
C’è un luogo a Milano in cui il tempo non si è mai davvero fermato e ha saputo creare interessanti stratificazioni. Il Grand Hotel et de Milan è un salotto cittadino dove la storia si è depositata in forma di gesti, presenze e abitudini. Qui hanno soggiornato artisti, intellettuali e musicisti, qui Giuseppe Verdi ha vissuto ventisette anni, fino al suo ultimo giorno di vita nel 1901.
Inaugurato nel 1863, a pochi passi dal Teatro alla Scala, l’hotel nasce nel cuore della Milano che si stava definendo come capitale culturale e borghese. Da allora ha attraversato epoche e trasformazioni mantenendo intatto il ruolo di punto di riferimento discreto ma centrale nella vita cittadina. La gestione, ancora oggi nelle mani della famiglia Bertazzoni-Mancino, ha custodito questa eredità senza irrigidirla, lasciando che il presente entrasse negli spazi con misura.
È proprio in questo equilibrio tra memoria e contemporaneità che si inserisce la sua proposta gastronomica, articolata in due luoghi distinti ma complementari, capaci di raccontare due modi diversi di abitare la tradizione.
Entrare al Don Carlos significa attraversare una soglia temporale. L’ambiente richiama l’eleganza ottocentesca, tra boiserie, luci soffuse e richiami continui al Teatro alla Scala, poco distante.
La proposta gastronomica si muove dentro la tradizione lombarda e milanese, lavorando su piatti iconici come l’ossobuco, la cotoletta o la cassoeula. La struttura del menu abbandona la sequenza classica per trasformarsi in un percorso più fluido.
Il servizio in sala è parte integrante di questa esperienza. Alcune preparazioni vengono completate al tavolo, restituendo centralità al gesto e creando un rapporto diretto con l’ospite. La cantina custodisce quattrocento etichette in uno spazio storico, dove è ancora visibile un tratto delle mura romane della città, a ricordare quanto profondamente questo luogo sia radicato nel tempo di Milano.

Di recente rinnovato dal punto di vista dell’arredamento, il Caruso Nuovo Bistrot introduce una dimensione più leggera e contemporanea, rappresenta la parte più dinamica del Grand Hotel et de Milan, quella che dialoga con una città internazionale e in continuo cambiamento.
Lo spazio è costruito come un incontro tra Oriente e Occidente, tra suggestioni Art Déco e richiami coloniali, tra materiali, luci e tessuti che definiscono un’estetica calda e avvolgente.
In cucina, la firma è quella di Gennaro Esposito, due stelle Michelin, affiancato dall’executive chef Francesco Potenza. Il risultato è una proposta mediterranea che punta sulla convivialità e sulla riconoscibilità dei sapori. Piatti puliti, ingredienti selezionati tra Lombardia e Campania, lavorazioni attente.
Ciò che tiene insieme queste due anime è l’identità dell’hotel, che continua a essere un luogo di passaggio e di permanenza allo stesso tempo. Due modi di stare a tavola che rispondono a esigenze diverse, ma che condividono lo stesso approccio: attenzione al dettaglio, qualità della materia prima e centralità dell’ospite. In questo senso, il rinnovamento dell’hotel si attesta come un’evoluzione naturale.
Grand Hotel et de Milan
Via Manzoni, 29 – Milano
