State of the UnionTrump parla per quasi due ore e conferma la sua paura per le midterm

Il presidente americano ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia, cercando di rilanciare la sua narraazione su economia e immigrazione. Ma i sondaggi restano ai minimi e il vero obiettivo era tracciare la rotta ai Repubblicani in vista delle elezioni di novembre

AP/LaPresse

Con un discorso durato un’ora e 47 minuti – il più lungo nella storia degli Stati Uniti – Donald Trump ha cercato ieri sera di riscrivere la narrazione della sua presidenza davanti al Congresso riunito. Ma dietro la retorica trionfale si intravedeva chiaramente la preoccupazione per le elezioni di metà mandato di novembre, un appuntamento che potrebbe costargli la maggioranza al Congresso.

Il tono era quello delle grandi occasioni: ingresso spettacolare della squadra olimpica di hockey su ghiaccio, ovazioni, cori di «USA, USA!» tra i banchi repubblicani. Una scelta tutt’altro che casuale. Secondo un consigliere della Casa Bianca citato ad Axios, Trump è consapevole che il pubblico si distrae in fretta. «La gente guarda davvero solo i primi trenta minuti, forse un’ora», ha detto la fonte. «E quello che hanno visto era vittoria». Lo show è servito.

Sul fronte economico, Trump ha rivendicato successi che i dati faticano a confermare. Ha sostenuto di aver abbassato il costo della vita, attribuendo l’inflazione e i prezzi elevati al suo predecessore Joe Biden. In realtà, circa la metà degli americani ritiene che l’economia sia peggiorata durante la sua presidenza, secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos. I dazi, centrali nella sua politica economica, sono stati in gran parte bocciati dalla Corte Suprema soltanto venerdì, pochi giorni prima del discorso.

Sul tema dell’immigrazione, Trump ha continuato a difendere le operazioni di Ice e le deportazioni di massa, nonostante i sondaggi mostrino che gli americani non credono che vengano prese di mira solo le persone più pericolose. Ha poi cercato deliberatamente di mettere in imbarazzo i Democratici, chiedendo loro di alzarsi in piedi per affermare che il primo dovere del governo americano è proteggere i cittadini e non i migranti irregolari. Molti sono rimasti seduti. «Dovreste vergognarvi», ha detto il presidente, con un sorriso.

L’Iran è stato uno degli argomenti più delicati della serata. Trump ha accennato alla possibilità di un conflitto, affermando di non voler permettere mai al paese di dotarsi di armi nucleari: «Non permetterò mai al principale sponsor del terrorismo al mondo di avere un’arma nucleare». Ma il discorso è rimasto vago, privo di una vera visione strategica, proprio mentre l’amministrazione supervisiona il più grande dispiegamento militare americano nella regione dal 2003.

I Democratici presenti in aula hanno reagito in modo vivace. Il deputato Al Green è stato espulso dall’aula dopo aver mostrato un cartello di protesta. La deputata Ilhan Omar ha urlato che Trump dovrebbe rendere pubblici i file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Rashida Tlaib lo ha accusato di aver causato morti di americani. Qualche applauso bipartisan, invece, è arrivato quando Trump ha espresso sostegno a una legge per vietare ai parlamentari di fare trading in Borsa.

Il vero destinatario del discorso, tuttavia, non erano i Democratici né gli indecisi. Era il Partito repubblicano, che guarda con crescente apprensione alle elezioni di novembre. «Sta dando ai Repubblicani la mappa della conversazione per le elezioni di metà mandato», ha scritto in un messaggio uno dei consiglieri di Trump citato da Axios. Il discorso era una prova generale per la campagna che verrà, non un tentativo di allargare il consenso. E con i sondaggi di gradimento ai livelli più bassi dalla rivolta del 6 gennaio 2021, la strada è ancora lunga. A meno di colpi di mano.

X