Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema del gioco, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

Si deve alla famiglia Martiny, impegnata nella produzione di materie prime, tra cui la gomma elastica, la produzione della prima scarpa tennis di tela con suola vulcanizzata, cui sarà dato il nome Superga da Walter, seconda generazione della famiglia, che s’impegnò a realizzarla per la moglie giocatrice di tennis. Walter rispose alla necessità di sostituire la suola in corda con un calco della stessa in gomma naturale, ottenendo un prodotto adatto ai rapidi movimenti del piede durante il gioco. All’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo, il marchio torinese ha riproposto la sua leggendaria 2750, nella capsule 1925 Made in Italy, una riproduzione fedele del modello originale, realizzata interamente in Italia con materiali premium. Più avanti, con l’Era Open, Adidas creerà la prima scarpa da tennis con tomaia in pelle, che prenderà il nome dal suo testimonial: Stan Smith. Sono gli anni di Andre Agassi e Pete Sampras e le loro divise in campo erano definite da un’estetica così emblematica da aver ispirato brand della moda e del lifestyle per intere generazioni.
Il tenniscore è un’attrazione fatale che ha attirato l’interesse di un considerevole numero di aziende di moda, con molte capsule collection ispirate alle divise tradizionali del gioco del tennis. Il pifferaio magico che ha alimentato questa danza estatica di marchi è il fenomeno Jannik Sinner che ha riportato l’attenzione su questo sport. Tra panchine di legno e campi in terra rossa, i look della campagna Gucci Tennis ci riportano agli anni d’oro del nostro tricolore con i successi di Adriano Panatta alla Coppa Devis. Sono gli stessi anni in cui la Maison debutta nel mondo dello sport e proprio a quell’epoca s’ispira con le sue fasce per capelli, occhiali aviator e persino una racchetta da tennis realizzata in collaborazione con Head. Terra rossa anche per i colori dell’allestimento di Sease, marchio fondato da Franco e Giacomo Loro Piana che ha personalizzato il chiostro del Portrait Milano nei giorni della Milano Fashion Week di giugno, per lanciare la sua capsule Tennis_Kit sul campo da gioco, tra diritti, rovesci, e un pop-up da Antonia.

La collezione è composta da capi in lana merino, canapa e lino rielaborati per essere efficienti durante il gioco, ma anche eleganti fuori dal campo, alcuni anche nel tradizionale tessuto sartoriale Solaro e gessato. È ispirata alle università americane la collezione Polo Ralph Lauren Wimbledon, ricamata con grafiche vintage e dedicata ai campionati di Wimbledon 2025. New Balance x Miu Miu, invece, hanno lanciato un’edizione speciale insieme alla campionessa americana Coco Gauff nel corso dei suoi incontri internazionali di Roma, Berlino e Cincinnati, insieme alle sneakers 530 SL che l’atleta ha indossato fuori dal campo.
Non poteva mancare un segnatempo d’eccellenza come Rolex, che a Wimbledon si è ispirato per uno dei suoi modelli più iconici: l’Oyster Perpetual Date Just 41 Wimbledon. Questo modello esce sul mercato nel 1945, offrendo per primo un orologio da polso con cronometro, automatico e impermeabile, che indica la data tramite dei numeri all’interno di una finestrella posizionata a ore 3 sul quadrante. Persino il cinema ha fatto capolino: in Challengers Luca Guadagnino racconta le storie di tre prodigi del tennis, riscuotendo un successo milionario al botteghino.
