Sorpresa, gli immigrati di seconda generazione votano Lega e Casapound

Mentre i giovani manifestano sempre di più disaffezione verso la politica, i nuovi italiani si iscrivono ai partiti di estrema destra. Molti di loro si definiscono nazionalisti, sovranisti e addirittura fascisti

Immigrati
27 Febbraio Feb 2018 0730 27 febbraio 2018 27 Febbraio 2018 - 07:30

Secondo alcuni sondaggi, per chi crede ancora nei sondaggi, i musulmani e gli africani voteranno per il centrosinistra (che li candida), mentre cinesi e latinos a destra. Ma nessuno sembra aver fatto i conti con i neo-italiani di seconda generazione.

Paolo Diop, italo-senegalese di Macerata che si definisce fascista e nazionalista, è militante del Movimento Nazionale per la Sovranità ed è diventato l’icona degli immigrati di destra. Diop, ha scritto su Facebook: “Grido ancora più forte come nuovo cittadino italiano la necessità di fermare questa insensata politica di accoglienza che non porta benefici a nessuno. Basta ipocrisie immigrazioniste, basta teorie strampalate su una presunta integrazione che non può arrivare in questo modo”. E non è un caso isolato.

Nessuno ne parla, ma i nuovi italiani, soprattutto se immigrati di seconda generazione, sono pronti per l’arena politica nell’estrema destra. A riprova che l’equazione immigrazione/integrazione uguale adesione al centrosinistra forse è una convinzione infondata, i figli/e degli immigrati vengono candidati soprattutto nelle liste del centrosinistra, ma gli elettori naturalizzati paiono avere idee opposte.

L’equazione immigrazione/integrazione uguale adesione al centrosinistra forse è una convinzione infondata

Dagli attivisti della Lega a trazione lepenista fino a CasaPound c’è un filo populista che li lega. O meglio la considerazione di sentirsi più italiani degli italiani. In cerca di un’identità, di una comunità o forse solo un trampolino di lancio. Ne abbiamo trovati diversi. A sentire loro, non esiste alcuna incongruenza fra le loro idee e la loro origine.

Josef Lushi, ad esempio. Nel suo Dna c’è un incrocio genetico tra l’origine della madre, ecuadoregna, quella del padre, albanese, e forse pure qualche avo britannico. O almeno questo ritiene lui che ha cercato di capire l’origine del cognome materno, Rocks.

Josef è nato a Perugia 18 anni fa, frequenta l’ultimo anno a una scuola superiore con indirizzo informatico e sul profilo Facebook il motto del Principe del Macchiavelli “Il fine giustifica i mezzi”. Socio-sostenitore della Lega, spiega: “Sono sovranista e più italiano degli italiani. Quando ho portato i documenti per prendere la cittadinanza, avevo con me anche tutte le pagelle, sin dalle scuole elementari. Mi piace Matteo Salvini per i suoi discorsi pieni di buonsenso. Condivido i suoi discorsi sulla necessità di abolire la legge Fornero, l’obiettivo di non essere più asserviti all’Europa e di fermare l’immigrazione clandestina. Non abbiamo niente da offrire ai nostri italiani, figurarsi a tutti quei disperati che arrivano dalla Libia”.

Sono sovranista e più italiano degli italiani. Quando ho portato i documenti per prendere la cittadinanza, avevo con me anche tutte le pagelle, sin dalle scuole elementari. Mi definisco italiano, patriota e credente

Josef Lushi

Perché secondo lui, un conto sono i suoi genitori che sono arrivati legalmente in Italia, ci dice, e un altro sono tutti i finti profughi che vengono per colpa delle eccessive aperture dei governi di sinistra.

E sulla frase infelice di Attilio Fontana sulla difesa della razza bianca, Josef reagisce così: "Mi è spiaciuto che abbia rinnegato le sue parole. Io discendo da popoli diversi: dal popolo illirico islamizzato dagli ottomani in Albania, da mia madre ecuadoriana con origini anglosassoni. E sono fiero di esserlo. Così come sono fiero, anzi fierissimo di essere nato in Italia. Nel paese più grandioso del mondo, culla della civiltà mondiale. Perciò mi definisco italiano, patriota e credente”.

Discorso simile a quello di Beatrice Lai, figlia di una coppia mista, madre indonesiana, padre italiano. Cittadinanza italiana, nata e cresciuta nella periferia ovest di Roma, frequenta l’ultimo anno del liceo linguistico. E appartiene al blocco studentesco del movimento di estrema destra CasaPound, dove nel gruppo dei neo italiani c’è anche una studentessa siriana. Lei, ultimo anno al liceo linguistico di Roma, sul profilo di Facebook ha messo il seguente motto : “Odio indistintamente e incondizionatamente”. E a Linkiesta racconta: “Tutti mi chiedono come faccio a stare con la destra che avversa gli immigrati. E io rispondo che sono per l’accoglienza solo di chi può essere integrato. Gli italiani non devono essere discriminati per far posto ai profughi. Mi piace CasaPound perché è una comunità che mi ha accolto e mi permette di lottare per il cambiamento”.

Sono per l’accoglienza solo di chi può essere integrato. Gli italiani non devono essere discriminati per far posto ai profughi

Beatrice Lai, figlia di una coppia mista, madre indonesiana, padre italiano

Come lei, ci sono tanti altri giovani figli/e di immigrati, che si sentono integrati e avversano l’accoglienza di migranti economici. Come se i loro genitori non fossero venuti in Italia in cerca di un riscatto sociale. In cerca della loro identità, affamati di conoscenza delle proprie origini, vogliono difendere il proprio posto privilegiato di nuovi italiani.

Sulla rete spopola per esempio l’italo- marocchina Katwar Barghout. Sposata a un padovano, posta video molto visualizzati sul tema dell’immigrazione. Da un resort di lusso della Repubblica Dominicana ne ha postato uno contro Emma Bonino perché durante un’intervista televisiva la leader Radicale ha affermato che abbiamo bisogno di immigrati che coltivano pomodori e badano ai nostri anziani. Fra le palme e le spiagge bianche sullo sfondo, ha rammentato a Emma Bonino che i figli degli immigrati non coltivano solo pomodori, ma hanno diritto a diventare dottori, avvocati, professionisti”. Sul suo profilo raccoglie consensi e si intuisce quanto scalpiti per entrare nell’arena politica. Ecco il suo autoritratto: “Ho 26 anni, sono diventata italiana 2 anni fa e mi sento rappresentata dalla destra perché porta avanti le istanze abbandonate dalla sinistra: i poveri, i giovani, i malati, gli interessi del popolo italiano. E vuole un’immigrazione regolare e selettiva”. Katwar studia giurisprudenza e ritiene che la destra voglia una politica per l’immigrazione controllata, aiutando i regolari e i nuovi italiani.

Questo spaccato non vuole ignorare quelli che invece guardano al centrosinistra con simpatia perché anche loro hanno fretta e di emergere. E’ un fatto, però, che mentre i giovani manifestano sempre di più disaffezione e disincanto verso la politica, i nuovi italiani, scalpitano per essere riconosciuti dalla politica. E per questo motivo chi ce l’ha fatta, chi ha cittadinanza, vuole difendersi da nuovi e scomodi migranti considerati degli intrusi. Come? Dichiarandosi patrioti, nazionalisti, sovranisti. Si tratta un milione di voti in ballo dei nuovi italiani (naturalizzati negli ultimi dieci anni) alle elezioni politiche, sondaggisti ne avete tenuto conto?

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