Orizzonti gastronomici Salgono a quindici i ristoranti italiani tre stelle Michelin

Al Teatro Regio di Parma la guida più consultata del mondo ha rivelato le sue scelte e incoronato i nuovi ristoranti più ambiti per il prossimo anno. Il nuovo tristellato è La Rei Natura di chef Michelangelo Mammoliti

Finisce sempre così: felici per i ristoranti che amiamo che vengono incoronati dalle stelle. Arrabbiati per qualche riconoscimento andato a chi non amiamo, o non andato a chi adoriamo. E ogni anno siamo comunque tutti qui, in religioso silenzio, con l’aria che si taglia col coltello, coi sorrisi tirati di chi viene perché non si può non, ma non sa esattamente cosa succederà. Perché se Michelin un merito ce l’ha, rimane quello di essere implacabile e incorruttibile, almeno sulle sue novità. Solo nel momento in cui succede qui, solo quando il nome dello chef e del ristorante compaiono sul wall del palco si può essere certi di aver conquistato quell’importante riconoscimento. Prima, solo ipotesi, rumors, spoiler che non lo sono.

La notizia vera non c’è, perché persino la nostra intelligenza artificiale, interrogata sull’argomento, sapeva che la terza stella, quella più ambita, sarebbe andata a Michelangelo Mammoliti, giovane determinato e metodico, che a dieci anni dalla sua prima stella arriva nell’olimpo e può dire di aver raggiunto il riconoscimento che inseguiva dai tempi della sua amata Francia, dove ha incontrato il suo mentore e dove ha imparato le basi, solidissime, e la tecnica, ineccepibile che fanno della sua cucina un vero capolavoro di perfezione. Così lo chef, che prima di salire sul palco ha abbracciato la moglie e la figlia con lui in platea, ha commentato a caldo l’incoronazione: «Abbiamo raggiunto un nuovo punto di inizio. Ringrazio la Michelin che negli anni ci ha sempre motivati. La cucina è un’alleanza tra il cuore e le proprie convinzioni».

Tutte le tre stelle italiane, quattordici ristoranti, sono confermate. Salgono a due stelle Davide Guidara dei Tenerumi, unico plant based d’Europa ad arrivare così in alto e Francesco Sodano del ristorante nei pressi del lago di Garda della famiglia Rana. 

E anche questa volta il Festival di Gastronomika porta fortuna: Mattia Pecis è stato uno degli chef che hanno animato il nostro evento nel 2024 e oggi vede confermata anche dalla guida Michelin la sua bravura come miglior giovane chef e con l’assegnazione della prima stella. Gli altri premi speciali vanno a Giulia Tavolaro, Maxi (Vico Equense) per il miglior servizio si sala, Heinz Beck, La Pergola (Roma) che viene insignito del premio come mentore mentre il premio speciale Opening of the Year, assegnato per la prima volta in Italia, va a Gian Marco Bianchi, Al Madrigale Nuova Cucina Rurale (Tivoli, RM) che contestualmente raggiunge la prima stella.

Il Premio Miglior Sommelier Michelin 2025 va a  Ivana Capraro, Catel Fine Dining, (Tirolo, BZ), un riconoscimento che Franciacorta sostiene con orgoglio: «Sostenere la Guida Michelin e premiare il lavoro dei sommelier significa riconoscere un ruolo fondamentale dell’esperienza di sala: quello di creare connessioni, raccontare il territorio e valorizzare il lavoro di chi produce il vino con dedizione e rispetto», dichiara Emanuele Rabotti, Presidente del Consorzio Franciacorta. «Il nostro supporto alla categoria nasce dal desiderio di promuovere una cultura del vino consapevole, emozionante e profondamente legata all’identità dei territori. Siamo felici di consegnare questo riconoscimento a Ivana Capraro, esempio brillante di professionalità e passione».

Milano invece non brilla, con due sole insegne che raggiungono il traguardo della prima stella, Abba del brillante Fabio Abbattista e Procaccini con lo chef Emin Haziri, anche se la Lombardia, è la regione con più novità con quattro ristoranti una Stella. Al secondo posto il Lazio, con tre novità monostellate, seguite da ben sei regioni con due novità (Liguria, Emilia-Romagna Toscana, Veneto, Trentino-Alto Adige, Campania). Tra queste, il Veneto registra un novità con una stella e un nuovo ristorante due stelle.

Nella classifica delle Stelle per regioni, la Lombardia mantiene la leadership con 64 ristoranti (3 tre Stelle, 6 due Stelle, 55 una Stella), la Campania si conferma al secondo posto con 48 ristoranti, (1 tre Stelle, 7 due Stelle, 40 una Stella), mentre sul terzo gradino del podio troviamo la Toscana con 45 ristoranti (1 tre Stelle, 5 due Stelle, 39 una Stella). In quarta posizione si conferma il Piemonte con 34 ristoranti (3 tre Stelle, 2 due Stelle, 29 una Stella), mentre al quinto posto c’è il Veneto con 34 ristoranti Stellati (2 tre Stelle, 4 due Stelle, 28 una Stella).

Così abbiamo raccontato la diretta nel nostro LIVE.

La presentazione è appena iniziata: maestra di cerimonie di quest’anno Giorgia Surina.

Il Sindaco di Parma dà l’avvio alla presentazione sottolineando il valore della presenza in città dello svelamento delle stelle: «Parma è vicina ai temi enogastronomici e avere qui la guida è il coronamento di un percorso e di crescita che teniamo in grande considerazione: il 30% di questa città lavora nel comparto del food, quando la Michelin è qui ci sentiamo onorati di questa presenza ed è un grande orgoglio che sta dentro a uno dei valori fondanti di questa città».

Il Direttore Internazionale Gwendal Poullennec non è a Parma ma ringrazia la città per l’accoglienza e sottolinea come l’Italia sia una delle colonne della guida a livello internazionale, la seconda nazione più stellata al mondo: «La ristorazione è dinamica e sempre in evoluzione, con tanti nuovi bib gourmand e tanti giovani chef che lavorano con creatività, mettendo in luce grandi produttori locali e guidati da grandi mentori che mantengono vivo lo spirito del cibo italiano, con i territori che sostengono il lavoro degli chef».

Josephine Di Chiara, Responsabile Comunicazione Michelin Italia è alla sua prima presentazione: «La APP oggi dalle 15 sarà disponibile e aggiornata con tutte le novità. Sono 125 nuovi ristoranti inseriti, e il 20% hanno ricevuto un riconoscimento dagli ispettori. Oggi nove ristoranti che sono entrati a far parte della selezione riceveranno un riconoscimento».

Cà Matilde, Kircherhof, Une, Johanns e La bursch conquistano la stella verde, che segnala le realtà che si sono impegnati nella sostenibilità. Fino all’ultimo questo premio sembrava in bilico, e i rumors dicevano che sarebbe stato abbandonato dalla guida. Invece, si mantiene e in cinque locali la ottengono.

Il premio per il miglior servizio va a Giulia Tavolaro, Maxi (Vico Equense)

Il premio per miglior sommelier va a Ivana Capraro, Catel Fine Dining, (Tirolo, BZ)

Il premio speciale Opening of the Year, assegnato per la prima volta in Italia, va a Gian Marco Bianchi, Al Madrigale Nuova Cucina Rurale (Tivoli, RM)

Il premio Young Chef Award va a Mattia Pecis, Cracco Portofino (Portofino, GE)

Il premio Mentor Chef Award va a Heinz Beck, La Pergola (Roma)

La segnalazione speciale Passion Dessert va a

Unforgettable (Torino), Manna (Milano), Senso Lake Garda Alfio Ghezzi (Limone sul Garda, BS), Alpenroyal Gourmet(Selva di Val Gardena, BZ), Quattro Passi (Nerano, NA), La Caravella dal 1959 (Amalfi, SA), La Villa (Melfi, PZ), Sapio (Catania).

I ristoranti che ricevono la stella Michelin per la prima volta sono: Le Petit Bellevue (Cogne, AO), Cracco Portofino (Portofino, GE), Rezzano Cucina e Vino (Sestri Levante, GE), Senso Lake Garda Alfio Ghezzi (Limone sul Garda, BS), Abba (Milano), Procaccini (Milano), Olio (Origgio, VA), Porcino (Badia, BZ), Quellenhof Gourmetstube 1897 (San Martino in Passiria, BZ), Agli Amici Dopolavoro (Venezia / Isola delle Rose), Cavallino (Maranello, MO), Da Lucio (Rimini), Luca’s by Paulo Airaudo (Firenze), Sciabola (Forte dei Marmi), Al Madrigale| Nuova Cucina Rurale (Tivoli, RM), INEO (Roma), La Terrazza (Roma), Casa Bertini (Recanati, MC), Zunica 1880 a Villa Corallo (Sant’Omero, TE), Il ristorante Alain Ducasse Napoli (Napoli), Umberto a Mare (Forio / Ischia, NA), Capogiro (Baja Sardinia, SS).

I nuovi ristoranti due stelle Michelin sono Ristorante Famiglia Rana (Verona) con lo chef Francesco Sodano e I Tenerumi (Vulcano, ME) con chef Davide Guidara.

Tutte le tre stelle Michelin italiane, quattordici ristoranti, sono confermate, e oggi se ne aggiunge un quindicesimo: La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti.

A margine della presentazione, vi lasciamo il nostro consueto bigino stringato che racconta quello che dobbiamo sapere di questa guida di riferimento per i gourmand di tutto il mondo.
La guida Michelin nasce a fine Ottocento come strumento per far viaggiare di più gli automobilisti e consumare più pneumatici.
Creata dai fratelli André ed Édouard Michelin, inizialmente era gratuita e raccoglieva officine, alberghi e ristoranti utili ai primi automobilisti. Nel 1920 diventa a pagamento e acquisisce autorevolezza.

I macaron – le stelle – compaiono nel 1926, mentre la classificazione a 1, 2 e 3 stelle prende forma nel 1936, mentre in Italia arriva nel 1957.

Il suo valore si basa su due pilastri: ispettori interni, anonimi e indipendenti; un linguaggio universale fatto di simboli. Parla a un viaggiatore globale, esigente e curioso, che cerca coerenza e livello costante in ogni Paese. Una stella è un riconoscimento prestigioso, oltre che un acceleratore economico potentissimo per un ristorante. Non tutte le insegne presenti in guida sono stellate: solo circa il 20% ottiene almeno un macaron. Le stelle premiano il ristorante, non lo chef: chi cambia locale non porta con sé il riconoscimento.

La classificazione è semplice:

• 1 stella = interessante da scoprire

• 2 stelle = merita una deviazione

• 3 stelle = vale il viaggio

La Michelin non è critica gastronomica ma una guida di fiducia che aiuta a scegliere con sicurezza. Negli anni non sono mancate polemiche, leggende e scandali legati alla pressione delle stelle. Nonostante ciò, la sua credibilità rimane altissima. A oltre 120 anni dalla nascita, resta un riferimento mondiale per leggere lo stato della ristorazione. È un termometro autorevole, discusso ma imprescindibile. Ogni nuova edizione continua a influenzare tendenze, reputazioni e destinazioni del gusto.

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