Volando a CubaNon è estate senza il gusto della canna da zucchero

A luglio, ogni scusa è buona per dare spazio a cocktail a base di rum e frutta tropicale, in questo caso in una veste diversa dal solito

Con l’arrivo dell’estate non solo si rinfrescano i menu di tanti ristoranti ma anche le cocktail list dei cocktail bar cambiano pelle. E se il rum è uno spirito che per note e sfumature piace molto nei mesi invernali, in realtà i suoi molteplici paesi di origine e le sue applicazioni ne suggeriscono una stagionalità decisamente più estiva. Chi di voi è un estimatore sicuramente sarà al corrente delle ricorrenze del mese di luglio legate a questo spirito e ai suoi cocktail più rappresentativi. Una dietro l’altra, infatti, si susseguono il Piña Colada Day (10 luglio), la giornata mondiale del rum (11 luglio) e il Daiquiri Day (19 luglio).

Con i mesi caldi è un attimo che la frutta torni a essere protagonista e, insieme a lei, la freschezza degli agrumi e dei profumi mediterranei. Si alleggeriscono le gradazioni, aumentano i long drink e sono molto più numerose le occasioni per le quali si cercano ricette senza impegno e gradevolmente dissetanti. Il rum in questo ambito è un player particolarmente forte. Pensiamo a tutta la scuola cubana di mojito, daiquiri, frozen drink alla frutta, Cuba libre o piña colada. Si tratta di ricette in qualche modo ormai considerate classiche, create con lo spirito bianco figlio della canna da zucchero, naturalmente carico di sfumature aromatiche complesse ma uniche nel loro genere.

Volendo celebrare ogni ricorrenza con il giusto spirito, ed essendoci sul mercato un’infinità di diverse etichette, non possiamo non prendere in considerazione la categoria dei distillati aromatizzati, un tempo vista come un demone da evitare e oggi sempre più animata da prodotti di valore. Dopo un primo momento di scetticismo verso il pensiero di un’etichetta prettamente commerciale, oggi vi sono diversi marchi che si distinguono per versatilità e utilità.

Un esempio calzante in questo senso è Planteray, azienda che già nel 2015 lanciò sul mercato un rum all’ananas – lo Stiggins Fancy Pineapple – creando non poco scalpore. Un prodotto che, al di là delle preferenze personali, è capace di dare quel twist esotico a moltissimi drink anche con piccole dosi, proiettando subito in una dimensione diversa. La miscelazione tropicale non è qualcosa che tutti sanno padroneggiare in egual modo e questa tipologia di prodotti arriva in aiuto ai professionisti accelerando creatività e aumentando le possibilità dietro al bancone. Chiamato così in onore del reverendo Stiggins, un personaggio immaginario dello scrittore Charles Dickens noto per la sua preferenza per il rum all’ananas, questa interpretazione contemporanea del distillato è sia infusa che distillata con ananas Victoria. Come berlo? Nel modo più semplice e intuitivo, ovvero con un classico daiquiri che in questo caso avrà una nota leggermente più fruttata.

A quasi dieci anni di distanza, a tenere compagnia a questa prima etichetta fancy e tropicale, è arrivato un nuovo prodotto, il Panteray Cut&Dry. Questa release è forse ancora più divertente della prima perché aromatizzata al cocco. Le noci di cocco mature vengono raccolte, aperte e lasciate essiccare naturalmente all’aria. Una volta pronte, le parti essiccate vengono messe in infusione in una miscela composta da rum delle Barbados distillato in alambicchi a colonna e tradizionali. Il processo di infusione dura fino a tre anni e il risultato è un liquido ricco e intenso, senza strascichi o sentori artificiali.

Se pensiamo ai molteplici tentativi di utilizzare questo frutto in diverse preparazioni – azione che risulta sempre complessa e particolarmente laboriosa – la scelta di un simile prodotto aiuta a evitare chiarificazioni o procedimenti più lunghi, conferendo un gusto rotondo e sempre piacevole. Non a caso, l’azienda stessa ne suggerisce un perfect serve con una piña colada, per andare a rafforzare ulteriormente il lavoro della crema di cocco già presente tra gli ingredienti. Non ci resta che scegliere un’etichetta passe-partout per festeggiare la giornata mondiale del rum. Anche in questo caso, possiamo attingere dal portfolio Planteray prendendo in prestito un’etichetta ormai oltremodo nota come l’O.F.T.D. Rum, che scritto per esteso significa Old Fashioned Traditional Dark.

Questo blend di rum di Barbados, Guyana e Jamaica porta il liquido finito a 69% vol in etichetta, quindi ben 20 gradi overproof, facendone un prodotto di complessità stratificata, con ricche note di cioccolato, caffè e frutta matura. Quello che un tempo era il Navy Rum, trova in questa etichetta un’interpretazione più attuale, sempre ad alto grado, ma decisamente più divertente e comunque versatile. Chi è del mestiere sa che un Mai Tai con questa bottiglia funge da vero e proprio boost… ed è anche consapevole che O.F.T.D. in realtà può anche significare Oh F** That’s Delicious.

Credits immagini in evidenza, Pinterest – Hala Kahiki, River Grove, IL. HDR

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