Due o tre cose che so del mondoPagate le tasse, anche se sono inique. Votate partiti che non vogliono opposizioni. E poi andate a morire come gli elefanti o a strabuzzare gli occhi al cielo

Da ieri, 42 deputati e 16 senatori bersaniani sono all'opposizione. Le cinque fiducie chieste dal governo Gentiloni su altrettanti articoli della legge elettorale per evitare 43 votazioni a scrutin...

Da ieri, 42 deputati e 16 senatori bersaniani sono all’opposizione. Le cinque fiducie chieste dal governo Gentiloni su altrettanti articoli della legge elettorale per evitare 43 votazioni a scrutinio segreto sono un’indecenza: nono si fissano le regole del gioco puntando la pistola alle tempie della maggioranza.

Ha detto tutto il senatore Miguel Gotor: «Si vuole una legge che non dia alcun vincitore in modo da rendere inevitabile l’abbraccio con Berlusconi e Verdini».

Se vuoi una legge elettorale che assicura una governabilità al Paese solo facendo scomparire l’opposizione non sei né democratico né socialista: vuoi un potere conservatore appannaggio dei soliti pochi.

Che questa proposta venga dalla sinistra la dice lunga sullo scollamento tra la rappresentanza politica di quest’area ed i suoi rappresentati, ormai solo nominalmente.

Resta da chiedersi come mai milioni di italiani si ostinano a credere in una compagine che a parole si dice popolare e nei fatti ha barattato qualunque ipotesi di riequilibrio delle sperequazioni economiche con bonus elettoralistici e strombazzamenti di riforme di tutto tranne che della spesa. Tranne che del contrasto alla povertà.

Sapete qual è la prima e prioritaria misura economica da attuare: quella che consente la vita a tutti i cittadini, il reddito di cittadinanza. Ma quanta esecrabile, criminale malafede ci vuole per non tutelare il diritto alla sussistenza e porsi a nume tutelare dei diritti restanti?

Secondo l’ex premier il reddito di cittadinanza «Devasta la costituzione». E i milioni di italiani condannati dall’attuale status quo all’esclusione sociale ed alla miseria non la devastano?

Ma perché lo stiamo ancora ad ascoltare? Perché questa beota spietatezza non ha per risposta un generale sdegno?

Tu, Stato, se non sei in grado di rendere cosa viva il diritto al lavoro devi almeno garantire il diritto al reddito. La realtà e la solidarietà, prima di tutto.

Vorrei dirlo anche a Papa Francesco, che invita a pagare tasse palesemente insostenibili, patentemente inique.

Non si può portare il tozzo di pane ai poveri ed impedire loro finanche l’idea di un riscatto. Il Regno dei cieli ha le radici in Terra o non ne ha.

A presto.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta