Step by StepHillary e l’arte di far piangere

BERLINO. Le ultime notizie che giungono dalla convention del Partito Democratico statunitense confermano che anche mercoledì - altra serata ricca di discorsi importanti - la gente si è commossa e s...

BERLINO. Le ultime notizie che giungono dalla convention del Partito Democratico statunitense confermano che anche mercoledì – altra serata ricca di discorsi importanti – la gente si è commossa e soprattutto al termine del discorso del presidente Obama, quando “moltissimi delegati si sono abbracciati con le lacrime agli occhi”, riportano i giornali. E come potrebbe essere diversamente dopo aver ascoltato il Presidente confessare con toni vibranti all’immensa platea che, “per tutte le dure lezioni che ho imparato, per tutte le volte che ho fallito – l’ho detto anche a Hillary, e lo dico anche a voi – c’è una cosa che mi ha sempre rimesso in piedi. Voi. Siete voi che avete alimentato la mia fiducia nel futuro, anche davanti alle difficoltà, anche quando la strada è lunga.”. E giù lacrime nella platea e nelle poltrone intorno.

Certamente i sussulti di commozione sono tra gli ingredienti di ogni convention, ma in questa dei democratici statunitensi prevalgono, sovente di una intensità che sfiora lo struggimento. Non mi riferisco alla scena di Hillary che sul palco abbraccia suo marito Bill, bensì a quando Bernie Sanders dopo aver riconosciuta la sconfitta nelle primarie democratiche per la Casa Bianca, ha cominciato a prendere le distanze dalle speranze che lui stesso aveva creato e instillato e dal miglioramento della way of life che andava promettendo. Ai suoi sostenitori che fino a cinque minuti prima gridavano “in galera” alla candidata Hillary , ha chiesto con molto calore di aiutare la Clinton a vincere in novembre, definendola “di gran lunga il miglior candidato” per affrontare le sfide del Paese.

Di fronte a un voltafaccia del genere in Italia sarebbe successo il finimondo, ma le centinaia di giovani presenti che avevano creduto nelle promesse di Sanders hanno sciolto nelle lacrime la loro delusione

Naturalmente hanno continuato a piangere anche quando Larry Sanders, fratello del candidato democratico prendendo la parola per esprimere il suo voto ha ricordato i genitori. ” I nostri genitori, Eli e Dorothy Sanders. Non hanno avuto una vita facile e sono morti giovani”, ha detto Larry piangendo. “Sarebbero immensamente fieri di suo figlio e dei suoi risultati. Lo amavano molto. Amavano il New Deal di Franklin Roosvelt e sarebbero particolarmente orgogliosi del fatto che Bernard sta rinnovando quella visione”. Pare che lo stesso Bernie non ce l’abbia fatta a trattenere le lacrime, almeno così raccontano i media, i quali aizzando gli ascoltatori e i lettori alla commozione, alimentano il business della pubblicità: La convention dei Partito Democratico statunitense si sta rivelando un’ottima occasione.

Fin qui gli scenari dei mainstream Tutt’altri invece sono quelli offerti da Stephen Lendman, 82 anni, laurea ad Harvard, uno dei più apprezzati columnist, e una delle voci critiche più autorevoli. “Decine di migliaia di persone”, scrive sul suo blog, “si sono radunate all’esterno del Wells Fargo Center, sede della Convention, nonostante il caldo soffocante di Philadelphia”. Perché, spiega: “Dalle strade di Philadelphia si è levata la protesta anti-Hillary, l’avversione in massa della base del partito alla nomination della Clinton a candidato dei Democratici. E’ stata giudicata un affronto alla democrazia”.

Bernie Sanders? “Ha ampiamente dimostrato come non ci si può mai fidare dei politici”, risponde Lendman. E chiarisce: “ Sanders ha elogiato Obama invece di condannarlo, ha dichiarato che la Clinton sostiene un programma progressista, stravolgendo scandalosamente la verità. Riassumendo in breve, egli ha infilato un dito nell’occhio di decine di milioni di americani che soffrono, che vivono nella costante paura di perdere uno stipendio da fame, di ritrovarsi senza nemmeno più un tetto”.

Va giù duro Sthephen Lendman pure su Radio Network Progressive nel programma che conduce tre volte alla settimana, durante il quale discute con illustri ospiti le maggiori questioni nazionali e mondiali. Sulla convention dei democratici le sue parole sono pesanti come macigni. E’ un pianto tragico il suo. Sanders? “ Quando egli ha dichiarato che “Hillary Clinton sarà una Presidente eccezionale e sono orgoglioso di essere qui con lei questa sera” ha dimostrato tutta la sua falsità, la sua disonesta politica. Sanders ha ingannato i suoi sostenitori. Li ha traditi proprio quando si è arrivati al dunque. E’ vergognoso”, scandisce Lendman.

Conclusione, gli americani non stanno “meglio di noi”. Ma non uniamoci al loro pianto, per favore

vincenzomaddaloni.it

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