Step by StepItalia. Povero è chi si ammala

Leggo che in cinque Regioni non si raggiunge la "soglia minima" delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza. Lo ha dichiarato il ministro d...

Leggo che in cinque Regioni non si raggiunge la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, anticipando i primi risultati della Griglia Lea 2015, che misura la qualità dei servizi sanitari in Italia. Si tratta di Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania, tutte in Piano di rientro o commissariate. I commissariamenti, cioè, “hanno migliorato i conti ma non il livello delle cure”, ammette la Ministra.

Nella pratica significa che l’ imperativo diventa la terapia per un corpo, non per l’essere umano che si attende di essere trattato con rispetto perché ammalato. A grandi linee questa è la regola che il medico dovrebbe osservare nell’approccio con il ricoverato nell’ospedale modello azienda, che marcia con i ritmi e i disagi della catena di montaggio. Figuarsi quand’è commissariato.

Visite più brevi, stress, aumento delle possibilità di errori diagnostici, diminuzione del tempo e quindi anche della qualità del rapporto tra medici e pazienti

La Sanità viaggia su quest’unico binario oramai. Beninteso l’immagine è triste, ma rende bene l’idea di come – negli Stati Uniti è prassi – si stia diffondendo anche in Italia. Molto vi influisce pure la mentalità dei giovani medici i quali trovano normale la cura del paziente fatta con i protocolli terapeutici e con gli automatismi feroci, da catena di montaggio appunto.

E quindi un rapporto regolato – come detto – da automatismi feroci, dove siccome tutto si svolge in fretta ed è stravolto da nuove, terrificanti, burocrazie, non ci si capisce molto. Non è difficile però immaginare le conseguenze sul piano assistenziale: visite più brevi, stress, aumento delle possibilità di errori diagnostici, diminuzione del tempo e quindi anche della qualità del rapporto tra medici e pazienti.

Si aggiunga pure che lo scenario soffre del forte disinteresse dei Media più attenti all’industria farmaceutica che li irrora di pubblicità. Nemmeno di fronte a casi clamorosi come quello Norberto Confalonieri, il chirurgo del Centro traumatologico ortopedico di Milano che dalla settimana scorsa è agli arresti domiciliari per corruzione, turbativa d’asta ed è anche accusato di aver provocato lesioni su suoi pazienti. Si descrive il fatto nei minimi particolari, ma non con altrettanta dovizia di particolari ci si sofferma sulla situazione davvero critica della Sanità in Italia.

I commissariamenti, spiega il ministro della Salute, «hanno migliorato i conti ma non il livello delle cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario»

Naturalmente, il mainstream ufficiale sostiene che molto vi influisce il disinteresse dei tantissimi che non vi si sentono coinvolti perché convinti che mai qualcosa di terribile, come cancro o infarto, possa loro accadere; perché pervasi della protettiva incoscienza del pericolo che caratterizza ogni persona. Edunque, siccome la sanità non farebbe “notizia”, poco importa se, «in troppe regioni ci sono difficoltà nel potenziamento dell’assistenza territoriale. In particolare, nell’assistenza domiciliare, nel numero dei posti letto per l’assistenza residenziale, nell’assistenza ai disabili, nelle coperture vaccinali e negli screening del tumore al colon-retto, alla mammella e alla cervice uterina», come avverte la ministra Lorenzin. Infatti la notizia è in fondo pagina. Meglio le baggianate di Di Maio, anche Lilli Gruber è d’accordo.

vincenzomaddaloni.it

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