Ego politicoIl complottismo disperato di uno juventino di Roma del Pd (fiction)

Ero sicuro che la Roma avrebbe perso contro la Juve. Non poteva andare diversamente, la Juve è troppo forte. Eppure ha vinto, c'è qualcosa che non mi so spiegare.La Juventus doveva vincere per as...

Ero sicuro che la Roma avrebbe perso contro la Juve. Non poteva andare diversamente, la Juve è troppo forte. Eppure ha vinto, c’è qualcosa che non mi so spiegare.

La Juventus doveva vincere per assicurarsi lo scudetto, era andata in vantaggio, poi è arrivato subito il pareggio. Allegri ha poi detto che la sua squadra ha dominato il primo tempo, poi però in vantaggio ci è andata la Roma. Avete visto come Buffon ha lasciato andare il tiro di El Shaarawy? Quasi volesse farlo entrare in porta. E il terzo gol fatto da uno che non stava nemmeno tanto bene!

Forse i giallorossi hanno fatto pena ai bianconeri. Anzi, è Roma che fa pena. Farli vincere, far vedere di riaprire il campionato, per distrarre i romani per altre due settimane dalla monnezza e da tutti i problemi in cui versa la città. Sicuramente, è così. Noi abbiamo organizzato l’evento delle formichine del Pd contro i grillini a Roma (a piazza dei Gerani ci siamo addirittura divisi l’area da pulire)…ed è bastata la vittoria romanista per oscurare la nostra iniziativa.

Anche perché, pensateci bene, la Juventus sta a Torino, città amministrata da Chiara Appendino dei 5 Stelle, che ha detto che voleva aiutare la Raggi. La Appendino ci ha anche lavorato con la Juve. Troppe cose cominciano a tornare. E se la Juve in cambio di qualcosa avesse fatto un favore al duo Raggi-Appendino?

Non può essere diversamente, altrimenti la mia squadra avrebbe vinto e staremmo già a festeggiare lo scudetto. Non possiamo perdere all’ultimo! Vabbé basta che ci portiamo a casa almeno la Champions…e che ovviamente alle prossime elezioni arrivi primo il Pd.

(Questo testo è una provocazione inventata per capire come non sempre un collegamento tra due cose che può avere senso è automaticamente realtà. Un invito a non buttarsi sempre nel complottismo becero ma cercare di approfondire e capire i fatti, le cose per come stanno, perché l’arte del sospetto è subdola e pericolosa).

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