Fashion Politan - www.thefashionpolitan.comLa morte social(e)

No non lo farò. Non mi toglierò da Facebook perché io su Facebook ci lavoro. E il primo che dice “Sì, lavori su Facebook vuol dire che cazz-eggi" gli taglio lingua e cazz-i vari.
 Non so, penso che...

No non lo farò. Non mi toglierò da Facebook perché io su Facebook ci lavoro. E il primo che dice “Sì, lavori su Facebook vuol dire che cazz-eggi” gli taglio lingua e cazz-i vari.

Non so, penso che tutti i social network abbiano un’evoluzione, involuzione, un percorso naturale che li renda selezionati e selezionabili dal pubblico.

Facebook è il social network migliore e peggiore del mondo. Migliore perché in un secondo e mezzo parli con chiunque praticamente, ritrovi chi vuoi (anche peggiore quindi, perché magari del tuo compagno d’asilo che non potevi vedere non te ne frega una mazza, né del tuo ex, per chi ce l’ha avuto, che spamma foto con la sua nuova fiamma), peggiore perché non esistono mail di lavoro ma “mail di Facebook” in generale, una miscellanea di parole e linguaggi inaudita (un messaggio è di un’amica che ti racconta dettagli sessuali della sera precedente, l’altro del tuo capo che ti ordina di fare tre pezzi per l’indomani), perché tutti possono controllare tutti, perché è diventato quello speravo non diventasse, ovvero com’era Splinder al suo declino: una piattaforma nella quale i pervertiti stanno sempre più prendendo piede. E se dici “piede” dici “feticista”.

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