Dario Russo
Babele
15 Giugno Giu 2019 1947 15 giugno 2019

Aste online, Bidoo accentra il mercato italiano

Aste Online

ASTE ONLINE, COME VALUTARLE IN OTTICA MARKETING

Il web fin da quando è entrato nelle nostre vite ha da subito spinto i più avventurosi a potersi cimentare nelle più svariate forme di business. Su tutti, chi ha fatto da apripista è stato certamente eBay, nato nel settembre del 1995 come portale di vendita e di aste online. In Italia è arrivato nel 2001 e l’anno dopo, grazie all’unione con PayPal, ha praticamente dato vita a livello mondiale al mercato che noi tutti conosciamo.

Sulla scia di eBay che tra i vari servizi contemplava anche le aste online, nel tempo in tanti hanno investito in questo segmento. Ad oggi i portali di aste online, con varie sfumature di modalità, ce ne sono veramente tanti anche se a far la differenza, va detto, ce n’é soltanto uno.

Per un periodo ho vissuto in Spagna e già da allora feci caso alla gran fetta di mercato che queste tipologie di siti web stavano prendendo.

Nel resto del mondo vi sono altri portali di aste al centesimo che sono diventati noti dalle nostre parti per aver raccolto consensi su larga scala. Detto ciò, sarà bene spiegare a dovere il meccanismo di queste aste.

Va prima di tutto detto che il sito cardine in Italia, di cui abbiamo accennato prima l’affidabilità, è Bidoo. Non è un caso che a distanza di anni si tratti dell’unica piattaforma ancora online in grado di interessare e coinvolgere gli utenti con dinamiche d’acquisto sempre differenti.

Nelle aste tradizionali c’è un prezzo di partenza (che su Bidoo è di 1 solo centesimo di euro) dove chi partecipa rilancia fino alla scadenza del tempo stabilito. L’offerta più alta raggiunta allo scadere del timer si aggiudica il bene o il servizio messo in asta. Parliamo sia di prodotti che di servizi perché a tal proposito le alternative su questo sito sono davvero tantissime: le più note e richieste sono i prodotti tech (come iPhone, airpods ed elettrodomestici vari) e i buoni Amazon.

L’aumento è di un solo centesimo alla volta per ogni puntata. Questo vi può far avere un’idea di come sia relativamente facile aggiudicarsi prodotti a prezzi davvero bassi; tra i tanti prodotti aggiudicati, per esempio, ha catturato la mia attenzione chi è riuscito ad aggiudicarsi un iPhone a ben 0,02 centesimi, una vespa 50 special a 183 euro e poco più, una smart fortwo a 1382 euro e così via.

Chi partecipa all’asta, a prescindere dall’esito, avrà puntato dei crediti e dovrà comprarne degli altri per partecipare e rilanciare il più possibile durante le varie aste. Tuttavia è possibile anche non comprare puntate e partecipare a una serie di “operazioni abituali” da compiere sul sito, una sorta di mini-giochi, tra cui le missioni social.

ASTE AL CENTESIMO – COME GUADAGNA BIDOO

Capito il meccanismo, bisogna esaminare la cosa in maniera razionale. Chi offre questo servizio, ovviamente, non è un ente di beneficenza e come qualsiasi società privata deve fare profitto.

Naturalmente neanche Bidoo fa differenza e per ricevere un profitto deve adottare delle strategie che interferiscono (a dire il vero) molto poco sugli utenti che hanno piena libertà d’azione e sono addirittura anche liberi di riavere indietro le puntate acquistando un prodotto al prezzo di mercato tramite la funzione “COMPRALO ORA”.

Alla base vi è comunque concezione di un innovativo sistema di shopping (così definito dall’azienda e a mio avviso coerente con la realtà dei fatti) tale da poter vendere prodotti a cifre bassissime, fino al 99% in meno del prezzo di mercato per chi se lo aggiudichi.

In pratica, non è il solo prezzo di vendita a dare profitto al sito (come avviene per tutti gli ecommerce tradizionali che devono dunque vendere a prezzi standard), ma concorrono altri importanti fattori:

●La vendita dei crediti per partecipare alle aste (come ho segnalato, per partecipare bisogna avere a disposizione le puntate)

●La vendita del prodotto diretto alla fine dellasta (sul modello di un qualsiasi negozio online)

●Pubblicitdegli sponsor (è interesse di molte aziende mettere i propri prodotti alla portata del pubblico di Bidoo, talvolta sono le stesse aziende a fornire gratuitamente i prodotti a Bidoo pur di farli esporre)

MODELLO DI BUSINESS E MARKETING

Altro aspetto positivo è l’aver puntato molto sulla sicurezza e sulla fama creata esistendo dal 2011, con una reputazione online molto forte dove tanti utenti parlano in maniera chiara dell’esperienza avuta con la piattaforma.

Ultima cosa da considerare è il sorteggio mensile di un utente che può ricevere da parte di un influencer un premio. Praticamente, questi aspetti sono una serie di punti strategici per una qualsiasi strategia di marketing (specialmente online) dove sicurezza, riconoscibilità e reputazione sono fondamentali per la riuscita di un qualsiasi business.

CRITICITÀ E PUNTI DI VISTA

Online spesso si guarda con sospetto ai siti di aste al centesimo, io credo che quando la trasparenza e l’affidabilità viene garantita, non ci sia nulla da obiettare. Per chi fa marketing, questi portali sono da studiare per la propria attitudine ad aver davvero rinnovato una specifica tipologia di business: quello degli acquisti online.

Naturalmente parlare di un fenomeno del genere era quasi obbligatorio sul mio blog visto e considerato che si tratta del trend del momento. Giusto per darvi un’idea della portata del fenomeno vi inviterei a dare uno sguardo alla pagina Instagram di Bidoo per poterne analizzare meglio la presenza social.

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