
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove e pesanti sanzioni contro le due maggiori compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil. La decisione, comunicata mercoledì dal Dipartimento del Tesoro e confermata dal presidente Donald Trump nello Studio Ovale, segna un cambio di passo nella politica della Casa Bianca verso Mosca. È la prima volta, nel suo secondo mandato, che Trump colpisce in modo diretto il cuore dell’economia energetica russa, nel tentativo di aumentare la pressione su Vladimir Putin e costringerlo ad accettare un cessate il fuoco in Ucraina.
«È arrivato il momento di fermare le uccisioni e di avviare un cessate il fuoco immediato», ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, definendo le due società «i motori gemelli della macchina da guerra del Cremlino». Le sanzioni, ha spiegato il New York Times, sono tra le misure più significative mai varate dagli Stati Uniti contro l’industria energetica russa dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Finora Washington aveva evitato di colpire direttamente le grandi compagnie per non compromettere le forniture di greggio verso gli alleati europei e asiatici.
L’annuncio è arrivato nelle stesse ore in cui Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il segretario generale della Nato, Mark Rutte, giunto a Washington per rassicurare gli alleati europei sul sostegno americano a Kyjiv. «Ogni volta che parlo con Vladimir, abbiamo buone conversazioni, ma non portano mai a nulla», ha detto Trump, spiegando anche la decisione di annullare il vertice con Putin che avrebbe dovuto tenersi a Budapest. «Non volevo un incontro sprecato. Non era il momento giusto».
Le sanzioni puntano a ridurre le entrate derivanti dal petrolio, principale fonte di finanziamento della macchina bellica russa. Rosneft, controllata dallo Stato e guidata dal fedelissimo di Putin Igor Sechin, e Lukoil, società privata, rappresentano insieme circa la metà delle esportazioni di greggio del Paese. «Sono sanzioni molto pesanti», ha ribadito Trump. «Speriamo che non durino a lungo, ma è il momento di far capire a Putin che la guerra deve finire».
La mossa americana si inserisce in un’azione coordinata con gli alleati europei: Londra ha già imposto misure analoghe, mentre Bruxelles lavora a un nuovo pacchetto di sanzioni per limitare l’import di gas naturale liquefatto russo. Gli analisti, citati dal New York Times, sottolineano però che l’efficacia delle sanzioni dipenderà dalla loro applicazione e dall’eventuale uso di sanzioni secondarie contro i Paesi che continueranno a fare affari con Mosca.
Intanto, la guerra continua. Nelle stesse ore dell’annuncio, un nuovo bombardamento russo ha colpito diverse città ucraine, uccidendo almeno sei persone, tra cui due bambine. Mentre Washington alza la pressione, il Cremlino ribadisce che non intende fermare la sua invasione.
Per ora, il dialogo resta congelato. E il tentativo di Trump di combinare sanzioni e diplomazia per arrivare a un accordo di pace sembra lontano dal dare risultati concreti.