Siete mai stati a San Daniele del Friuli? È un po’ come inoltrarsi in un territorio dove il tempo rallenta quasi come se volesse far sentire i profumi del luogo e fa assaporare l’anima di un borgo che vive sospeso tra colline e corsi d’acqua, dove il fiume Tagliamento incontra l’aria limpida che arriva dalle Alpi Carniche e dal mare Adriatico. Difficile non conoscerlo almeno di fama, non aver sentito qualche volta il suo nome riecheggiare tra parole e chiacchiere. E questo perché qui prende forma uno dei prodotti simbolo dell’Italia gastronomica: il Prosciutto di San Daniele DOP, la cui bontà particolare è dovuta proprio all’incrocio di un microclima irripetibile e da un sapere artigianale tramandato nei secoli, capace di trasformare pochi ingredienti – coscia di suino e sale marino – in un capolavoro di equilibrio e gusto. Il territorio, in questo caso, non è solo sfondo, ma una condizione imprescindibile. Senza questo incontro di correnti, umidità e temperature, il Prosciutto di San Daniele non avrebbe lo stesso profilo aromatico, né la stessa consistenza. È un prodotto che racconta la propria origine con ogni fetta: il Friuli, le sue tradizioni contadine, l’idea di comunità che ha dato vita al Consorzio e alla sua missione di tutela.
Dalla Festa al format itinerante
Per decenni il borgo di San Daniele ha celebrato questa identità con Aria di Festa, la manifestazione che a giugno per oltre trent’anni ha animato vie e piazze con degustazioni e musica. Ma dal 2017 il Consorzio ha scelto di ampliare lo sguardo, trasformando quell’esperienza in un tour itinerante, capace di portare questo prodotto in giro per l’Italia: è nato così Aria di San Daniele. L’obiettivo è stato chiaro sin da subito: far conoscere il Prosciutto di San Daniele e la cultura friulana a un pubblico più ampio, creando occasioni di assaggio ma anche di racconto. Da un territorio a un altro, da una città un’altra, da una storia all’altra: ogni evento diventa quasi un piccola ambasciata di quei luoghi particolari, dove l’oste affetta a mano, spiega e coinvolge i presenti in un percorso che parte sempre dal legame con San Daniele del Friuli.
Il viaggio del 2025 ha attraversato diverse città e continuerà anche nell’autunno, con appuntamenti ancora da vivere e che si potranno scoprire sulle pagine del sito dedicate agli eventi: in ciascuna tappa, ristoranti ed enoteche ospiteranno corner dedicati al San Daniele, con degustazioni, menù a tema e abbinamenti con il vino. Le vere novità di quest’anno però è il San Daniele Day, già andato in scena a Torino, e prossimamente previsto a Roma e Napoli: una giornata interamente dedicata agli appassionati, con showcooking, masterclass sui vini, aperitivi e momenti educational. Un format pensato per rafforzare il dialogo diretto con i consumatori, che vuole offrire non solo convivialità ma anche conoscenza, elemento essenziale in un settore che ancora ha bisogno di tanta divulgazione, oltre che di assaggi.
«Aria di San Daniele rappresenta una formula vincente per far conoscere il nostro prosciutto attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente. Con il nuovo format vogliamo avvicinarci ancora di più ai consumatori, offrendo loro un’occasione unica di scoperta in un contesto conviviale e formativo»: Mario Emilio Cichetti, direttore Generale del Consorzio, ha voluto sottolineare bene quelli che sono, infatti, gli obiettivi di questo format, che vuole portare la narrazione di questo prodotto, conosciuto e amato in tutto il mondo, a un livello esperienziale più profondo e significativo. Ed effettivamente in questi otto anni, Aria di San Daniele ha dimostrato di essere la strada giusta per raggiungere il suo scopo, con quasi trecento eventi realizzati e oltre quarantacinque mila persone coinvolte.. Un impatto che conferma la forza di un modello capace di educare, emozionare i consumatori e consolidare il rapporto anche con il settore Ho.Re.Ca., valorizzando al tempo stesso la cultura gastronomica friulana. Per i consumatori significa poter incontrare il prodotto in un contesto autentico, ascoltarne la storia e riconoscerne i tratti distintivi. Per i professionisti, invece, è un’occasione di confronto e ispirazione, un ponte tra la tradizione di San Daniele e le esigenze della ristorazione contemporanea.
Venezia: quando il gusto incontra il cinema
Se il tour è il cuore pulsante della narrazione, Venezia rappresenta invece la sua ribalta internazionale. Da oggi fino al 6 settembre 2025, il Prosciutto di San Daniele sarà protagonista alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, come partner ufficiale de La Terrazza by Atlas Concorde all’Hotel Excelsior. Un luogo simbolo del Lido, che negli anni è diventato punto d’incontro tra cinema, design, moda ed enogastronomia. Qui il Prosciutto di San Daniele offrirà al pubblico di attori, registi, produttori e ospiti internazionali degustazioni e abbinamenti pensati ad hoc, sempre nel suo stile: quello fatto non semplici assaggi, ma di esperienze che raccontano un territorio e la sua identità. E la partecipazione non è un’operazione semplicemente di facciata, ma è la scelta di inserirsi in un contesto che vuole amplificare la narrazione del prodotto, legandolo ad altri linguaggi culturali. A Venezia, il Prosciutto di San Daniele diventa quasi un ambasciatore della cultura gastronomica italiana, in un dialogo con altre forme di arti, come il cinema e il design. Quello della Mostra sarà un momento che ricalcherà in qualche modo il modello delle tappe italiane direttamente sulla laguna: taglio a coltello dal vivo, racconto gastronomico, abbinamenti con vini selezionati. Ogni degustazione si trasformerà in un’occasione di incontro e contaminazione, proiettando un prodotto fortemente territoriale su un palcoscenico globale.
E questo perché il Prosciutto di San Daniele ha voglia ancora di mettersi in gioco, percorrendo un doppio binario: dalle colline friulane ai palcoscenici urbani, fino alla ribalta di Venezia, da un lato custodisce le proprie radici, dall’altro si apre a contaminazioni e nuove geografie culturali, trasformandosi in una rappresentazione di un’Italia che sa raccontarsi attraverso il cibo, in un insieme continuo di storia e contemporaneità. Un viaggio che parte da un borgo friulano, attraversa le città italiane e approda sul tappeto rosso della Mostra del Cinema, senza mai perdere di vista ciò che lo rende unico: il legame profondo con il proprio territorio.

