Step by StepDàlli!, dàlli! A mamma e figli

E' recente la storia di quel padre delirante che ha trascinato la figlia di cinque anni e la compagna in tribunale chiedendo per entrambe la perizia psichiatrica perché la madre non aveva ancora va...

E’ recente la storia di quel padre delirante che ha trascinato la figlia di cinque anni e la compagna in tribunale chiedendo per entrambe la perizia psichiatrica perché la madre non aveva ancora vaccinato la figlia. In Italia si è aggiunta anche l’obbligatorietà delle vaccinazioni della legge Lorenzin a squassare la serenità della famiglia, a moltiplicare gli stereotipi di genere.

Una conferma dell’ integralismo in atto giunge dai tribunali, dove chiari episodi di violenza sono spesso trattati come “conflitti”, offuscandone così la gravità e la responsabilità di chi li ha compiuti. Perché gli uomini autori delle violenze sono spesso considerati in modo più favorevole rispetto alle donne vittime della violenza; le quali hanno anche meno probabilità di ottenere l’affido esclusivo dei figli. Va pure ricordato che i servizi sociali e legali spesso non tengono in alcun conto le indicazioni della Child Convention on the Rights of children del 1990 a difesa degli interessi delle bambine e dei bambini.

E dunque, non è difficile immaginare quali ripercussioni sociali, psicologiche e nell’interazione di coppia si possono scatenare in un contesto culturale come quello italiano dove – non a caso – il 90 per cento delle violenze che le donne subiscono, avvengono per mano dei partner o degli ex partner.

In Italia dove impera l’abitudine di affrontare il gender gap in una cornice buonista, focalizzata sul senso di protezione del “sesso debole”, si parla molto di autodeterminazione della donna, del miglioramento delle sue condizioni economiche, della necessità di liberarla e liberarci dagli stereotipi di genere, ma non seguono mai i fatti.

Si aggiunga pure che in Italia la legge Lorenzin ha incoraggiato questa tendenza di favorire gli uomini, e i servizi sociali e legali le stanno dando una mano. Infatti, non c’è ombra di dubbio che resterà impunito quel padre che ha trascinato la figlia di cinque anni e la compagna in tribunale chiedendo per entrambe la perizia psichiatrica. La sua è la risposta folle al fatto che la madre prima di procedere con le vaccinazioni alla figlia, voleva attendere il verdetto della Corte costituzionale sul riconoscimento dei vaccini quali atti consensuali, come consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità, e non quali trattamenti sanitari obbligatori, come indicato arbitrariamente dalla legge Lorenzin. Una arrogante affermazione di potere la sua, non dissimile da quella in uso nell’Islam «integralista», destinata appunto a rimanere impunita nonostante i traumi pesanti che arreca alla figlia e alla madre.

Se di questo increscioso episodio se ne parlerà il 25 novembre alla “Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne”, non ci è dato sapere. In Italia dove impera l’abitudine di affrontare il gender gap in una cornice buonista, focalizzata sul senso di protezione del “sesso debole”, si parla molto di autodeterminazione della donna, del miglioramento delle sue condizioni economiche, della necessità di liberarla e liberarci dagli stereotipi di genere, ma non seguono i fatti. E’ una persecuzione continua.

Per approfondire: Divario di genere? Una trufferia che alle donne fa gran danno

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