Un cortile di Milano visto con gli occhi del portierePoesie mai scritte

Ci sono poesie che non ho mai letto, le ho solo viste e non sono stato capace di metterle su un foglio. Sono le più belle, quelle che più hanno fatto breccia nella mia sonnolenta tenerezza. Fanno p...

Ci sono poesie che non ho mai letto, le ho solo viste e non sono stato capace di metterle su un foglio. Sono le più belle, quelle che più hanno fatto breccia nella mia sonnolenta tenerezza. Fanno parte di un libro che mi porto dentro. Non sono perle rare, mi appaiono ogni giorno. Versi scritti nel giorno da un anziano che cammina lentamente, senza pensare con nostalgia alla fabbrica che non c’è più, ma a cosa racconterà ai nipoti per farli divertire e trae ispirazione fermandosi all’improvviso, guardando qualcosa che io non so vedere. Pagine firmate da giovani al primo amore che non sanno spiegarsi perché improvvisamente una mano sfiorata da un brivido diverso dalle altre che hanno stretto. Capita di vederli nell’attesa in un appuntamento e per la prima volta non capiscono il tempo: secondi che si trasformano in minuti che a loro volta sembrano delle ore. Così, gli occhi miei diventano voraci, leggono di soggetti capaci di lasciare la stanchezza, come per magia, bussando alla porta della propria casa, altri invece non riescono, ma non per questo rinunciano a un abbraccio. Sono poesie queste le poesie che non ho mai letto, scritto in quel libro segreto che mi sfoglia e non riesco a chiudere.