La musica del futuro è già qui: suoni mai sentiti creati dai computer

L’intelligenza artificiale ormai è in grado di produrre arte – o almeno è quello che sostengono i ricercatori di Google. Attraverso una nuova tecnologia, adesso, la Terra e gli esseri umani potranno sentire cose che nessuno aveva mai ascoltato prima

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Adalberto ROQUE / AFP

29 Maggio Mag 2017 0820 29 maggio 2017 29 Maggio 2017 - 08:20

Se ci fosse stato ancora qualche dubbio sulla superiorità dei robot rispetto agli esseri umani, ora è fugato. L’intelligenza artificiale, come spiega bene questo articolo di AtlasObscura, ha fatto un altro passo in avanti verso la conquista del mondo e la sottomissione della nostra specie: ha inventato suoni che non erano mai stati sentiti prima.

Tutta colpa di Google Magenta, cioè un team di Google che cerca di creare programmi di AI (è l’intelligenza artificiale) che sia in grado di produrre opere d’arte, sia visuali che sonore. Il sistema, chiamato Nsynth, combina suoni pre-esistenti, già “imparati” attraverso una traduzione matematica, e ne crea nuovi, anzi nuovissimi. Mescola strumenti noti per tirare fuori espressioni inimmaginabili. Certo, se le si ascolta bene, queste tracce, non sembrano nulla di che. Ma da Google assicurano che si tratta di una novità assoluta:

Quello che si sente, spiegano, non è un flauto o un basso che suonano insieme. È l’ibridazione dei loro suoni. Cioè, non sono due onde che si sovrappongono ma un’onda sola che risulta dalla fusione delle due. Si tratta di un rumore/suono che nessun uomo sarebbe in grado di riprodurre. Se poi sia un’opera d’arte lo stabiliranno i critici, il popolo o, forse in futuro, un altro algoritmo apposito.

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