Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereL’inventario

Apro gli occhi, l’orologio sul muro mi dice che è presto, prestissimo. La poca luce del primo mattino sembra timida e indecisa. Guardo fuori dalla finestra, non so capire che tempo farà. Colazione ...

Apro gli occhi, l’orologio sul muro mi dice che è presto, prestissimo. La poca luce del primo mattino sembra timida e indecisa. Guardo fuori dalla finestra, non so capire che tempo farà. Colazione veloce seduto sul letto, rifletto su ciò che ho in questo momento. Occhi assonnati, sei sigarette, il giornale vecchio, qualche idea e un pensiero d’amore tanto impreciso da essere misterioso. Buon umore. Chi ho sognato non si rivela, ma dev’essere stata gentile. Pantaloni di ieri, la prima felpa della stagione. Asciugamano sul collo, acqua violenta che getto sul viso, la barba accennata che raderò domani. Televisione accesa per sentire il notiziario; televisione spenta perché mi dà fastidio. Le prime voci di chi è sveglio, il silenzio di chi dorme, io che non ho ancora pronunciato la prima parola. Gli occhiali che non userò, qualche euro da mettere in tasca, la noia di allacciarsi le scarpe. Il pensiero d’amore che non si chiarisce, così come il tempo. La porta aperta, il giorno da cominciare.

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