
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un nuovo grande piano casa per le giovani coppie. «È una delle priorità alla quale lavoreremo assieme a Matteo Salvini», ha detto durante il suo intervento al meeting di Rimini, sottolineando come la disponibilità di una casa sia essenziale per costruirsi una famiglia e consolidare la stabilità sociale.
Il piano, secondo quanto riportato da Repubblica, sarà uno dei capisaldi dell’agenda economica del governo insieme ad altre priorità come la riduzione strutturale del costo dell’energia e la riforma dell’Irpef. L’obiettivo dichiarato è creare «una società amica della famiglia e della natalità, nella quale la genitorialità sia protetta e sostenuta». La Lega riferisce inoltre che Meloni e Salvini hanno concordato telefonicamente di concentrare massima attenzione sul rilancio infrastrutturale e sul piano casa, anche se i due vicepremier non si sono potuti incontrare di persona per problemi di agenda.
Il progetto prevede alloggi a prezzi calmierati destinati a giovani coppie, in particolare in un contesto in cui l’accesso alla proprietà o al mercato delle locazioni rimane uno degli ostacoli principali per la formazione di nuove famiglie. Come sottolinea il Giornale, l’iniziativa fa parte di un obiettivo ancora più ampio: costruire «un clima nuovo attorno alla famiglia», opponendosi a pratiche considerate contrarie alla genitorialità tradizionale.
Le reazioni politiche sono state immediate. Matteo Renzi, ad esempio, ha chiesto al governo di presentare i disegni di legge in Parlamento, definendo gli annunci «fuffa» se non seguiti da atti concreti. Carlo Calenda ha evidenziato che soluzioni già dettagliate erano state inviate da Azione e attendevano solo la messa a punto di un decreto. Pierfrancesco Majorino, responsabile del Diritto alla casa nel Pd, ha definito il piano come «il trentesimo annuncio a vuoto su un tema cruciale».
Da parte delle associazioni di settore arrivano indicazioni operative. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha suggerito di rafforzare le locazioni a canone concordato, applicando in tutti i Comuni la cedolare secca al dieci per cento e incrementando la riduzione Imu del venticinque per cento a carico dello Stato, in modo da sostenere l’accesso agli alloggi per i giovani e alleviare la pressione abitativa nelle aree più congestionate.