
In una lunga conversazione con il Financial Times, edizione del weekend, Steve Bannon ha usato un termine cinematografico per spiegare la grande vittoria a suo dire ottenuta da Donald Trump con la decisione di bombardare l’Iran (decisione da lui sulle prime duramente contestata, peraltro): il «MacGuffin», vale a dire quell’espediente narrativo che serve a innescare il meccanismo del racconto ma in realtà non ha nessuna funzione nella trama.
In parole povere, uno specchietto per le allodole con cui catturare l’attenzione dello spettatore. Ebbene, secondo Bannon, il MacGuffin di Israele era il programma nucleare iraniano. Mentre il suo vero piano era un cambio di regime. Dunque Trump, bombardando gli impianti nucleari e imponendo subito dopo un cessate il fuoco, avrebbe raggirato Benjamin Netanyahu, che aveva creduto di poterlo raggirare per primo.
Vedremo quanto la tesi di Bannon troverà conferma nei fatti, anche dall’esito della visita di oggi alla Casa Bianca del primo ministro israeliano, già la terza da quando Trump si è insediato, meno di sei mesi fa (Netanyahu è stato ricevuto più di qualunque altro capo di governo). Intanto però l’ipotesi potrebbe servire da monito all’Unione europea, per farsi meno illusioni sulla possibilità di raggirare e rigirarsi a piacimento il presidente degli Stati Uniti (per ulteriori argomenti a favore della stessa tesi, vedi sotto).
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