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Asta bund «tecnicamente fallita», la crisi contagia Berlino

Ora la crisi lambisce anche la Germania. Oggi l’asta dei Bund decennali è stata tecnicamente fallita

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Afp)

La Germania comincia a entrare nel vortice della crisi dell’eurozona. Oggi il risultato dell’asta dei titoli di Stato tedeschi a dieci anni, tecnicamente fallita con un tasso di ritenzione del 39%, ha lasciato gli operatori senza fiato. Secondo l’agenzia tedesca del debito la performance risulta figlia dell’elevato nervosismo dei mercati finanziari, ma non solo. Gli investitori istituzionali continuano a soffrire della crisi di liquidità e non possono prendersi più rischi. Nel frattempo, si apre un nuovo fronte di tensione sulla Grecia. L’allarme più duro è la Banca centrale ellenica, che non usa mezzi termini: «È in gioco la permanenza nell’eurozona». In una lunga analisi sullo stato economico della nazione, ha anche rimarcato come gli accordi del Consiglio europeo del 26 ottobre scorso sono «l’ultima occasione» per Atene.

L’instabilità dell’eurozona è ormai l’unica certezza. L’ultimo porto sicuro era la Germania. Ora vacilla anche quello. Il risultato dell’asta di oggi non deve stupire. Sui sei miliardi di euro previsti inizialmente da Berlino, solo 3,644 sono stati collocati. Il 39% dell’ammontare in collocamento, 2,356 miliardi di euro, è rimasto nelle casse della Bundesbank. Tecnicamente l’asta è stata fallita, nonostante un rendimento dell’1,98%, il più sicuro dell’eurozona. Lo stress che sta vivendo l’eurozona è elevato e si teme che gli investitori istituzionali stiano esaurendo la liquidità per le operazioni su una zona euro così incerta. Secondo il broker londinese Icap, uno dei più importanti a livello globale, «è stato un risultato orribile». Difficile pensare il contrario.

Sono tre le ragioni per cui il sentiment è così negativo. Oggi doveva essere il giorno degli eurobond e il cancelliere tedesco Angela Merkel ha già comunicato che non è una delle priorità dell’Unione europea. Alla Merkel si sono accodati Olanda e Finlandia, che hanno dato per scontato il fallimento della proposta che oggi arrivava in Commissione. Inoltre, la Germania ha ribadito il rifiuto alla modifica del mandato della Banca centrale europea (Bce) per rendere l’Eurotower un prestatore di ultima istanza sul modello della Federal Reserve americana. In questo modo, Francoforte continuerà solamente nel suo storico obiettivo della stabilità dei prezzi all’interno della zona euro, senza poter avere altri spazi d’azione. Infine, la Banca centrale di Grecia.

Se Berlino non ride, Atene piange. Secondo la Banca centrale ellenica l’economia greca si contrarrà del 5,5% in quest’anno, del 2,8% il prossimo e dovrebbe rientrare in territorio positivo, +1%, solo nel 2013. Quello che più conta, tuttavia, sono le sfide che la Grecia deve fronteggiare nei prossimi dodici mesi. L’accordo sulla ristrutturazione del debito è ancora in alto mare. Le trattative fra la lobby bancaria Institute of international finance (Iif), il governo greco e le istituzioni comunitarie continua senza novità e il rischio più vicino è quello di un’ulteriore perdita di tempo utile per risolvere una situazione che è ormai degenerata.

Nel calderone della crisi dell’eurozona è arrivata anche la Francia. Oggi il Credit default swap (Cds) sul debito transalpino ha toccato un nuovo record, sfiorando quota 250 punti base sulla piattaforma Markit. Colpa anche del presunto deragliamento dell’accordo sul salvataggio di Dexia, la banca franco-belga nazionalizzata pochi mesi fa dopo l’ennesimo buco di bilancio. Secondo il quotidiano De Standaard, Bruxelles non potrebbe essere in grado di sostenere il bailout di Dexia e avrebbe chiesto a Parigi di incrementare il proprio apporto finanziario. Questo accordo, tuttavia, rischia di aumentare le possibilità che la Francia perda il rating AAA. Un evento devastante per la situazione delle banche francesi, già in una pesante crisi di funding. La portavoce dell’Eliseo, Valérie Pécresse, si è detta «fiduciosa» del fatto che la Bce possa trovare «i metodi migliori per difendere l’eurozona». In programma c’è sempre l’utilizzo del Securities markets programme (Smp), lo strumento con cui l’Eurotower compra titoli di Stato dell’eurozona, finora utilizzato a man bassa su Italia e Spagna.

Sul versante valutario, l’euro ha risentito negativamente degli eventi che si stanno verificando nell’eurozona. La moneta unica europea è scesa sotto quota 1,34 nel cross contro il dollaro e stanno continuando gli stress test di CLS, la principale controparte mondiale del mercato valutario, su un futuro senza euro. Una soluzione, per Icap, «ogni giorno più probabile».

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

: bce / Bund / crisi / eu / Eurobond / Eurozona / francia / Germania / Grecia / italia / Spread

Comments

Hamlet's picture
Inviato da: Hamlet
23 November 2011 - 22:41

"devo continuare, magari ricordando tutto il male che questo popoloo cocciuto e cinico ha arrecato all'Europa e al mondo intero copn la sua smania di supoeriorità?"

stai ripetendo clichè antitedeschi basati sul nulla!
Se la Bundesbank può acsuistare l'inoptato delle aste dei titoli di stato (cioè i tiotli non venduti) allora che gli altri facciano lo stesso! Dov'è il problema???
Vorrei ricordarti che nel 1981 l'Italia ha deciso la cosa opposta, ma l'ha deciso l'Italia, mica ci ha obbligati la Germania! Gli stereotipi da bar contro la Germania non servono a nulla: ogni Paese deve salavrsi da solo, ogni Paese ha i sistemi (usando le entrate fiscali e le spese) per salvarsi, se non ci riesce non può andare a piangere dagli altri!
Ognuno è artefice del proprio destino!

AntonioB's picture
Inviato da: AntonioB
24 November 2011 - 01:15

"Ognuno è artefice del proprio destino!"
MAGARI!
E degli altri cliché antitedeschi che mi dici?
Nel '93 ero in vacanza a Rethymno, Creta ovest. Sugli scalcagnati auotbus che facevano servizio c'era ancora la targhetta "Città di Stoccarda". Glieli avranno regalati? O forse stanno ancora incassando gli interessi sui prestiti appositi? Comodo mangiare nel piatto degli altri e poi, quando hai la pancia piena dire "adesso tutti a dieta".
E perché pretendono rigore dagli altri quando proprio loro sono stati i primi (con i Francesi, toh!) a derogare ai trattati?
E perché nel loro debito pubblico non sono conteggiate le pensioni, la spesa sanitaria, assistenza etc, con i quali il debito sarebbe a 5.000 MLD o forse più, roba da 180/200%
Comunque vedrò con amara soddisfazione l'effetto di questa cocciutaggine e cinismo, quando si renderanno conto di essersi dati la zappa sui piedi. A meno che, naturalmente, non riescano a truccare le carte come già tentano di fare con la richiesta di modificare (chissà a vantaggio di chi) i trattati europei.
Io non li ammiro, no, e mi fa solo rabbia come riescano sempre a girare a loro vantaggio le regole comuni, fin dagli albori della futura Unione Europea.
Che ci vadano loro fuori dall'Euro, e poi vediamo a chi vendono le loro merci.

Grillo Parlante's picture
Inviato da: Grillo Parlante
23 November 2011 - 19:57

L'Euro è già oltre la soglia di non-ritorno, la Banca d'Italia deve accordarsi con la FED per ottenere una linea di liquidità ed il tesoro italiano deve iniziare ad emettere obbligazioni decennali un US$ così da tornare ad avere un vero prestatore di ultima istanza e poi lentamente abbandonare l'Euro per il US$.
La Germania negli ultimi cento anni ha perso tre guerre, due combattute con gli eserciti ed una con le monete, e tutte e tre per gli stessi motivi: 1) ambizione superiore alle effettive capacità; 2) pessima pianificazione; 3) totale assenza di flessibilità operativa sul campo (strategia immutata in presenza di mutate condizioni sul campo)

giovanni's picture
Inviato da: giovanni
23 November 2011 - 19:56

per quale motivo la Germania dovrebbe accettare i cosiddetti eurobond??

"CIoè, la Grecia o l'Italia emettono dei titoli di Stato, incassano i soldi e tutti i Paesi (compresa la Germania) garantiscono il debito??? "
guarda che già adesso è così, solo che per la cocciutaggine della Germania i titoli di stato dei PIIGS non vengono comprati all'asta, ma sul mercato secondario. Solo che se li compri all'asta sei tu a decidere i tassi di interesse (e a tenerli bassi, come ha fatto oggi la Bundesbank), se li compri sul mercato secondario, lasci decidere il prezzo alla speculazione, e ti devi adattare a comprare a prezzi da fallimento, per cui il danno è doppio: non eviti il fallimento dei PIIGS, e hai pure speso un sacco di soldi .

Hamlet's picture
Inviato da: Hamlet
23 November 2011 - 16:32

qualcuno mi potrebbe spiegare per quale motivo la Germania dovrebbe accettare i cosiddetti eurobond??

CIoè, la Grecia o l'Italia emettono dei titoli di Stato, incassano i soldi e tutti i Paesi (compresa la Germania) garantiscono il debito??? Comoda la vita!!

La Germania dovrebbe dire chiaramente: se l'Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e la Francia sono a favore degli eurobond, perchè non lo fanno loro?? Fanno dei bond garantiti da quei 5 Paesi! Nessuno impedirebbe a questi Paesi di farlo; perchè non lo fanno??

AntonioB's picture
Inviato da: AntonioB
23 November 2011 - 19:56

Perché ha costruito la sua forza sull debolezze degli altri, perché ha invaso stati come la Grecia di suoi prodotti e rifiuti finanziandone l'acquisto copn prestiti sui cui lucre+a tuttora, perché ha un debito REALE che viene calcolatom in 5.000 milioardi e non 2.000 come dice la sciura Angela con un rapporto debito/Pil del 183%, perché la Bundesbank può comprare Bund a differe4nza di Francesi, Italiani e tutti gli altri ... devo continuare, magari ricordando tutto il male che questo popoloo cocciuto e cinico ha arrecato all'Europa e al mondo intero copn la sua smania di supoeriorità? Nel piatto Europeo hanno mangiato più di qualunque altro, e adesso ci sputano dentro? Ma se noi andiamo male, stai tranquilo che presto loro andranno peggio quando cadrà il castello di menzogne su cui si basa il loro falso rigore finanziario?

mak's picture
Inviato da: mak
23 November 2011 - 16:11

ma cosa pensava la Merkel?, i governanti tedeschi dovrebbero smetterla di pensare di essere "uber alles" negli ultimi 100-200 anni hanno fatto danni immani all'europa con la loro mania di superiorita', sono omuncoli anche loro, oggi se non c'e' un europa dei polpoli, il resto e' solo miele da rubara ai bimbi per gli speculatori, i governi tedeschi (non la gente) hanno i paraocchi, corrono in avanti fino al burrone senza guardare le alternative, e ci cadono e con loro noi.
l'unico stato che dovrebbe uscire dall'europa e' la germania, che intende europa come dominio tedesco. perche' la bce, come la FED non puo' battere moneta? (la bundesbank si sente defraudata?), perche non si emettono bond europei, (la bundesbank non ci guadagnerebbe abbastanza?), si puo anche avere un regime fiscale unico, almeno i soldi in svizzera li tasseremo anche noi in italia, ma prima occorre che ci sia un europa politice. quella monetaria ha fallito.

Battista's picture
Inviato da: Battista
23 November 2011 - 15:06

E' lEuropa delle banche e non certo l'Europa dei popoli cosa si voleva ottenere? Ecco il risultato.

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