
L’Europa è la casa delle libertà, dello stato di diritto, della democrazia, di tutti quei valori irrinunciabili che oggi sono rappresentati e difesi in prima linea dall’Ucraina. Il popolo di Kyjiv da più di quattro anni fa da scudo all’Occidente contro l’aggressione della Russia. È per questo che tutto il continente, da Bruxelles a Lisbona, da Roma a Parigi fino a Varsavia non può rinunciare ad aiutare gli ucraini, con ogni mezzo possibile, per tutto il tempo necessario. «L’Europa è la nostra casa, e l’Ucraina difende la nostra libertà, oltre che la sua esistenza dall’invasione russa», ha detto il direttore de Linkiesta Christian Rocca, aprendo l’evento “Europa, Ucraina e libertà di pensiero”, promosso a Milano dalle istituzioni europee. L’iniziativa è organizzata dall’ufficio del Parlamento europeo a Milano e dalla Rappresentanza della Commissione europea al Palazzo delle Stelline, nella Sala Pirelli, in Corso Magenta 59 a Milano, e si inserisce nel quadro delle attività dedicate alla difesa delle democrazie, delle società aperte e dei dissidenti nei regimi illiberali.
All’incontro, moderato da Rocca, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni europee e locali. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Maurizio Molinari, capo dell’ufficio del Parlamento europeo a Milano, Claudia Colla, capa della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano e Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed europee.
«L’Unione europea parla in molti modi dei regimi autoritari che violano i diritti umani, sul piano politico, con incontri istituzionali, con la diplomazia. Oggi lo facciamo principalmente dando la parola a persone della società civile e attivisti che vengono anche da fuori e che ringraziamo, e che possono restituirci l’approccio dal basso che si può avere in circostanze come queste», ha spiegato Maurizio Molinari.
Per Claudia Colla, capa della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, l’incontro «è un momento con cui abbiamo deciso di dare spazio alla voce della società civile e della città di Milano. Dopo più di quattro anni di guerra abbiamo visto il popolo ucraino dimostrare grande resistenza, e fin dall’inizio l’Unione europea ha mostrato il suo sostegno al Paese aggredito, con aiuti economici e militari e umanitari, oltre al sostegno alla ricostruzione. Continuiamo a sostenere la popolazione civile, ad esempio l’Unione ha fornito anche undicimila generatori per l’elettricità. E poi l’Unione fa anche pressione sulla Russia con le sanzioni che ne rallentano l’economia».
Milano è stata in prima linea nel sostegno all’Ucraina, fin dall’inizio dell’invasione russa. «L’amministrazione comunale si è mossa fin da subito con progetti e iniziative a sostegno degli ucraini, all’interno del progetto “Milano aiuta Ucraina”», ha sottolineato Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano. «Ovviamente sono molte le iniziative che si possono e si devono mettere in campo, soprattutto per tenere alta l’attenzione sulla guerra condotta da Putin, perché con varie aree di conflitto in tutto il mondo si tende a perdere l’attenzione e lo sguardo d’insieme».
Secondo Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia, «quello che sta accadendo in Ucraina continua a essere un fatto drammatico, e non lo è meno di quanto non fosse quand’era in prima pagina sui giornali o nel telegiornale. Il nostro sostegno all’Ucraina deve essere saldo, per lavorare alla prospettiva di una pace giusta e non di una resa dell’Ucraina alla Russia».

La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla guerra in Ucraina e al sostegno alla popolazione, anche attraverso le testimonianze delle associazioni ucraine attive a Milano. A dare il via è stato l’intervento dell’ambasciatore ucraino in Italia, Ihor Mykolaiovyč Brusylо – già vice capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky. «Una pace alle condizioni della Russia legittimerà la sua aggressione e le sue annessioni territoriali e incoraggerà la Russia a volere di più. La pausa non sarà lunga», ha detto Brusylo, alla sua prima uscita pubblica da ambasciatore. D’altronde, la storia insegna che l’appeasement, con dittatori del calibro di Vladimir Putin, non è un percorso possibile. «La Russia di Putin cerca una compensazione per i suoi fallimenti passati. Lo sanno bene i Paesi che hanno già sperimentato l’aggressione russa: gli Stati baltici, la Finlandia, la Polonia, l’Ucraina. L’appeasement dell’aggressore è semplicemente un’altra forma di occupazione. Una pace alle condizioni della Russia aprirà la strada al suo dominio su almeno metà dell’Europa. Per ogni concessione fatta ora a Putin in Ucraina, altri Paesi dovranno pagare se la Russia riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi», ha aggiunto l’ambasciatore.
Ci sono stati poi altri due interventi in videomessaggio: prima la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, poi il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. «In questi anni abbiamo imparato a parlare di Ucraina come una frontiera tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare», ha detto la vicepresidente Picierno. «Ma questa è una crisi più ampia che racconta il modo in cui sta cambiando il mondo sotto i nostri occhi. L’Europa ha mobilitato risorse senza precedenti in questi anni, prendendosi grandi responsabilità, non era affatto scontato, e proprio perché questo sforzo esiste non possiamo pensare che tutto questo possa bastare, perché il mondo intorno a noi si sta muovendo in modo ancora più veloce, disordinato, i conflitti di tutto il mondo sono intrecciati. E la nostra libertà viene erosa anche attraverso la propaganda, l’opinione pubblica, ed è proprio su questi punti che l’Europa è esposta, non perché sia debole, ma perché è aperta. Allora la domanda che dobbiamo porci è come rendiamo l’Europa capace di reggere questo nuovo tipo di conflitto».
Anche Raffaele Fitto ha espresso la sua vicinanza, e quella dell’Ue, al popolo ucraino: «L’Unione europea è al fianco dell’Ucraina, passo dopo passo, anche e soprattutto dal punto di vista finanziario, per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e promuovere uno sviluppo sostenibile, e per gettare le basi di un’integrazione più profonda. Perché l’Ucraina oggi difende la libertà come principio fondamentale, in ogni sua forma», ha detto nel suo messaggio il vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
Collegato via Zoom dal Camerun – dove è in missione ufficiale per la Conferenza ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio – è intervenuto anche Brando Benifei, Coordinatore della Commissione per il commercio internazionale (Inta) e Presidente della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti. «Le sanzioni europee nei confronti dell’Ungheria sono bloccate a causa dell’unanimità, principalmente per colpa del suo sodale Robert Fico, e spero che le elezioni del prossimo 12 aprile possano mandare a casa un presidente filorusso come Orbán», ha detto, rispondendo alle domande di Christian Rocca sui modi per superare il veto di Stati come l’Ungheria che fanno ostruzionismo su qualsiasi cosa a Bruxelles e Strasburgo, facendo il gioco della Russia contro l’Ucraina. «In ogni caso, per evitare altri impedimenti come quello dell’Ungheria e della Slovacchia serve una soluzione politica. Speriamo di superare al più presto lo stallo sui novanta miliardi di sostegno all’Ucraina, che sono importantissimi. La nostra direzione deve essere quella dell’aiuto su più livelli, anche con l’impegno per i diritti umani, la cultura e non solo».
Poi sono arrivate sul palco le testimonianze delle associazioni ucraine attive in Italia. «Da quattro anni combattiamo insieme, per un futuro migliore dell’Ucraina, per lo stato di diritto e per l’Europa», ha detto la Console dell’Ucraina a Milano, Anastasia Negoda. «L’Ucraina resiste grazie al coraggio del suo popolo e del suo esercito, ma anche grazie al sostegno dei suoi partner, che aiutano a contrastare l’aggressione e la propaganda russa». Negoda ha lanciato un appello agli organizzatori della Biennale di Venezia: «L’arte non deve essere usata per coprire i crimini, per avere una pace giusta dobbiamo aumentare la pressione sulla Russia».
Ci sono stati grandi applausi per le testimonianze delle associazioni ucraine e delle fondazioni milanesi. «Oltre alla risposta immediata alle persone dei posti in cui siamo operativi, abbiamo iniziato anche a realizzare dei community centers in cui organizziamo diverse attività educative, ludico-ricreative, e servizi integrati di salute mentale e sostegno psicologico», ha detto Guido Calvi, coordinatore umanitario della Fondazione Avsi. «Fino a oggi abbiamo sostenuto più di centotrentamila famiglie con aiuti economici, e sessantacinquemila bambini aiutati da attività ricreative, abbiamo anche creato sessantadue centri comunitari in Ucraina».
Svitlana Tereshchenko, fondatrice e presidente dell’Associazione Boristene, ha lanciato il video del progetto Unbreakable Ukraine. Boristene organizza eventi, mostre e iniziative educative. Grazie alla collaborazione di artisti, storici e giornalisti, lavora per aumentare e diffondere la conoscenza della cultura ucraina. «La storia dell’Ucraina è da sempre parte integrante della storia dell’Europa, e l’allontanamento del passato del destino dell’Ucraina da quello europeo è stata una forzatura voluta dalla Russia», ha detto Tereshchenko. «Sul territorio ucraino fiorì una delle più antiche civiltà europee, eppure lo Stato ucraino è giovane, poco più di trent’anni di indipendenza. Ma ancora oggi è costretto a difendere la propria libertà e il diritto a esistere. Con la nostra associazione ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, perché è da loro che inizia il futuro che costruiamo».
È intervenuto anche Joshua Evangelista, responsabile della comunicazione della Fondazione Gariwo: «Abbiamo incontrato tante volte la società civile ucraina, cercando insieme parole, atteggiamenti, il pensiero che deve affiancare la nostra azione quando si parla di Ucraina. Perché c’è la disinformazione della propaganda russa e da anni c’è chi cerca di mettere sullo stesso piano aggrediti e aggressore. Stiamo lavorando anche con la municipalità di Irpin, dove c’è stata una delle peggiori mattanze dei russi in Ucraina, perché vogliamo fare in modo che possa esserci un Giardino dei Giusti anche in Ucraina».
Al suo fianco è intervenuta Zoia Stankovska, cofondatrice dell’associazione UaMI, l’associazione di giovani ucraini nata nel febbraio 2022 in risposta all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. «Abbiamo manifestato in Duomo ogni giorno per diversi anni, abbiamo organizzato mostre che hanno attirato l’attenzione anche dello Stato aggressore, pian piano abbiamo imparato a creare consapevolezza sull’Ucraina, proponiamo la partecipazione attiva perché la democrazia esiste solo se le persone partecipano. Costruiamo connessioni reali tra Ucraina e Europa, dimostriamo che anche la cultura può essere una forma di resistenza, e diamo voce a chi non ce l’ha, ai prigionieri di guerra, ai bambini deportati, a tutti. Ma tutto questo non riguarda solo l’Ucraina, riguarda la nostra libertà, la democrazia, lo stato di diritto», ha detto Stankovska.

La presidente associazione Ucraina Più Milano, Iryna Luts, ha ribadito l’importanza di «promuovere l’interculturalità e sostenere l’integrazione finanziaria tra Ucraina e Italia, non solo sul piano culturale, ma anche umano e professionale». La sua è un’associazione di promozione sociale che sostiene la comunità ucraina e promuove l’integrazione culturale a Milano attraverso eventi, progetti educativi e assistenza concreta per valorizzare la cultura e la storia ucraina, creando ponti con la società italiana. «In questi anni abbiamo costruito connessioni reali tra Ucraina e Italia, e vorrei condividere con voi soprattutto l’esperienza del programma Erasmus for Young Entrepreneurs, finanziato dalla Commissione europea. Abbiamo sostenuto cinque percorsi di scambio e mentoring, che hanno rafforzato le competenze della nostra associazione e generato nuove idee e progetti. Proprio da una di queste esperienze è nato il Festival del libro ucraino a Milano, che quest’anno arriva alla sua seconda edizione. Un altro progetto significativo, realizzato insieme a Wikimedia Italia, è stata la prima editathon italiana dedicata al “Rinascimento fucilato” ucraino, organizzata il 21 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre», ha aggiunto.
Infine sono salite sul palco Natalia Siassina, presidente dell’associazione Vitaworld e consigliere associazione Vitaukr, e Maria Lisa Gencarelli, volontaria dell’associazione Vitaworld. «La nostra associazione, nata come associazione contro la violenza, si è sviluppata anche poi in campo dell’arte e dello sport, ma anche nell’empowerment, nella moda, e molto altro», ha detto Siassina. La missione delle due associazioni è quella di aiutare e sostenere le persone che si trovano in situazioni critiche o di pericolo, con particolare attenzione a donne e bambini in situazioni difficili.