12 Ottobre Ott 2018 1500 12 ottobre 2018

Governo e opinione pubblica non si occupano di sostenibilità? Ci pensano i privati (e lo fanno bene)

Arianna Cecchi, innovation leader di Climate-KIC: «Ci occupiamo di mobilità sostenibile, ottimizzazione nell’uso delle risorse, transizione verso combustibili non fossili, economia bio based». La vera via dell’energia sostenibile passa dalle startup innovative

Ambiente Italia 4

È di pochi giorni fa il report dell’Ipcc, il Panel Intergovernamentale sui Cambiamenti Climatici, che ha delineato scenari da brivido sul futuro del pianeta se il surriscaldamento supererà il grado e mezzo, documento accolto con la proverbiale indifferenza dal governo e dall’opinione pubblica italiana, che di ambiente se ne frega, e non da ieri. Nel silenzio assoluto, tuttavia, c’è chi non si arrende e che anzi, fa dell’innovazione tecnologica in materia ambientale la sua vita.

È il caso di Arianna Cecchi, giovane donna diventata Innovation Lead di Climate-KIC, la più grande iniziativa europea sui Cambiamenti Climatici e il cleantech, legata cioè alle startup che si occupano di innovazione climatica: «È nata con un bando dell’European Institute of Innovation and Technology (EIT) del 2009 e da allora opera in Europa in autonomia - spiega -. In questo momento è un partenariato pubblico privato, di soggetti che vengono dal mondo dell’educazione, della ricerca, dell’imprenditoria, della società civile, per affrontare i cambiamenti climatici e transitare a un’economia a carbonio zero».

Il Panel Intergovernamentale sui Cambiamenti Climatici, ha delineato scenari da brivido sul futuro del pianeta se il surriscaldamento supererà il grado e mezzo, documento accolto con la proverbiale indifferenza dal governo e dall’opinione pubblica italiana, che di ambiente se ne frega, e non da ieri. Nel silenzio assoluto, tuttavia, c’è chi non si arrende

Il percorso di Arianna incrocia quello di Climate-KIC, passo dopo passo. Lei lavora in Aster, la società consortile dell'Emilia-Romagna per l'innovazione e il trasferimento tecnologico, nel settore energia e ambiente. È Aster a portare Climate-KIC in Italia nel 2010. Nel 2015, quando nasce la srl Climate-KIC Italia, Arianna decide di lasciare Aster e assumere il ruolo di Innovation Lead, responsabile dei progetti di innovazione e del programma startup di Climate-KIC Italy.

Il balzo nel mondo delle startup è stato entusiasmante: un mondo «divertente, ottimista e destrutturato, molto creativo, che si nutre di idee che arrivano continuamente, dalle più folli alle più tecnologiche». Non aspettatevi l’unicorno, o la exit da milioni di dollari: «Le nostre start up toccano molteplici settori, quelli nei quali Climate-KIC declina la lotta ai Cambiamenti Climatici: mobilità sostenibile, ottimizzazione uso risorse, transizione verso combustibili non fossili, economia bio based - spiega Arianna Cecchi -. È un portafoglio di innovazioni realmente trasformativo, nell’energia, nella mobilità, nell’edificato, nei comportamenti individuali. Il nostro focus non è trovare l’unicorno da milioni di euro, ma creare un portafoglio di innovazioni che contribuisca al percorso di trasformazione sistemica che perseguiamo».

Il balzo nel mondo delle startup è stato entusiasmante: un mondo «divertente, ottimista e destrutturato, molto creativo, che si nutre di idee che arrivano continuamente, dalle più folli alle più tecnologiche»

Tra queste ce ne sono alcune come Green Idea Technologies, la prima azienda europea specializzata nella gestione ecosostenibile circolare dei prodotti informatici: «Loro sono una delle startup che ben rappresentano il nostro programma di accelerazione e il nostro approccio - spiega Arianna Cecchi - poiché lavorano a livello di sistema; non solo tecnologia ma anche nuovi modelli di business, consapevolezza e cambiamento comportamentale: sostengono infatti le aziende in scelte di economia circolare facilitando il recupero e il riutilizzo di materiale informatico, creando opportunità di business e riduzione di costi economici per le aziende stesse. Aumentano il ciclo di vita del materiale, riducendo l’impatto ambientale del rifiuto informatico nell’ecosistema». Loro con noi hanno superato la selezione, tra decine di startup. Hanno passato due selezioni, e più che un premio hanno ricevuto supporto in un percorso: finanziamenti da investire sullo sviluppo del loro business, un aiuto concreto con una serie di strumenti ed affaccio all’Europa».

C’è molto di Arianna Cecchi, nel successo di queste startup, anche se lei si schermisce: «Il mio ruolo è mettere in rete i soggetti della community Climate-KIC e connettere i nostri programmi - progetti, startup, eventi di open innovation, corsi di formazione per executive…- avere un occhio su quel che mi propongono. Penso sia particolarmente femminile, questo ruolo, perché richiede protezione e cura nelle relazioni». Un mondo alieno alle donne? Non come si penserebbe: »Se guardo alle startup attualmente nel programma di accelerazione di Climate-KIC Italia, su 15 “founder”, c’è solo 1 donna. Se l’approccio è tecnologico, la presenza femminile è ancora bassa. Se guardiamo ad altro, la community si sta riequilibrando. Tra i miei colleghi italiani c’è un maschio su 8 donne, è donna la Ceo di Climate-KIC, così come il Direttore italiano; tra i direttori di filiali Climate-KIC europee 5 su 8 sono donne. Le cose stanno cambiando e ad Arianna scappa un sorriso. A proposito d’impatto.

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