Fuori dalla gabbiaIl mondo del lavoro e le sue contraddizioni, raccontate attraverso il fumetto autoprodotto

«Il lavoro non ti ama», per citare il titolo del saggio della giornalista e scrittrice Sarah Jaffe, pubblicato nel 2022 da Minimum Fax. E il fumetto autoprodotto lo sa molto bene. Sei letture consigliate da Mecenate Povero, un progetto di divulgazione del fumetto indipendente e dell’autoproduzione 

Courtesy of Mecenate Povero

Il fumetto indipendente ha da sempre messo in discussione il sistema del lavoro: già nei comics della controcultura statunitense di fine anni Sessanta emergeva una critica radicale nei confronti del sistema produttivo. Anche in Italia, le prime esperienze di autoproduzione hanno individuato nell’alienazione lavorativa uno dei temi centrali: lo si vede ad esempio nei lavori del fumettista italiano Nino Armando Ceretti, in arte Max Capa, e nella sua rivista Puzz, che raccoglieva quelli che lui stesso definiva “fumetti critici”. Oggi, una nuova generazione di fumettisti attivi nell’autoproduzione racconta un mondo del lavoro che è ulteriormente peggiorato tra precarietà, salari insufficienti, abusi di potere, scarsa sicurezza, e una diffusa mancanza di rispetto nei confronti di lavoratrici e lavoratori. Di seguito, vi proponiamo una selezione di alcuni dei titoli più recenti che si occupano di raccontare il mondo del lavoro, a dimostrazione di quanto il tema sia oggi ancora attuale. Approvati da Mecenate Povero.

Nonmorto, di Guitar_Boy (2025)
Dopo Sponde, l’universo creato da Guitar_Boy si espande. Lo fa partendo dall’album Blood Party di The Intellectuals – band di cui l’autore fa parte – con una nuova storia autoconclusiva che intreccia il genere horror con la tematica delle morti sul lavoro. Seguendo e allo stesso tempo reinterpretando quel filone narrativo che vede nella figura dello zombie una metafora del capitalismo e dell’effetto che ha sull’essere umano, in Nonmorto un lavoratore ritorna in vita dopo un incidente fatale per reclamare la sua vendetta. A fare da ponte tra Sponde e Nonmorto è la figura del misterioso personaggio Dead Fish, ma l’albo si può leggere anche in autonomia e rimanere affascinati dalla narrazione punk e graffiante dell’autore, capace di fondere in poche pagine horror e critica sociale. Nonmorto è stato fra i nominati del premio BICA – Belgioioso Indie Comics Awards 2025.

Nonmorto, cover. Courtesy of Mecenate Povero

Numero privato, di Andrea Fasano (Blekbord, 2023)
Prima che nascesse la figura del rider, l’impiegato del call center è stato il simbolo di quei lavori che nessuno avrebbe mai voluto fare nella vita. Andrea Fasano ci racconta questa professione nel primo titolo dei Ripiegati, una collana del collettivo Blekbord in cui ogni fumetto è caratterizzato da un paginone centrale ripiegato, che si può aprire per rivelare una grande illustrazione che mostra il nucleo centrale della narrazione. In Numero Privato chi legge entra nella quotidianità alienante del protagonista, enfatizzata dal rigore e dalla ripetitività della gabbia delle vignette, che ben rappresentano il lavoro di un call center. L’autore rompe però questa gabbia per mostrare anche l’immaginazione del ragazzo e il suo forte desiderio di evasione, creando composizioni originali da apprezzare a ogni rilettura.

Una chicca: a ogni personaggio – anche quello che appare solo una volta sullo sfondo – è abbinato un font personale. Citiamo un altro fumetto della stessa collana: Effort di Marco Checchin, candidato al Premio Micheluzzi Nuove Strade – Miglior Autoproduzione 2026, che mette in scena la competizione tossica tra i dipendenti.

Numero Privato, cover. Courtesy of Mecenate Povero

Odio di gomito, di AA.VV. (Sottobosco, 2025)
Se un alieno scendesse sulla Terra e volesse capire come mai lavorare è un’azione così odiata dagli esseri umani, come prima cosa gli farei leggere questa antologia a cura di Sottobosco. Il volume contiene il contributo di dodici autori e autrici diversi e il loro punto di vista su una quotidianità caratterizzata da precarietà, sfruttamento e spesso anche mancanza di dignità: in queste pagine scoprirete il lato più amaro del mondo del lavoro, restituito a chi legge senza filtri. In Odio di gomito troverete alcune delle voci più attuali della scena underground italiana, che riunite insieme formano un lavoro collettivo che trova nell’autoproduzione lo spazio necessario per esistere e farsi sentire.

Odio di gomito, cover. Courtesy of mecenate Povero

Precariato infinito, di AA.VV. (La Revue / BiComix, 2025)
Se dopo Odio di gomito lo stesso alieno volesse leggere altro dello stesso genere, il mio prossimo consiglio sarebbe Precariato infinito, un albo nato dalla collaborazione tra la rivista di graphic journalism La Revue Dessinée e il festival BiComix di Bisceglie. Al suo interno troviamo alcune delle realtà più rappresentative dell’autoproduzione italiana e qualche nome emergente uniti per raccontare, in sole due pagine a testa, tutto quello che c’è di marcio nel mercato lavorativo: un manuale snello e intenso che avrebbe potuto anche chiamarsi Quindici motivi per cui il tuo lavoro merita di essere odiato.

Precariato infinito, cover. Courtesy of Mecenate Povero

Il Principe, di Tommaso Radaelli (2025)
Quando il lavoro d’ufficio opprime la tua quotidianità e non riesci a trovarci un senso, uno dei pochi modi per sopravvivere è evadere: lo fa bene il protagonista de Il Principe, il primo fumetto lungo di Tommaso Radaelli. Ogni giorno il personaggio principale della storia si rifugia in un misterioso reame abitato da piccole persone, di cui è il principe. Come il suo lavoro, anche questo regno ha una gerarchia ben precisa e rituali tutti suoi, più misteriosi e “mistici” ma non per questo meno rigidi di quelli che si creano all’interno di un ufficio. Non è così importante sapere se questo mini-mondo è reale o meno: lo è sicuramente per il protagonista, e questo ci basta. L’autore ha una consapevolezza matura del ritmo della narrazione, come provato dal modo in cui dosa pochi dialoghi essenziali. Attraverso il suo segno, già maturo e riconoscibile, costruisce un’atmosfera in cui il confine tra realtà e immaginazione è instabile. O forse è meglio dire che, in questo caso, realtà e immaginazione sono la stessa cosa.

Il Principe ha vinto il premio BICA – Belgioioso Indie Comics Awards 2026.
Dello stesso autore consigliamo anche La giornata di D., sempre ad ambientazione lavorativa, più snello ma comunque incisivo.

Il Principe, cover. Courtesy of Mecenate Povero

Racconti delle Ottore e Nuovi racconti delle Ottore, di Giacomo Taddeo Traini (2020, 2024)
Non c’è niente di più opprimente di quelle otto ore quotidiane da sacrificare al lavoro. Giacomo Taddeo Traini, in arte GiaTra, prova a riderci su, anche se amaramente, strizzando l’occhio alla grafica vintage delle riviste horror della EC Comics. In questi due spillati però i mostri non fanno orrore, anzi, subiscono l’orrore del sistema lavorativo: sono scheletri consumati dallo sfruttamento, e creature della notte costrette a straordinari infiniti… Perché nemmeno essere un lupo mannaro è una scusa valida per smettere di lavorare. Insomma, se da piccoli avevamo i racconti dello Zio Tibia, oggi abbiamo le sospettose offerte lavorative dell’Antro Interinale.

Concludiamo questa lista di consigli con un bonus: se il 29, 30 e 31 maggio 2026 sarete a Roma e farete un salto alla Self Area di ARF! Festival, al banchetto del collettivo Bangarang!Comics troverete in anteprima Blegh – Un supermercato così così, le “storie schifosamente vere” dell’autrice Giunia C.

Racconti delle Ottore, cover. Courtesy of Mecenate Povero

X