La fanfara freneticaJack DeJohnette- lo Zeitgeist del Mondo Contemporaneo

I'd like to wish everyone a Happy NewYear and my hope is that we as a species find peaceful ways to bring balance and harmony everywhere.Vorrei iniziare il nuovo anno prendendo spunto da questa f...

I’d like to wish everyone a Happy NewYear
and my hope is that we as a species find peaceful ways to bring balance and harmony everywhere.

Vorrei iniziare il nuovo anno prendendo spunto da questa frase di Jack DeJohnette…

Molti di voi non conoscono probabilmente il nome, ma Jack è presente in tutti i dischi del trio di Keith Jarrett,
notoriamente molto esigente nel selezionare gli elementi dei suoi gruppi e in molti dei dischi più significativi del jazz contemporaneo..

 https://www.youtube.com/embed/NQDpwfVAwh0/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Da quando ho avuto la consapevolezza del linguaggio jazzistico,
ho percepito la sensazione di unicità di questo batterista.

Jack NON E’ un musicista comune.

Suona anche magistralmente il pianoforte..
e sa davvero dove trovare la fonte profonda del ritmo della Terra,
quel ritmo primigenio che fa da motore alla rotazione
del nostro Sistema Solare e dell’Universo.

 https://www.youtube.com/embed/m-xRldjmfwg/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Pur tuttavia, il Maestro del Tempo, che equilibra in maniera soddisfacente
le limitatezze fisiche del suo corpo umano con la proiezione del suo desiderio profondo di armonia
e pulsazione dell’Universo, supera tutti i concetti preconfezionati e spesso legati ad una visione virtuosistica del “suonare”
la batteria.

Spesso la batteria assume aspetti “circensi” e declina un ruolo, quello del “virtuoso” , che abbatte la parte artistica e la annulla.

Il Maestro JDJ non cade mai, nella sua intera vita e fino ad oggi, in quel ruolo.

Anche se suona una jam session casuale, trovi sempre una scintilla e una manciata di cose che non avevi mai sentito prima.

Il suo “suono” ipnotizza e rende assolutamente dipendenti..
non suona più come una batteria, ma come gli ingranaggi sottili, misteriosi e massicci del sistema di incastri, che rendono reale il mondo fisico.

Sound Travels, il nuovo lavoro

JDJ fa incontrare il mondo fisico e quello spirituale e, anche attraverso il singolo suono del suo piatto ride,
apre percorsi percettivi che solo lui e pochissimi altri, con una assoluta economia di mezzi, possono aprire.

Per il nuovo anno sento che questo è il punto , la direzione che dobbiamo tenere presente.. l’economia di mezzi ,
la limitatezza di risorse e la capacità di concentrarci, come fa Jack DeJoihnette, sul SINGOLO elemento..
per poterlo mutare e rilanciare all’infinito.
Buon 2012..!

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