Corsa a ostacoli
31 Gennaio Gen 2019 0600 31 gennaio 2019

Tempi incerti, e rischio di incostituzionalità: altro che reddito, chiamatelo caos di cittadinanza

La 5S Catalfo, presidente della Commissione Lavoro del Senato, aveva già fatto partire le telefonate per le audizioni. Ma le opposizioni sono insorte. Si parte lunedì 4 febbraio, i tempi sono serrati. E ora il Servizio Studi del Senato ha sollevato dubbi di incostituzionalità su diversi punti

Dimaio Linkiesta
(Vincenzo PINTO / AFP)

Febbraio sarà il mese più caldo per il governo gialloverde. Ma soprattutto lo sarà per i Cinque Stelle. Perché se la quota cento leghista è già partita con le richieste all’Inps, il reddito di cittadinanza grillino si trova ancora nel caos. Con le opposizioni pronte a dare battaglia. Ma metà marzo, termine previsto per la partenza, è dietro l’angolo. E la fretta fa commettere anche qualche passo falso.

Il decretone con i due provvedimenti il 30 gennaio è stato incardinato in Commissione lavoro del Senato, poi dovrà passare nelle aule di Palazzo Madama e Montecitorio per essere trasformato in legge. I tempi sono stretti, le europee sono alle porte e la pressione è tanta. La presidente della Commissione Nunzia Catalfo, relatrice e senatrice Cinque Stelle, nonché prima firmataria del ddl, ha stilato il calendario delle audizioni. Si partirà lunedì 4 febbraio, quasi sicuramente con i sindacati.

Catalfo, in realtà, avrebbe voluto accelerare i tempi. Tant’è che le sigle sindacali erano già state convocate per il 31 gennaio alle 9. Le telefonate con le convocazioni ufficiali erano partite prima che il testo venisse incardinato e prima dell’ufficio di presidenza. E oltre ai sindacati erano stati contattati anche Assolavoro e il direttore generale dell’Anpal (non il presidente uscente Maurizio Del Conte, che sarà sostituito da Mimmo Parisi). Ma le opposizioni hanno fatto notare si sarebbe trattato di una violazione del regolamento del Senato. In Commissione qualcuno ha anche alzato la voce. E le audizioni sono state fatte slittare alla settimana successiva. Cosicché al termine delle riunioni è partito il secondo giro di chiamate con le nuove convocazioni.

I tempi, comunque, al netto della piccola vittoria delle opposizioni, restano serrati. Gli spazi di modifica e discussione molto limitati. «Le audizioni saranno concentrate nei primi giorni della settimana, tra lunedì e martedì», ha spiegato Catalfo. «Saranno sentite le associazioni datoriali, sindacali, Istat, Inps, consulenti del lavoro. C’è stata una richiesta anche della Corte dei conti. Adesso stiamo valutando anche le richieste che arrivano dai vari gruppi parlamentari. Daremo ampio spazio a tutte le richieste di audizione vista l’importanza del provvedimento», ha assicurato. Il termine per la presentazione degli emendamenti non è stato fissato, ma quasi sicuramente ci sarà al massimo un’altra sola settimana a disposizione per rientrare nei trenta giorni previsti per la votazione finale a Palazzo Madama, per poi fare arrivare il provvedimento alla Camera. Considerata la fretta, non saranno apportate grosse modifiche.

Il Servizio studi del Senato ha presentato un lungo dossier, sollevando diversi profili di incostituzionalità. A partire dal requisito di accesso al reddito di cittadinanza ai soli cittadini extracomunitari che risiedono in Italia da almeno dieci anni

Ma il reddito probabilmente dovrà fare i conti anche con la Corte Costituzionale. Visto che nel frattempo il Servizio studi del Senato ha presentato un lungo dossier, sollevando diversi profili di incostituzionalità. A partire dal requisito di accesso al reddito di cittadinanza ai soli cittadini extracomunitari che risiedono in Italia da almeno dieci anni. Un altro punto a rischio riguarderebbe le pene per i “furbetti del reddito”: stando al decreto si rischia la reclusione da due a sei anni,“più elevata anche rispetto a quelle generali previste per le fattispecie delittuose di falso commesse da un pubblico ufficiale”. “Sembrerebbe opportuno valutare”, scrivono i tecnici, “anche con riferimento al principio costituzionale della parità di trattamento”, il requisito anagrafico di 45 anni previsto per il riscatto della laurea. E un dubbio viene sollevato anche sulla durata del reddito, che in teoria potrebbe essere rinnovato a vita (a parte la sospensione per un mese prima di ciascun rinnovo) in assenza di proposte di lavoro congrue.

Ultimo tassello, non di poco conto: manca ancora il bando Anpal per i 6mila navigator co.co.co che dovrebbero essere selezionati e assunti da Anpal Servizi, e che però avranno bisogno pure di un periodo di formazione sul campo di almeno 6-8 mesi. La corsa per il reddito di cittadinanza, insomma, è ancora lunga. E i colpi di scena sono dietro l’angolo.

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