EditathonUna maratona di scrittura su Wikipedia per raccontare il Rinascimento fucilato ucraino

Sabato 21 febbraio si svolgerà alla Casa della Memoria di Milano la prima iniziativa italiana dedicata a una generazione artistica e culturale ucraina che la Russia ha provato a cancellare dalla storia

AP/Lapresse

A Milano ci sarà una maratona di scrittura per raccontare il Rinascimento fucilato ucraino. Per un giorno, alla Casa della Memoria, studenti e volontari lavoreranno su nomi che per decenni sono rimasti ai margini della conoscenza pubblica italiana. È la prima editathon italiana dedicata a una generazione artistica e culturale ucraina che la Russia ha provato a cancellare dalla storia.

L’appuntamento è fissato per sabato 21 febbraio. L’iniziativa è promossa da “Ucraina Più – Milano Aps” e Wikimedia Italia, in collaborazione con il Comune di Milano e con il sostegno dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Ucraina e del Consolato Generale d’Ucraina a Milano. La data coincide con la Giornata Internazionale della Lingua Madre promossa dall’Unesco.

Non è un convegno né una commemorazione formale. L’editathon è come una maratona di scrittura su Wikipedia che coinvolgerà studenti e studentesse dei principali corsi universitari di lingua e letteratura ucraina in Italia. Sotto la guida di formatori Wikimedia, tra cui Marco Chemello, i partecipanti lavoreranno alla creazione e all’aggiornamento di voci biografiche dedicate ai protagonisti del Rinascimento fucilato. Verranno usate fonti autorevoli e materiali messi a disposizione dalla Biblioteca di “Ucraina Più – Milano”. L’obiettivo è colmare lacune informative nell’enciclopedia online più consultata al mondo, rendendo accessibili in italiano figure centrali della cultura ucraina del Novecento.

Il “Rinascimento fucilato” indica la generazione di poeti, scrittori, registi teatrali e artisti attivi negli anni Venti e Trenta, arrestati e in larga parte giustiziati tra il 1937 e il 1938 durante le purghe staliniane. Il 3 novembre 1937, nella foresta di Sandarmokh, furono fucilati numerosi intellettuali ucraini detenuti nel lager di Solovky. Circa duecentocinquanta autori vennero eliminati in quegli anni. Le loro opere si interruppero bruscamente, producendo una frattura strutturale nella storia culturale del Paese.

Secondo Iryna Luts, presidente di Ucraina Più – Milano, coltivare questa memoria non è solo un esercizio storico. Richiamando le parole della scrittrice Victoria Amelina, Luts ricorda il rischio che «una nuova generazione di intellettuali possa essere colpita dalla guerra in corso». L’editathon diventa quindi un intervento nello spazio pubblico della conoscenza, volto a impedire che l’assenza di informazioni contribuisca all’oblio.

Anche il presidente di Wikimedia Italia, Ferdinando Traversa, dice che, nonostante i quasi due milioni di voci disponibili in italiano, «restano ambiti poco coperti, soprattutto su eventi storici di grande rilievo ma scarsamente noti al pubblico italiano».

Il tema del Rinascimento fucilato non appartiene solo al passato. In un articolo pubblicato su Linkiesta Magazine del 2023, lo scrittore Andrej Kurkov aveva citato una frase di Victoria Amelina: «Le mie peggiori paure stanno diventando realtà – sono dentro un nuovo Rinascimento fucilato». Il riferimento è alla morte del poeta Volodymyr Vakulenko, ucciso dopo l’occupazione russa di Izyum nel 2022.

Kurkov ricorda che «duecentocinquanta giovani, poeti e scrittori ucraini furono arrestati dalle autorità sovietiche e poi fucilati tra il 1937 e il 1938» e descrive le opere mai scritte come «una sorta di fantasma della letteratura ucraina – ricchezze culturali che possiamo solo immaginare». Da report della scorsa estate, almeno trecentoventi artisti e lavoratori del settore della cultura ucraina sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione su larga scala. E sono migliaia i siti culturali distrutti.

Al Linkiesta Festival 2023, la scrittrice ucraina Yaryna Grusha aveva parlato di «cancellazione di testimonianze fondamentali per la nostra cultura, che viene sempre interrotta dalla mano della Russia». E in questo articolo del 2024 pubblicato in occasione del possibile arruolamento dello scrittore Serhiy Zhadan aveva scritto che la letteratura ucraina «rivive pagine di una storia passata. […] Abbiamo perso la generazione degli anni Venti, abbiamo perso la generazione degli anni Sessanta», richiamando le purghe staliniane e la repressione successiva del dissenso culturale.

L’editathon di Milano si inserisce in questo quadro storico. Più che un’iniziativa culturale locale, è un’azione mirata a consolidare, in lingua italiana, la conoscenza di una stagione interrotta della cultura ucraina e a collocarla in una traiettoria più ampia, segnata da ripetute fratture. In un contesto in cui la distruzione materiale si accompagna alla perdita di vite e opere, la sistematizzazione delle fonti e la diffusione di contenuti verificati diventano strumenti di tutela dell’identità culturale.

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