Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereLampioni

Niente stelle questa notte o per lo meno non le vedo. Meglio così, nessuno ascolterà le stupidaggini che penso. Sono le tre del mattino, il buio non è totale; c’è uno spicchio di luna e il chiarore...

Niente stelle questa notte o per lo meno non le vedo. Meglio così, nessuno ascolterà le stupidaggini che penso. Sono le tre del mattino, il buio non è totale; c’è uno spicchio di luna e il chiarore dei lampioni che attirano l’attenzione di occhi gonfi e stanchi. I lampioni di notte mi affascinano quanto le stelle. Hanno storie importanti da raccontare; sono il sostegno per chi ha bevuto tanto, confidenti di chi aspetta, compagni, nella notte di donne che fanno uno strano lavoro e a cui la vita narra una storia diversa da quella che avevano sognato. Eppure, tante volte, quelle donne le ho sentite cantare e i lampioni forse hanno pianto nell’ascoltarle. Non sono il  solo nel cortile a non dormire, ma l’unica persona che scorgo a una finestra, è l’anziana signora Dina. Chissà se sta disegnando nel cielo o anche lei è attratta dalla luce artificiale. Continuo la mia assurda lotta che consiste nel non rivelarmi i segreti del cuore e il sonno non arriva. Quasi quasi, scendo e mi appoggio a un lampione. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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