui un approfondimento sul gin).

Quanto alle botaniche, Alexandre Gabriel ha le idee molto chiare. «Penso che il gin dovrebbe essere fatto solo con ingredienti naturali», ha dichiarato lo scorso anno in un’intervista a Linkiesta Gastronomika. «Il gin è un prodotto della natura e quindi dell’agricoltura, come tutti i distillati, quindi se un gin rosa brillante è fatto con un colorante artificiale, non dovrebbe chiamarsi gin. Allo stesso modo, un gin deve avere predominanza di ginepro, altrimenti bisognerebbe avere il coraggio di chiamare il prodotto con un altro nome». Proprio per sopperire al suo fabbisogno di ginepro, l’azienda ne coltiva 5.700 piante su circa dieci ettari.
Una gamma ben calibrata
Si parte dal ginepro, poi ci sono radice di angelica e di iris, liquirizia, cassia, cannella, semi di girasole, violetta, scorza d’arancia e di limone, cardamomo, coriandolo cumino, finocchio, santoreggia, anice stellato, cannella, pepe del Sichuan e di Giava e noce moscata. Ecco le botaniche dell’etichetta classica di Citadelle Gin, attentamente calibrate in modo da far emergere ginepro e un carattere agrumato, bilanciati da tutti gli altri aromi. Questa non è però l’unica versione di Citadelle. “Jardin d’Été” è quella – lo dice il nome – che più richiama la stagione estiva, pensato per accentuare gli aromi mediterranei e agrumati, in cui vengono aggiunti melone della Charente, limoni interi e yuzu. Poi ci sono il “Rouge”, con frutti rossi e rabarbaro, e “Old Tom”, la versione più morbida del gin. Completa la gamma una versione “Réserve” invecchiata in botti di acacia, gelso, ciliegio, castagno e rovere francese, a cui si uniscono, di volta in volta delle edizioni speciali chiamate “Extrèmes”.
Una scelta ampia, ma anche molto ben calibrata in termini di gusti, tanto per i professionisti quanto per gli appassionati.

