Step by StepPDmilano, Datti una Mossa

BERLINO. E’ sintetico e tagliente il giudizio del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) sui risultati delle elezioni comunali in Italia. «Se la 37enne Virginia Raggi riuscirà davv...

BERLINO. E’ sintetico e tagliente il giudizio del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) sui risultati delle elezioni comunali in Italia. «Se la 37enne Virginia Raggi riuscirà davvero a vincere le elezioni, non solo sarà la prima donna sindaco a Roma… ma potrebbe riuscire a sgombrare il campo dai dubbi circa l’idoneità al governo dei cinquestelle. Alla fine, una vittoria a Roma potrebbe costituire il trampolino di lancio (degli M5S) per le elezioni politiche in programma nel 2018 in Italia». Personalmente ho qualche dubbio perché, se il 19 giugno prossimo venisse confermato il primo posto della giovane pentastellata – oggi in testa in tredici Municipi su 15 – Roma poi toccherà governarla, appunto.

Il vento sta davvero cambiando nel Belpaese? No, se si pensa che l’inossidabile Clemente Mastella è riuscito a portare al ballottaggio il candidato Pd e probabilmente egli guiderà la “sua” Benevento per i prossimi cinque anni. Semmai è a Napoli che bisogna guardare con il sindaco uscente Luigi De Magistris che raccoglie quasi il 43 per cento in una città difficile e complessa, che in questi ultimi tempi è diventata una sorta di laboratorio nel quale convergono le potenzialità culturali, umane ed economiche della capitale partenopea.

Ne è un esempio Massa critica, che si definisce come, “l’insieme di persone, collettivi, comitati, associazioni e reti sociali che hanno deciso di intraprendere un percorso politico aperto alla città, che aspira a costruire una grande agorà popolare, mettendo al centro il desiderio di discussione, partecipazione e decisione sul governo del territorio”. Un confronto con il governo cittadino che ha posto le basi per un programma condiviso che, nei prossimi anni, dovrebbe portare al riconoscimento di assemblee popolari e nuove istituzioni di democrazia partecipativa, che peraltro rientra nello statuto fondativo della Città Metropolitana, l’ente che a Napoli, come a Milano è subentrato alla Provincia.

E’ sul progetto “Milano città metropolitana” che Beppe Sala deve puntare se vuole allargare il distacco dal candidato del centrodestra Stefano Parisi. L’area metropolitana del capoluogo lombardo è la terza dopo Londra e Parigi, tra quelle più popolate dell’Unione, e può assumere un ruolo primario nella dimensione comunitaria, contribuendo così al rafforzamento della competitività del nostro sistema Paese.

Infatti, lo statuto della Città Metropolitana esige la partecipazione della società civile alle arene deliberative, perché essa possa esprimere la sua volontà nella definizione dell’agenda urbana, sicché così operando, si rinsalda il patto di fiducia con le istituzioni. E’ per molti versi una sorta di rivoluzione, poiché nella Città Metropolitana non ci sarà un vertice-centro che decide per la periferia, ma le decisioni destinate a divenire pubbliche saranno prima discusse fra più soggetti differenti, la cui partecipazione non può essere data per scontata. Bensì va coltivata con dei forum, dei tavoli tematici di consultazione in spazi ad essi dedicati.

E’ sul progetto “Milano città metropolitana” che Beppe Sala deve puntare se vuole allargare il distacco dal candidato del centrodestra Stefano Parisi. L’area metropolitana del capoluogo lombardo è la terza dopo Londra e Parigi, tra quelle più popolate dell’Unione, e può assumere un ruolo primario nella dimensione comunitaria, contribuendo così al rafforzamento della competitività del nostro sistema Paese. A ricordarci l’importanza di queste istituzioni è stata la stessa Commissione europea – con il documento “Cities of tomorrow: challenges, visions, ways forward” – sostenendo che sarà lo sviluppo delle città metropolitane a determinare il futuro dell’Europa. La convinzione della Commissione è che molte sfide che il continente ha di fronte si vincono solo puntando sul protagonismo dei territori e del livello metropolitano, con progetti e risorse europee.

Sicché, sarebbe ora che lo “young people” che governa il Partito democratico milanese, si ponesse una qualche domanda sulla lungimiranza di una scelta, che la destra avversa. Dopo tutto i dati confermano che il XXI secolo sarà il “secolo delle città”. Infatti, risale a nove anni fa (2007) il sorpasso della popolazione urbana su quella rurale, sicché oggi la maggioranza delle persone vive in aree con processi di inurbamento in continua crescita. Infine, l’urbanizzazione crescente e la concentrazione della popolazione in grandi aree metropolitane pone importanti sfide in termini di pianificazione, gestione dei servizi pubblici, consumo del suolo e della sostenibilità. Come accade a Londra, Berlino, Barcellona, Parigi.

Siccome è una realtà ineludibile, ragazzi del PDmilano datevi una mossa, se ne siete capaci.

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