Scienza&SocietàDove sono finiti i diritti civili nel PD?

Giugno è il mese dell’ “orgoglio” (pride) gay . Barack Obama celebra il mese dell’orgoglio gay con una massiccia campagna sui social networks. Decine di migliaia di “mi piace” e retweet  testimonia...

Giugno è il mese dell’ “orgoglio” (pride) gay . Barack Obama celebra il mese dell’orgoglio gay con una massiccia campagna sui social networks. Decine di migliaia di “mi piace” e retweet testimoniano l’apprezzamento per i volantini digitali della campagna Obama come quello che fa le congratulazioni allo Stato della Pennsylvania per essere il 19 Stato a legalizzare matrimoni tra coppie stesso sesso o come quello che riporta una frase di Obama: “ Quando tutti gli americani saranno trattati in modo uguale, indipendentemente da ciò che sono o chi amano, tutti noi saremo più liberi”. Partito smart.

Durante la campagna per le primarie per scegliere il segretario del partito democratico, nel dicembre 2013, tutti e tre i candidati, e quindi anche Matteo Renzi, avevano dato rilievo al tema dei diritti civili. Tutti concordavano su una legge che concedesse la cittadinanza a chi è nato e cresciuto in Italia da immigrati non cittadini italiani. Cosi come tutti e tre concordavano su una legge contro l’omofobia. Secondo l’Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell’Unione Europea L’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale (1). Matteo Renzi si disse a favore di una legge che permettesse l’adozione da parte di un partner dei figli naturali dell’altro partner. Come di recente gli ha ricordato una coppia di due donne in questa condizione in una lettera aperta pubblicata dall’ “espresso” online (2)

Differenze si erano manifestate solo sul riconoscimento delle coppie stesso sesso: Pippo Civati era a favore dell’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Matteo Renzi indicava come obiettivo, la civil partnership della legislatura inglese.

Dalla campagna primarie ad oggi il tema dei diritti civili è scomparso dall’agenda politica. Del PD. E del governo. Sebbene le ragioni politiche per cui non è nell’agenda politica del governo delle larghe intese con NCD, possono essere dedotte, è venuto il momento di porre i diritti civili al centro dell’agenda politica del PD.

Nel PD pre-Renzi estenuanti dibattiti si consumavano per definire che tipo e che nome dare ad un riconoscimento per le coppie dello stesso sesso in una battaglia artificiosa tra cattolici e laici, tra gay e cattolici, dove il fine sembrava essere il dibattito stesso. Ma quello era il partito silly. Ora nel partito smart e del fare, non c’è più posto per inutili dibattiti ma dire un si o un no a chiare richieste che vengono dalla base del PD:

1) legge che dia la cittadinanza a figli di immigrati nati e cresciuti in Italia.

2) legge contro l’omofobia

3) Estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso nell’ambito di una revisione del diritto di famiglia

4) Possibilità da parte di uno dei partner di riconoscere i figli naturali dell’altro partner nelle coppie stesso sesso

Nel partito smart almeno si è giunti ad un punto fermo: basta dibattiti, si potrà solo rispondere un si o un no a ciascuna delle richieste. Tenendo bene a mente se la risposta, soprattutto sui matrimoni estesi a persone dello stesso sesso, sarà un no, quello che Obama ha detto e riportato in uno dei volantini della campagna a favore dei matrimoni per le coppie dello stesso sesso: “I cambiamenti si realizzano perché le persone spingono per farli realizzare”.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta