BabeleBoom della vendita di mascherine, la crisi apre un nuovo business

In Italia sono necessarie 100 milioni di mascherine al mese, circa 3 milioni al giorno.

La protezione dal Coronavirus sta diventando essenziale anche nella vita, e nelle attività di tutti i giorni, e sembra che molte aziende, in Italia e anche negli altri Paesi, abbiano pensato ad una riconversione.

Aziende che si occupavano, ad esempio, di produrre abbigliamento hanno deciso non solo di aiutare, ma anche di avviare un nuovo business, proprio con la produzione di mascherine, arrivando a poter recuperare una parte del mancato guadagno determinato dalle settimane di chiusura.

Vendita di mascherine, la necessità di un aiuto esterno

Molte aziende che non si trovano in Italia si sono occupate, in queste settimane, di produrre ed inviare al nostro Paese le mascherine protettive di ogni tipo. Questo perché il volume di utilizzo di questi dispositivi da parte degli italiani è particolarmente elevato.

Si stima, infatti, che siano necessarie 100 milioni di mascherine al mese, circa 3 milioni al giorno, di ogni tipologia. Questo ha richiesto da parte dell’Italia un doppio intervento: la richiesta di materiali dall’estero, ma anche un blocco, almeno per il momento, dell’esportazione di quella che è la produzione nazionale. Per consentire un più rapido svolgimento di queste operazioni sono state anche emanate delle linee guida da parte del Governo in merito allo sdoganamento delle mascherine che potranno essere importate in Italia.

Vendita di mascherine, la produzione italiana

Anche se la nostra richiesta di mascherine è molto elevata, non si può comunque dire che gli italiani stiano con le mani in mano. Molte realtà territoriali hanno deciso di riconvertire la propria produzione, e non solo. Già alla fine di marzo si è costituito un consorzio di aziende italiane che si è impegnato a realizzare 1,5 milioni di mascherine alla settimana. Questo consorzio è formato soprattutto da aziende che lavorano nel settore della moda. Ma quali sono le caratteristiche della mascherine più diffuse ed utilizzate nel nostro Paese?

Se le autorità hanno richiesto di lasciare una parte della produzione delle mascherine così dette chirurgiche al personale sanitario, le aziende hanno cominciato, così come i piccoli privati, a produrre delle protezioni alternative. Queste sono costituite dalle mascherine lavabili ed utilizzabili, che comprendono le mascherine per adulti e le mascherine per bambini in cotone.

Questi dispositivi, seppure non adatti ad un uso nell’ambiente sanitario, sono in grado di proteggere adeguatamente le persone nella vita quotidiana, come accade, ad esempio, nel momento in cui sia necessario recarsi in un negozio. Il vantaggio fondamentale dei dispositivi creati in questo modo è costituto dalla possibilità di ammortizzarne abbondantemente il costo.

Infatti, sarà possibile, dopo ogni utilizzo, lavare il dispositivo anche in lavatrice e riutilizzarlo più volte. In questo modo non solo sarà possibile risparmiare molti euro, ma si andrà a fare anche un’azione che aiuterà l’ambiente. Sono, infatti, ormai note le immagini che mostrano le tante mascherine gettate in modo improprio nel nostro Paese e anche all’estero. Una mascherina lavabile, quindi, costituisce sotto questi profili un doppio gesto di responsabilità: per la tutela della salute ma anche per la protezione dell’ambiente. 

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