Voglio cambiare aria#FacciamoLucesuEnel: rigettato dal Tribunale di Roma il ricorso di Enel contro Greenpeace

La campagna #FacciamoLucesuEnel avviata da Greenpeace nell’Aprile scorso può continuare. Il Tribunale di Roma ha stabilito che “i termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indi...

La campagna #FacciamoLucesuEnel avviata da Greenpeace nell’Aprile scorso può continuare. Il Tribunale di Roma ha stabilito che “i termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indicato […] configurano un linguaggio, nell’intero contesto, adeguato all’importante iniziativa di denuncia ambientale…”.

Nella sentenza con cui ha rigettato il ricorso di Enel il giudice afferma che “La durezza delle espressioni è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l’opinione pubblica (oltre che per la comunità scientifica internazionale), dalla funzione tipicamente di denuncia dell’associazione resistente …” e che “le espressioni utilizzate dalla resistente [Greenpeace] appaiono infatti non solo conformi all’importanza e all’interesse della tematica trattata, ma anche al contesto espressivo delle campagne di denuncia ambientale…”

Secondo il Tribunale di Roma, infine, il linguaggio della campagna di Greenpeace è giustificato dai dati che porta a sostegno “… effettivamente conformi agli esiti della ricerca commissionata da Greenpeace a SOMO relativamente ai danni provocati dalle centrali a carbone e già noti alla comunità scientifica internazionale (prima tra tutte l’Agenzia Europea per l’Ambiente, EEA)”. Il dispositivo della sentenza precisa che i dati della ricerca non “sono stati contestati dalle società ricorrenti [gruppo Enel] essendone peraltro l’Enel stata portata tempestivamente a conoscenza”.

Si tratta della “vittoria di un principio fondamentale della democrazia: il diritto alla critica”, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace “Il linguaggio aspro non è censurabile se si basa su dati e argomenti scientificamente fondati. L’utilizzo energetico del carbone danneggia il clima e uccide le persone, ed Enel è il primo utilizzatore di carbone in Italia. La produzione termoelettrica a carbone di Enel è causa, in Italia, di una morte prematura al giorno e di danni al Paese stimabili in circa 2 miliardi di euro l’anno; mentre in Europa quella stessa produzione causa quasi 1.100 casi di morti premature l’anno e danni per 4,3 miliardi di euro. Enel è il maggior emettitore in Italia di CO2: 36,8 milioni di tonnellate emesse nel 2011 e il quarto emettitore in Europa (78 milioni di tonnellate). Enel, in Italia, emette una quantità di anidride carbonica pari alla somma delle emissioni attribuite al comparto dell’acciaio e del cemento, circa il 55% in più di quanto attribuito ai grandi gruppi di raffinazione. Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030 rinunciando ai progetti di nuove centrali a carbone e sostituendo al carbone fonti pulite e rinnovabili.”

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