La paura fa 100 (miliardi)

Proverbio dell’11 marzo Per il cavallo pigro anche il carro vuoto è pesante Numero del giorno: 3,3 Scostamento deficit/pil Italia richiesto dal governo E finalmente possiamo spendere un sacco di ...

Proverbio dell’11 marzo Per il cavallo pigro anche il carro vuoto è pesante

Numero del giorno: 3,3 Scostamento deficit/pil Italia richiesto dal governo

E finalmente possiamo spendere un sacco di soldi che non abbiamo. Ci proviamo da un sacco, ma adesso è la volta buona. L’avete sentito, no, il primo minestra? Venticinque miliardi per l’emergenza. Attenzione però: non li spenderemo tutti subito. Quasi subito.

E l’Europa? E il patto di stabilità? E i creditori internazionali? LO SPREAD?

Il virus fa paura pure a loro. E (per adesso) ci lasceranno fare qualunque cosa per la semplice ragione che sono convinti che non solo è necessario fermare il virus, ma pure che li restituiremo, questi dindi.

E lo sanno talmente bene, i nostri politicanti che possiamo fare come ci pare, che un noto ex vicepremier attuale socialpremier, ha già detto che 25 miliardi non basteranno: ne serviranno 100. La paura non fa più 90, ai tempi del coronavirus. Fa di più.

Ma la palma della visione più lungimirante l’ha vinta senza dubbio una tale onorevole che ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’impegno deve essere a tutto campo per rilanciare l’economia con grandi investimenti infrastrutturali da sbloccare subito, ma soprattutto per non lasciare indietro nessuno, nemmeno una sola famiglia, nemmeno una sola impresa. Sospendere tasse, mutui, bollette, stendere una poderosa rete di ammortizzatori sociali: facciamo di tutto, insomma, costi quel che costi. Non è più tempo di numeri e di decimali, è il tempo di salvare l’Italia”.

Perciò tirate fuori i vostri sogni nel cassetto e mandate una bella mail al governo. Presto però. Prima che passi l’infezione.

A domani.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter